IL MORTO DEL MESE
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sabato 19 settembre 2026

Jeffery Lee (1976-2026)

ATMORE, ALABAMA - Ullallà! Un altro esecuzionato in quel degli Stati Uniti! Lovvo! A 'sto giro è toccato a Jeffery Lee beccarsi una siringhetta di morte dal sistema giudiziario americano (avrebbero dovuto giustiziarlo con un'asfissia da azoto qualche mese fa ma poi hanno deciso che era una roba inumana: meglio una cara, vecchia spruzza!), ma procediamo senza indugio e tripartiamo il necrologio così come è risaputo si faccia in questi casi:

Maramao, perché sei morto? Maramao (ehm, scusate... Jeffery) era stato condannato a morte perché nell'ormai lontano 1998 aveva ucciso il proprietario di un banco dei pegni e sua moglie durante una rapina. Il pegnatore, come se non bastasse, altri non era che Orion, ovvero un imitatore di Elvis con una voce simile a quella del Re che, a differenza dei più classici imitatori di Elvis, si esibiva con tanto di maschera per alludere al fatto che in realtà Elvis fosse ancora vivo (e fosse lui).

Pane e vin non ti mancava. Jeffery non ha ordinato nessuna ultima cena con speciale. Buuuu! I secondini del carcere, inoltre, hanno confermato alla stampa che Lee ha anche rifiutato i pasti regolari sia il giorno della punturina che quello precedente, e che ha fatto solo qualche snack qui e là: nella fattispecie, nelle ultime 48 ore, pare abbia ingurgitato Cheetos, cereali, noodles al formaggio, riso, latte, un'insalata, chili con carne, una mela, due fette di pane con marmellata, broccoli, biscuits and gravy, un cookie all'avena, pane di mais, un hamburger di pollo, un brownie, pancake, salsiccia, sciroppo, polpette, un panino all'olio, puré e budino al cioccolato. Cioè, io ci mangiavo 'na settimana!

E tu non rispondi più. Chiusura anticlimatica con le sue ultime parole prima della fatale iniezione, che sono state delle banalissime:
All is well. I just want to say to my family, I love them. To my brothers on life row, I love them.
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venerdì 11 settembre 2026

Daniel Conahan (1954-2026)

RAIFORD, FLORIDA - Era un po' che non schiattava un serial killer degno delle nostre pagine, perciò siamo lieti di dare il benvenuto all'inferno a Daniel Conahan, noto come l'Hog Trail Killer.

In un rifugio a Parigi gli ho fatto una sega a quel porco. Omosessuale ammazzatore di omosessuali, Conahan intraprese la sua carriera di serialkilleraggio negli anni '90 in quel della contea di Charlotte in Florida, zona strapiena di boschetti (cosa che può rivelarsi molto utile in questo genere di attività). Condannato a morte per un solo omicidio, si presume che il suo body count si aggiri probabilmente a oltre venti vittime (tutte, come quella per cui fu condannato, ritrovate sotterrate nella zona, e tutte con i genitali rimossi).

Ho vinto quaccheccosa? L'Hog Trail Killer raggiunge oggi la 15° posizione tra i mortammazzati dallo Stato della Florida nel corso del 2026. Beh, non resta che passare alla nostra rubrica più succosa, rubrica che siamo sicuri tutti stiate aspettando con trepidazione...

Gallina vecchia fa buon brodo. Come a tutti i condannati a morte ammericani, anche al Conahan è stata concessa la scelta del suo ultimo pasto prima della fatale iniezione: ha scelto di strafocarsi con del pollo, una patata al cartoccio, del mais, una bibita e una torta di zucca.

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venerdì 9 agosto 2024

Taberon Honie (1975-2024)

SALT LAKE CITY, UTAH, USA - Era da un sacco che non facevamo un bel condannato, e Taberon Honie cade a fagiuolo. Toblerone, come amava essere chiamato dagli amici, è stato il primo condannato ad essere finalmente giustiziato dai tempi del mitico Ronnie Lee Gardner, morto talmente tanti anni fa che all'epoca ancora non avevamo i peli sul pube il nostro ormai classico template tripartito. Ma ora ce l'abbiamo!

Io ti ho dato i pascoli migliori... ma tu sei venuto 'na chiavica!
Toblerone era un indianodamerica e faceva parte della tribù dei Cefaloni. Si era sposato con la giuovine Ascella Pezzata, con cui aveva avuto una figlia, ma la relazione non durò che pochi anni, dopodiché lei ritornò a vivere dalla madre, Palla Pesante. Un giorno Toblerone telefonò all'ex chiedendole di vedersi, minacciando di uccidere tutta la sua famiglia se lei non avesse accettato. Lei non lo prese sul serio e se ne andò tranquilla a lavoro. Beh, aveva ragione a non prenderlo sul serio, difatti lui non fece fuori tutti i suoi cari, ma solo sua madre: si presentò a casa sua e la pugnalò varie volte in vari punti (compresi ano e vagina), poi non contento stuprò una delle sue nipotine (non la di lui figlia, per fortuna). Fu poi trovato coperto di sangue nel garage di lei ed arrestato. La condanna a morte arrivò facile facile, nonostante i tentativi dei suoi avvocati di fargli ottenere una pena più mite adducendo come scusa il fatto che Toblerone beveva dall'età di 5 anni e aveva più volte sbattuto la testa da piccolo cadendo dal seggiolone.

Ma Mazza Nera, il capo che comandava la tribù, era malato di scoliosi ebraica, una malattia che si piglia nei pini, e camminava sempre con il cavallo a rotelle
A differenza di Gardner, che era un fico e scelse di morire fucilato, Toblerone ha optato per la più banale iniezione letale (non aveva scelta, a onor di verità). Prima di spirare ha proferito le seguenti parole:
From the start, it's been, if it needs to be done for [the victims' families] to heal, let's do this. If they tell you you can't change, don't listen to them. To all my brothers and sisters here, continue to change. I love you all; take care.
Ha poi ringraziato il direttore della prigione e il guardiano per essersi "presi cura della sua famiglia" (eh?) e s'è messo disteso per l'ultima volta. A decesso avvenuto, per dare un tocco di ridicolo alla cosa, è stato permesso ai suoi familiari di entrare e celebrare una "cerimonia spirituale".

Ti vedo molto nervosa, che hai? Sono quattro giorni che non caco!
Non abbiamo gran confidenza con le regole che ci sono in Utah riguardo l'ultima cena, giacché l'ultima risale al 2010, ma le cose sono due: o il budget è indecorosamente basso oppure Toblerone non aveva molta fame. Prima di riunirsi con il Grande Spirito, o qualche altra cacata del genere, ha consumato un misero ultimo pasto consistente di cheeseburger, patatine fritte e un frappè.

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giovedì 27 aprile 2023

Louis Gaskin (1967-2023)

RAIFORD, FLORIDA, USA - Ah, i condannati a morte, come faremmo senza di voi? Stavolta è stato il turno di Louis Gaskin, noto ai più come il nome Ninja Killer, vediamo perché.

Guarda la televisione come te, cartoni di ogni genere e di favole
Il Ninja Killer, dicevamo: Gaskin s'era guadagnato questo nomignolo indubbiamente fico per il fatto che usava travestirsi da ninja durante le sue malefatte. Era il 20 Dicembre 1989 e il nostro amico ninja si presentò a casa di una coppia di sessantenni e li uccise con dei kunai con degli shuriken a colpi di katana a pistolettate, per poi svaligiare l'appartamento. Non pago, si recò presso un'altra abitazione, ma stavolta i due anziani occupanti riuscirono a scappare, benché feriti. Gaskin fu catturato quasi immediatamente grazie alla denuncia partita dalla ragazza di suo fratello: subito dopo gli omicidi si era presentato a casa con il sacco della refurtiva sostenendo che fossero regali di Natale, ma il fatto di essere vestito da ninja anziché da Babbo Natale le fece venire qualche dubbio.
Una volta ingabbiato, Gaskin ammise i delitti e, visto che c'era, confessò anche un altro omicidio di qualche anno prima. Fu condannato a due pene capitali (perché ciu is megl che uan) e rinchiuso per trentaquattro anni nel braccio della morte, finché l'inflessibile fascistone che governa la Florida non ha deciso di mettere fine alla questione.

Inchinatevi davanti allo shogun Mitzukuni Mito!
Mitzukuni Mito? Io da piccolo capivo Mitsu Kuminitsu! Ma poi, perché non mostrava subito il simbolo anziché combattere prima per mezzora? Vabbè, torniamo al nostro amico ninja: prima di esalare l'ultimo respiro, Gaskin ha bofonchiato queste ultime parole, che non saprei come interpretare:
Justice is not about the crime. It's not about the criminal. It's about the law. Look at my case.
Fatto curioso: i testimoni riportano che dopo l'iniezione il boia, per controllare che fosse effettivamente morto, ha dato una pacca sulla spalla del cadavere dicendo "Wake up!". Nel caso ve lo stesse chiedendo, no, non s'è alzato.

Iruka è il mio maestro e sa... cucinare e battersi!
Prima di andare a far conoscenza col Creatore Gaskin ha goduto della sua ultima cena: il suo menu tutto speciale prevedeva costolette di maiale BBQ, bis di collo di maiale e di tacchino, Buffalo wings, riso fritto con gamberi, patatine fritte e acqua.

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mercoledì 1 marzo 2023

Donald Dillbeck (1963-2023)

RAIFORD, FLORIDA, USA - No, non è Bonaccini che s'è tagliato la barba. Signori e signore, uno piacere abbiamo il grande piacere ospite di avere ospite della nostra rubrica I Condannati nientemeno che Donald Dillbeck! Vediamo un po' cos'ha combinato questo briccone.

Come sono buoni i bianchi!
Era il '79 e l'allora sedicenne Donald Dillbeck, che aveva lasciato la scuola ed era diventato un ramingo, bighellonava in una macchina rubata, presumibilmente da lui, dentro un parco pubblico dopo l'ora di chiusura, nei pressi di Fort Myers Beach, Florida. Quando arrivò il vice-sceriffo, tal Lynn Hall, per fargli delle domande, il nostro eroe provò a scappare e, nella baruffa che ne seguì, riuscì a sfilargli la pistola e a colpirlo a morte. Arrestato, si beccò un bell'ergastolo. Ovviamente non finisce qui: nell'83 riuscì a evadere dal carcere, ma fu prontamente riacchiappato e riportato in gattabuia, con un maggiorazione di pena di un anno e un giorno, mai sia l'ergastolo non fosse sufficiente; nel '90 il prode evase nuovamente, rubò un coltello da cucina e con quello tagliò la gola a una povera tizia a caso nel tentativo di rubarle l'auto. Fu di nuovo arrestato e infine condannato alla pena capitale, nonché ad altri due ergastoli (ma perché?).

Dillbeck è morto
Ah, Dillbeck, magari tutti i condannati fossero come te! Prima di farsi ammazzare ha proferito le seguenti ultime parole, destinate al governatore (novax e trumpiano di ferro) Ron DeSantis, che gli aveva firmato la condanna a morte:
I know I hurt people when I was young. I really messed up. But I know Ron DeSantis has done a lot worse. He’s taken a lot from a lot of people. I speak for all men, women and children. He’s put his foot on our necks. Ron DeSantis and other people like him can suck our dicks!
Come dargli torto! 

La piccola abbuffata
Se ricordate il "mitico" treccine, saprete che la Florida è il posto migliore per farsi condannare a morte, dato che lì non sono previste restrizioni per quanto riguarda il menu dell'ultima cena; sfortunatamente Dillbeck non ne ha approfittato più di tanto, scegliendo un mesto pasto consistente in gamberi fritti, funghi, anelli di cipolla, un gelato al burro di noci pecan, una torta sempre di noci pecan e una barretta di cioccolato.

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giovedì 3 novembre 2022

Benjamin Cole (1965-2022)

OKLAHOMA STATE PENITENTIARY, MCALESTER, OKLAHOMA, USA - Oh, finalmente un bel condannato a morte! Non che non ce ne siano stati dall'ultima volta, ma nessuno era abbastanza fico (si fa per dire) da meritare un necrologio, finché non è arrivata l'ora di Benjamin Cole.

DAI NON ESSERE GELOSA, NON È UNA PASSIONE, È UNA MANIA
Il fattaccio risale al 2001: Cole viveva insieme alla compagna e alla figlioletta di appena nove mesi; mentre la madre era fuori a stendere i panni, lui era rimasto a giocare alla Nintendo (ho cercato di risalire al gioco, pare sia un non meglio specificato "James Bond 007"), quando il pianto della bambina "lo ha fatto perdere" (questo dicevo a mia madre quando entrava all'improvviso in camera mia mentre giocavo), così s'è innervosito e l'ha uccisa di mazzate. Di sicuro non stava bene di testa, ma dopo la condanna a morte è decisamente peggiorato: ha passato la prigionia in stato semi-catatonico, rifiutando qualsiasi cura medica e senza mai lavarsi (né s'è mai tagliato la barba, direi). Non avrà raggiunto il livello di merda di Amou Haji, ma sicuro sapeva il fatto suo in quanto a zozzoneria. Gli avvocati hanno come al solito cercato di evitargli la scure del boia facendo leva sulla sua evidente insanità mentale, ma i giudici oklahomanesi hanno stabilito che, giacché puzzava più di un cadavere, tanto valeva renderlo tale.

Dammi tre parole: midazolam, bromuro di vecuronio e cloruro di potassio
Prima che il boia gli iniettasse tutto questo ben di Dio, Cole s'è profuso in due minuti di sproloqui religiosi, poco intellegibili per via del fatto che erano vent'anni che non parlava (non comunicava neanche con i suoi avvocati, a quanto pare), e dalla sua bocca uscivano per lo più degli squittii incomprensibili. Il momento migliore è stato quando s'è definito "just a super-duper hyperbolic Jesus freak" (non so cosa voglia dire, ma lo terrò presente come nome per la mia prossima band); il resto era tutta roba del tipo "I pray for Jesus to receive my spirit", "choose Jesus while you still can" e "keep your eyes peeled, be ready at all times", quindi 'sticazzi.

You should-a taste my lasagna
Cole ha rifiutato un pasto "speciale", ma ne ha ordinato uno "religioso" (religioso non è speciale?): una lasagna vegetariana, una tortilla, un'insalata e un succo di frutta. Ma... cosa cazzo ci sarebbe di religioso? La lasagna e il succo di frutta rappresentavano il corpo e il sangue di Cristo? Bah, mi aspettavo di meglio da un super-duper hyperbolic Jesus freak.

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giovedì 12 maggio 2022

Carl Wayne Buntion (1944-2022)

HUNTSVILLE, TEXAS, USA - Altro giro, altro condannato: dopo la decana dell'umanità è venuto a mancare pure il decano dei condannati a morte, l'anziano Carl Wayne Buntion. Vediamo che ha combinato.

Sono troppo vecchio per queste cose
Prima del delitto che l'ha portato al patibolo, Buntion aveva collezionato una sfilza di reati, dal furto al possesso di droga, culminati con l'abuso sessuale di un bambino che gli era valso ben quindici anni di carcere. Nel 1990, mentre era in libertà vigilata, Buntion ammazzò un poliziotto che l'aveva fermato per strada, tal James Irby, sparandogli un colpo in faccia e due alla schiena. Poi si diede alla fuga, sparando gente a casaccio, compreso un tizio a cui cercò di rubare l'auto, un altro poliziotto e infine prese in ostaggio pure un altro cristiano. Come potete immaginare fu infine catturato e condannato a morte nel '91, poi gli avvocati iniziarono la solita tiritera di ricorsi e appelli, riuscendo a far annullare il processo (fu nuovamente condannato alla pena capitale nel 2012) e a posticipare l'esecuzione per anni facendo appello a tutto l'appellabile. Nel frattempo il nostro eroe è diventato un vecchiaccio di quasi ottant'anni con tutti i problemi di salute possibili: una sciatalgia che lo obbligava su una sedia a rotelle, vertigini, artrite, epatite C, cirrosi, gomito del tennista, ginocchio della lavandaia, pene del pornostar etc. Gli avvocati hanno quindi giocato la carta del "non si può uccidere un uomo così vecchio e malato", ma gli inflessibili giudici texani sono stati, comprensibilmente, dell'avviso che fosse meglio mettere fine alle sue sofferenze.

So long and thanks for all the fish
Queste sono state le ultime parole del nostro condannato:
I wanted the Irby family to know one thing: I do have remorse for what I did. I pray to God that they get the closure for me killing their father and Ms. Irby's husband... To all of my friends that stuck with me through all of these years, I am not going to say 'goodbye,' just saying 'so long.' I am ready to go to Heaven, warden.
Per fortuna a fare da contraltare a cotanta banalità c'hanno pensato dozzine di motociclisti (il nostro fece parte, oltre che della Fratellanza Ariana del Texas, anche di una qualche banda di froci), che durante l'esecuzione si sono piazzati poco distanti dal carcere e hanno acceso all'unisono i motori, creando un rombo che a detta degli spettatori era udibile fin da dentro la death chamber.

Dulcis in fundo, subito dopo l'esecuzione i familiari di Buntion, anche loro non messi benissimo, hanno mostrato il dito medio ai poliziotti all'esterno della struttura.

Quando lo stomaco è pieno, è facile parlare di digiuno
Eh lo so, questo è la parte più attesa di questa rubrica, ma ahimè non è stato reso noto l'ultimo pasto ingurgitato dal nostro eroe. Meglio così, considerato il suo precario stato di salute, il consueto pasto da redneck fatto di pizza e hamburger l'avrebbe ucciso prima del tempo.

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giovedì 5 maggio 2022

Carman Deck (1965-2022)

BONNE TERRE, MISSOURI, USA - Che bel tipino questo Carman Deck! A partire dal nome (ma davvero, Carman?), che potremmo tradurre come Autouomo Mazzo. Comunque sia, dovreste aver capito che ci troviamo davanti all'ennesimo condannato a morte, per cui diamo il via alle danze!

Prometeo incatenato
Il crimine del nostro Autouomo Mazzo è abbastanza classico: omicidio a sangue freddo di un'anziana coppia a scopo rapina. Mazzo fu catturato circa 10 secondi dopo il fatto e confessò tutto. Fu processato una prima volta e condannato a morte, ma la sentenza fu annullata dopo il ricorso del suo avvocato: Deck era considerato così pericoloso (manco fosse Mickey Knox) che fu portato in aula in manette, fatto che violava, a quanto pare, i suoi diritti costituzionali. Da quest'accadimento scaturì una bagarre che, posto che ve ne fotta qualcosa, potete leggere qui. Alla fine il processo fu rifatto da capo e Mazzo fu condannato nuovamente a morte.

La spada de foco
Prima che i secondini lo punturassero letalmente, Mazzo ha avuto la possibilità di proferire questo bellissimo messaggio olistico d'amore universale:
My hope is that one day the world will find peace and that we all will learn to be kind and loving to one another. We all are a part of this journey through life, connected in every way. Please give love, show love, BE LOVE!
Sì, abbiamo capito, amore. Insomma, 26 anni in isolamento nel braccio della morte possono tramutare in amore persino Autouomo Mazzo!

Prometeo affamato
Missouri! A memoria è la prima volta che recensiamo un condannato del Missouri, quindi non sappiamo se esistono restrizioni in questo Stato per quanto concerne l'ultimo pasto. Non pare, comunque: Mazzo s'è sbafato una bella bistecca di manzo e dei gamberetti, e come digestivo ben 5 grammi di pentobarbital.

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martedì 2 novembre 2021

John Marion Grant (1961-2021)

MCALESTER, OKLAHOMA, WHERE THE WIND COMES SWEEPIN' DOWN THE PLAIN, USA - Da quanto tempo! Con la cacciata dello stronzone dai capelli giallognoli in USA avevano smesso di ammazzare gente (quanto meno nelle carceri), persino in Texas e in Oklahoma, gli stati più prolifici da questo punto di vista. In particolare in Oklahoma le esecuzioni erano ferme dal 2015, più precisamente dalla dipartita in celo del picolo ancelo Charles "treccine" Warner, che poretto s'era sentito male durante la sua messa a morte a causa del mix di farmaci selezionato. Ora il Consiglio di Stato ha finalmente sbloccato le esecuzioni, per cui si ricomincia! Il primo ad assaggiare la scure del boia è John Marion Grant, sentiamo la sua storia.

I've got a beautiful feelin', everything's goin' my way.
Ma cos'ha fatto di male John Grant? Nel '98, mentre era in una "normale" prigione per scontare una pena di appena 130 anni, somma di condanne per rapina a mano armata, pensò bene di uccidere con sedici coltellate una delle addette alla mensa, tal Gay Carter. Da 130 anni alla pena di morte il passo è breve, ed eccoci qui.

Like a cobweb on a shelf, by myself in a lonely room.
Secondo le testimonianze, le sue penultime parole sono state
Let's go! Let's go! Let's go!
dopodiché ha proferito una serie di parolacce e imprecazioni, che nessuno ha purtroppo riportato verbatim, a tal punto che hanno dovuto spegnere il microfono (come sapete, all'evento possono assistere parenti delle vittime, del condannato e avvocati/giornalisti vari). Subito dopo la prima iniezione Grant ha iniziato a sentirsi male, a contorcersi e a vomitarsi addosso. L'accadimento ha provocato ulteriori polemiche, sempre le stesse... eccheccazo, non le sapete fare proprio le punture in Oklahoma! Tra l'altro è l'unico stato negli USA a prevedere più di due metodi d'esecuzione, ben quattro: gli altri sono la camera a gas, la sedia elettrica e la fucilazione. Insomma, visto che l'iniezione letale non è roba per voi, usate uno degli altri metodi, non sia mai che il Consiglio di Stato blocchi di nuovo le condanne a morte!

The cowman ropes a cow with ease, the farmer steals her butter and cheese, that's no reason why they cain't be friends
Come ricorderete in Oklahoma si può ordinare tutto ciò che è preparabile dalle cucine della galera, con un massimale di 25$. Grant deve aver speso ogni centesimo, perché ha ordinato la bellezza di due cheeseburger (con cipolle, pomodoro, cetrioli e senape), due kg di gelato Fürst Pückler, un pacco XXL di patatine gusto barbecue, un pacco sempre XXL di biscotti al burro d'arachidi Nutter Butter e due litri di una bevanda chiamata Mr. Pibb, che non ho ben capito cosa contenga. Cazzo, con tutta 'sta roba ci credo che s'è sentito male!

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martedì 9 febbraio 2021

Corey Johnson (1969-2021)

TERRE HAUTE, INDIANA, USA - Chiudiamo, credo, i morti gennarini con un bel condannato a morte americano, quanto mi sono mancati. Avevo tre scelte, una meglio dell'altra: Lisa Marie Montgomery, rea di aver ucciso una donna incinta e averle poi rapito il feto strappandoglielo dal ventre, feto che è poi incredibilmente sopravvissuto; Dustin Higgs, che ha provato a farsi spostare l'esecuzione in quanto malato di COVID (ma che scusa è?); infine Corey Johnson, che ho scelto per i motivi che tosto v'illustrerò. Una piccola premessa: questi tre sono gli ultimi di una serie di tredici condannati a morte del Governo Federale (dato che il reato è "federale", a firmare per le esecuzioni è il Presidente stesso anziché il Governatore dello Stato dov'è accaduto il crimine), una pratica che era stata abbandonata da molto tempo (prima dell'ultimo disgraziato salito al potere, solo quell'altro merdone di George W. Bush ne aveva firmate tre, prima di lui nessuno), ma lo stronzone coi capelli da clown ha ben pensato di riprendere questa simpatica consuetudine e mandare a morire i succitati tredici condannati a morte. Tanto che gliene fotte a lui, bastava mettere una firma. Questi ultimi tre sono tra l'altro capitati mentre era un'anatra zoppa, ovvero nel periodo di transizione prima dell'insediamento del Presidente successivo. Bravo, non ti smentire mai. Ho introdotto troppo, per cui partiamo subito con il solito template tripartito di questa rubrica.

Che ha fatto?
Johnson fu condannato nel '93 insieme ad altri due tizi per una sfracanata di reati, in particolare per super-spaccio di droga e per la bellezza di sette omicidi, tutti commessi dall'89 al '92. Come nel caso del summenzionato Dustin Higgs, anche lui s'era beccato il COVID (ma come fai a prendertelo nel braccio della morte?) un mese prima di morire: anche i suoi avvocati quindi hanno tentato di far rimandare l'esecuzione utilizzando questa scusa (del cazzo, francamente), ma alla fine non c'è stato niente da fare.

Che ha detto?
Le sue ultime parole non sono state niente di che: alla domanda del boia se aveva qualcosa da dire, Johnson ha risposto:
No. I’m OK.
Ma poi c'ha ripensato, s'è rivolto verso il pubblico nel punto in cui c'erano i suoi familiari e ha detto:
Love you.
Dopo l'esecuzione, però, i suoi avvocati hanno riferito la sua ultima dichiarazione:
I want to say that I am sorry for my crimes, I wanted to say that to the families who were victimised by my actions, and I want these names to be remembered.
Poi ha elencato i nomi delle vittime, s'è scusato etc. Infine:
The pizza and strawberry shake were wonderful, but I didn’t get the jelly-filled donuts [sic]. What’s with that? That should be fixed.
Cioè... nelle sua ultima dichiarazione ha addirittura trovato le parole per lamentarsi del fatto che non gli fossero arrivate le ciambelle ripiene di gelatina (ma che...)! Beh, almeno la pizza e il frullato alla fragola erano meravigliosi!

Che ha mangiato?
Diversamente dagli altri "bracci della morte", le prigioni federali non rilasciano al pubblico informazioni dettagliate riguardo l'ultimo pasto, ma per fortuna Johnson ce l'ha spoilerato personalmente: a quanto pare ha ordinato una non meglio identificata pizza, un frullato alla fragola e delle ciambelle ripiene di "gelatina", che mannaggia non gli sono arrivate. C'è stato persino qualcuno che le ha mangiate per lui in un bizzarro tentativo di protestare contro la pena di morte. Bene, dal Morto del Mese è tutto, ci vediamo al prossimo condannato.

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sabato 28 maggio 2016

Pablo Vasquez (1977-2016)

HUNTSVILLE, TEXAS, USA - Bene ben bene, da quanto tempo! In realtà era da un po' che non controllavo la lista dei condannati a morte, altrimenti avrei notato prima l'esecuzione del mitico Pablo Lucio Vasquez, recentemente (cioè due mesi fa) fatto fuori dallo Stato del Texas, che Dio lo benedica. Bel tipino, questo Vasques; pensate era soprannominato "The Texas Vampire" o "Vampire Killer", scopriamo insieme perché.

Voglio succhiare tuo sangue!
Siamo nel 1999, in un paese nel profondo sud del Texas, Donna; esatto, Donna. Di dove sei? Di Donna. Un sera Vasquez rapì il piccolo David Cardenas, di appena dodici anni, conosciuto alla festa di compleanno del cugino: dietro consiglio del Diavolo, che parlava nella sua testa, Vasquez tagliò la gola al ragazzino e ne bevve il sangue. Poi cercò invano di tagliargli la testa, prima con un tubo di ferro e poi con una pala, riuscendo solo a fargli lo scalpo. Infine, già che c'era, amputò mani e piedi e seppellì ciò che ne rimaneva.
One side of my head said, "You did wrong". The other side said, "Keep doing it. Keep doing it. (...) The blood was dripping and got it all over my face. So, I don’t know, I mean something just told me drink. (...) The devil was telling me to take (the head) away from him, but it couldn’t come off."
E poi dicono che a Donna non succede mai niente...

Sì, ha sofferto molto! Ma poi le abbiamo tagliato la testa, conficcato un paletto nel cuore e l'abbiamo arsa; finalmente ha trovato la pace.
Da uno che beve il sangue delle sue vittime mi sarei aspettato molto di più, ma Vasquez è stato terribilmente banale quand'è venuto il momento di rilasciare un'ultima dichiarazione:
I’m sorry to David’s family. This is the only way that I can be forgiven. You got your justice right here.
Io non bevo mai... vino.
Texas... non è cambiato nulla in questi anni, ai condannati non è permesso ordinare un ultimo pasto speciale e non hanno certo fatto eccezione per Vasquez, nonostante le sue bizzarre abitudini alimentari (almeno hanno evitato l'aglio), per cui ha mangiato il menu del giorno, che comprendeva una Salisbury steak (al sangue, immagino), riso al vapore, una brown gravy, verdure miste, piselli, fagioli, pane a fette e biscotti lattemiele; da bere, acqua, tè o punch. E che cazzo, almeno un Bloody Mary potevate portarglielo!

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sabato 3 ottobre 2015

Kelly Gissendaner (1968-2015)

JACKSON, I'M GONNA MESS AROUND - Dall'espressione ricolma di tracotante gaiezza, uno non direbbe mai che la budriona qui sopra ritratta fosse una tizia che attendeva il suo momento nel braccio della morte: ladies and gentlemen, diamo un caloroso benvenuto a Kelly Gissendaner.

La più banale storia mai raccontata
Correva l'anno 1997 e Kelly Gissendaner ammazzò il marito con la complicità dell'amante: vedi titolo. Una volta arrestati, l'amante, a differenza della fessa, ebbe la pensata di fare un accordo che gli risparmiasse la pena di morte e così la più fantastica delle tradizioni americane toccò alla nostra festante amica. Nel corso dei suoi ultimi quindici e passa anni, la Gissendaner s'è, ahinoi, convertita al cristianesimo e laureata in teologia (ecco il perché della foto), dandoci oggi la possibilità di intervenire nella questione con un sonoro "'sti cazzi!"

Le ultime parole di Dutch Schultz
Prima di essere "eseguita", Kelly ha intonato un'alquanto toccante (dicono) versione di Amazing grace ed ha blaterato le solite banalità del tipo "vorrei che mi perdonaste per ciò che ho fatto/potessi tornare indietro, non lo farei/dio vi benedica", ecc. ecc., quindi passiamo alla rubrica più attesa...

Ho pensato a un menù incredibile: il menù del cazzo
Avrebbero dovuto già ammazzarla lo scorso febbraio, alla Gissendaner, ma poi rimandarono, pare, a causa di un temporale (mah, che scusa del cazzo!). La signora però ebbe l'opportunità di mangiare a volontà anche in quella occasione, quindi doppia ultima cena per lei. Se a febbraio trangugiò la bellezza di due Whopper con formaggio, due porzioni grosse di patatine fritte, pane di mais e latticello, insalata con uova sode, pomodori, peperoni, cipolle, carote e formaggio guarnita di salsa di latticello di Paul Newman, gelato al gusto vaniglia e ciliegia, popcorn e limonata, nella sua seconda (e ultima) ultima cena s'è limitata ad un pasto più sobrio a base di Texas fajita nachos, nachos con salsa al formaggio ed una granita al limone dietetica.

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martedì 11 agosto 2015

David Zink (1960-2015)

BONNE TERRE, MISSOURI, USA - Beh, data la scarsezza di morti decenti, perché non recuperare un bel condannato a morte? E vai allora con David Zink, recentemente fatto fuori dallo Stato del Missouri.

Crazy little Zink called love
Siamo nel 2001. In una strada isolata David Zink tamponò leggermente la vettura della diciannovenne Amanda Morton, nomen omen; poca roba, ma Zink era ubriaco ed era stato rilasciato da pochi mesi con la condizionale dopo una condanna di 20 anni per rapimento e stupro. Temendo che questo incidente potesse riportarlo in carcere, che ha fatto il genio? Ha rapito la giovane e l'ha portata in un motel, giusto per farsi riconoscere dal proprietario, con tanto di firma autentica sul registro, poi l'ha stuprata e infine l'ha ammazzata, seppellendo il corpo in un cimitero (che originalità!). Ecco qui parte della confessione che rilasciò all'epoca del delitto, dove racconta i truculenti dettagli dell'omicidio, ridendo sotto i baffi.

Zink I never told you
Dapprima Zink ha provato ad evitare la pena di morte, ma alla fine ha ceduto; anzi nel suo ultimo discorso pare avesse accettato di buon grado la cosa. Dopo le solite scuse ai parenti
I can't imagine the pain and anguish one experiences bla bla bla...
I also have to apologize to the second set of victims, my family and friends, bla bla bla...
I kept my promise to fight this case for their benefit, bla bla bla...
ha rilasciato questa significativa dichiarazione, indirizzata ai suoi colleghi del braccio della morte:
For those who remain on death row, understand that everyone is going to die. Statistically speaking, we have a much easier death than most, so I encourage you to embrace it and celebrate our true liberation before society figures it out and condemns us to life without parole and we too will die a lingering death.
I don't want to miss a Zink
Prima di andare all'altro mondo, Zink ha beneficiato del consueto ultimo pasto. Nonostante l'ampia scelta garantita in Missouri, altro che il Texas, Zink ha ordinato il tipico menu del cazzo del bifolco medio americano: cheeseburger, patatine fritte, una cheesecake e una bibita.

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giovedì 28 maggio 2015

Derrick Charles (1982-2015)

HUNTSVILLE, TX, USA - Beh, dopo due condannati a morte che l'hanno fatta franca per poi morire subito dopo, passiamo a qualcuno che almeno è stato coerente fino alla fine: Derrick Charles, da poco giustiziato dallo Stato del Texas (altro che Indiana e Nebraska). Maestro, vai con la base!

L'arte di arrangiarsi
Beh, non si può dire che non avesse fantasia: in pratica ha ammazzato tre persone utilizzando più di una decina di oggetti diversi, roba da far impazzire i giocatori di Cluedo. Correva l'anno 2002: all'epoca il venticinquenne Derrick Charles era fidanzato con una quindicenne, tal Myiesha (Myiesha?) Bennett, ma la di lei madre stranamente non gradiva la loro relazione, così lo denunciò alla polizia (lui era in libertà vigilata per dei furtarelli). Lui la prese bene. Andò a casa loro, ma lì trovò solo il nonno settantasettenne: Charles prima lo prese a pugni, poi iniziò a colpirlo con tutto ciò che gli capitava in mano, compresa una lampada e due trofei, per poi strangolarlo con il filo della suddetta lampada. Quando poi tornarono madre e figlia, prima colpì la fidanzatina con delle casse da stereo e poi le gettò in testa un televisore, uccidendola; portò quindi la madre nel bagno, la buttò nella vasca e aprì l'acqua, tentando di fulminarla gettandoci dentro il televisore di prima. Il tentativo fallì (evidentemente lei era come Fester), così decise di strangolarla con una prolunga, non prima di averla violentata (tanto, ormai...). Durante il processo gli avvocati tentarono di giocare la carta dell'infermità mentale, ma niente da fare, anche secondo i giudici Charles era chiaramente un genio.

I'm going home
Purtroppo Charles all'ultimo non ha mostrato la genialità che chiaramente lo caratterizzava e quando gli hanno chiesto se avesse un'ultima dichiarazione ha risposto con un banale
Nah, I'm ready to go home
O ti mangi questa minestra o ti butti dalla finestra
Come al solito, in Texas i condannati a morte non hanno diritto alla scelta dell'ultimo pasto, così Charles ha dovuto accontentarsi del tristissimo menu che passava la mensa quel giorno: pollo al forno, purè di patate, carote, piselli neri occhiuti e pane a fette, mentre da bere un'ampia scelta di acqua, tè o punch.

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venerdì 16 gennaio 2015

Charles Warner (1968-2015)

MCALESTER, OKLAHOMA, USA - No, hanno ammazzato Treccine! Brutti bastardi! Se avete letto il necrologio di Clayton Lockett vi ricorderete che il fantastico Charles "Treccine" Warren era stato temporaneamente graziato in seguito ai noti problemi sorti durante l'esecuzione di Lockett, che avevano portato il tapino, si fa per dire, a soffrire per ben 40 minuti prima di tirare le cuoia; le esecuzioni in Oklahoma furono temporaneamente sospese e Treccine la fece franca... almeno fino ad ora (è un giorno triste per chi porta le treccine, a quanto pare).

Sciolgo le trecce e i cavalli corrono
Era il 1997 quando la piccola Adrianna Waller, figlia di undici mesi della fidanzata di Warner, fu trovata morta nella sua culla. L'autopsia rivelò che la bambina aveva il cranio spaccato, la mascella fratturata, tre costole rotte, milza, fegato e polmoni danneggiati e il retto lacerato. Già, il merito era di Warner. Andiamo avanti che sono troppo disgustato (vi devo confessare che prima di iniziare a curare questa rubrica ero fermamente contrario alla pena di morte, ora non sono più tanto convinto).

My body is on fire
Prima di morire, Warner ha detto
Before I give my final statement, I'll tell you they poked me five times. It hurt. It feels like acid.
Non ho capito bene cosa volesse dire, qualcuno più anglofono mi aiuti. Subito dopo ha aggiunto
I'm sorry for all the pain that was caused. I'm not a monster. I didn't do everything they said I did. I love people. I love my family. I love Jesus.
E anche Gesù ti ama, mica sei un frocio.

La penultima cena
In Oklahoma l'ultimo pasto è concesso, ma è limitato a una spesa massima di 15$ (che rabbini) e deve essere per forza cibo proveniente da un fast food (l'altro condannato di oggi, Johnny Kormondy, ha ordinato coda di alligatore fritta: se dovete uccidere qualcuno, ricordate di farlo in Florida). Come accennato nel necrologio di Lockett, Warner aveva già beneficiato dell'ultimo pasto, prima del rinvio: in quell'occasione ordinò venti ali di pollo senza ossa, patate al forno, insalata di cavolo, una macedonia e una coca. Con l'anno nuovo il limite è stato elevato a 25$, apriti cielo, così Warren ha potuto consumare un'ultima cena da favola: oltre a ordinare tutto quello che aveva mangiato la prima volta, ha preso un Big Mac e una busta di vermi gommosi.

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mercoledì 14 gennaio 2015

Andrew Brannan (1948-2015)

JACKSON, GEORGIA ON MY MIND, BORN IN THE U.S.A. - Oh, da quanto tempo non ci facevamo un bel condannato a morte! Il primo americano ad andare sul patibolo nel 2015 è Andrew Brannan, vediamo un po' cos'ha combinato.

Se c'è qualcosa che mi ha insegnato il Vietnam...
Andrew Brannan era un veterano decorato della guerra in Vietnam e come molti reduci da varie guerre era affetto da DPTS, che secondo il suo avvocato gli aveva provocato una disabilità del 100%, nientemeno; per non farsi mancare niente, era anche affetto da disturbo bipolare. Non stupisce, quindi, il suo comportamento quando nel '98 fu fermato per eccesso di velocità dal ventiduenne vice-sceriffo Kyle Dinkheller: da subito Brannan scese dall'auto (cosa da non fare mai negli States) e iniziò a prendere per il culo il giovane poliziotto, improvvisando anche dei simpatici balletti; poi prese una carabina e iniziò a far fuoco contro l'agente, che cadde a terra dopo otto colpi. Brannan si prese anche la briga di dargli il colpo di grazia, a bruciapelo, al grido di
Die fucker!
La scena fu ripresa dalla videocamera dell'auto, per cui potete vedere da voi. Il video, tra l'altro, viene normalmente mostrato durante i corsi d'addestramento nelle accademie di polizia americane. Abbiamo trovato anche questo corto, molto ben fatto devo dire, che racconta la vicenda dalla prospettiva del poliziotto ucciso.

Brannan, che era incensurato, cercò di scampare la condanna a morte dichiarandosi pazzo, ma dopo anni di rinvii e richieste di grazia respinte, alla fine ha dovuto dirigersi verso il patibolo.

Amico mio, stai per entrare in una valle di lacrime
Diversamente dalle ultime parole che Brannan disse al poliziotto, le ultime parole prima di morire sono state molto più banali:
I extend my condolences to the Dinkheller family, especially Kyle's parents and his wife and his two children.
Oh, beh, sai... la vita. A volte sei tu che mangi l'orso, a volte invece è...
In Georgia il condannato può mangiare più o meno quello che vuole, e prima di schiattare Brannan ha ordinato un pasto che solo un americano può desiderare come ultima cena: tre uova al tegamino, hash brown, salsiccia, biscuits with gravy e pecan waffles con fragole; da bere latte, succo di mela e un decaffeinato (perché, cazzo, Brannan ci teneva alla salute).

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venerdì 27 giugno 2014

Marcus Wellons (1955-2014)

JACKSON, GEORGIA ON MY MIND, USA - Vi ricordate di Clayton Lockett? In seguito alle polemiche scatenatesi in quell'occasione tutte le esecuzioni erano state sospese fino a data da destinarsi. Bene, quella data è arrivata: il primo a beneficiare di questo riavvio è Marcus Wellons, vediamo cos'ha combinato questo mattacchione con il solito template tripartito dei condannati a morte.

You're goin' to Jackson; go comb your hair!
1989: Marcus Wellons coabitava con la sua ragazza nella ridente Contea di Cobb; lei dopo un po' aveva capito che il tipo con cui stava era un pazzo violento, così alla prima occasione scappò via. Lui la prese bene: si ubriacò e sfasciò tutta la casa, poi rapì la figlia dei vicini, la quindicenne India Roberts, la stuprò per poi strangolarla e lasciarla senza vita nel bosco.

In seguito alla condanna a morte, Wellons e i suoi avvocati cercarono in tutti i modi di evitare la pena capitale, principalmente facendo leva sulla sua presunta infermità mentale, ma anche appellandosi a un fatto davvero insolito: durante il processo nel quale era stato condannato, dopo la lettura della sentenza uno dei giurati regalò al giudice un cioccolatino a forma di cazzo, mentre un altro ne regalò uno a forma di tette all'usciere (storia vera). Secondo gli avvocati di Wellons il processo doveva essere rifatto, ma la corte federale interrogata sul caso sostenne che il processo era valido, anche se regalare cazzi di cioccolata non è proprio la condotta che ci si aspetta da parte dei giurati. E così, il "povero" Wellons s'è dovuto attaccare al cazzo, questa volta di carne.

'Cause I've seen blue skies through the tears in my eyes
Con l'ultima dichiarazione Wellons è andato sul classico: ha ripetutamente chiesto scusa ai famigliari della vittima
I ask and hope they will find peace in my death
e infine ha concluso
I'm going home to be with Jesus
Salutacelo!

This is the truth, your honor, I've never, never never, never, never seen a straight banana
Come ultima cena Wellons non ha scelto niente di particolare; sprecone, io mi sarei fatto portare tutto a forma di cazzo: pizza a forma di cazzo, una torta a forma di cazzo e così via. Lui no, ha preferito mangiare quello che mangiavano tutti gli altri, e così ha ingurgitato sformato del pastore, purè di patate, fagioli rossi, insalata di cavolo, pane, dolcetti (a forma di cazzo! Purtroppo no...) e un punch alla frutta.

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lunedì 5 maggio 2014

Clayton Lockett (1975-2014)

MCALESTER, OKLAHOMA, USA - Ne abbiamo saltati molti di condannati a morte, ma questo Clayton Lockett proprio non potevamo lasciarlo da parte, non fosse altro per le solite inutili polemiche che la sua esecuzione ha scatenato. Lockett doveva essere giustiziato insieme a un altro tizio, l'uomo dalle fantastiche treccine Charles Warren, condannato per aver stuprato e ucciso la figlia di undici mesi della sua convivente; già giustiziare due persone lo stesso giorno è cosa insolita, ma per l'occasione le autorità penitenziarie locali hanno deciso di usare un tris mai sperimentato di droghe, visto che le scorte di quelle normalmente usate erano terminate. E così invece del solito pentorbital, tiopental sodico e benzocapocchie hanno usato un inedito mix di chinotto, nutella e viakal. Durante l'esecuzione qualcosa è andato storto, Lockett ha iniziato a gemere e contorcersi ed è infine spirato rumorosamente dopo ben 40 minuti, quando solitamente la procedura ne dura 10. Quest'incidente ha salvato, almeno per ora, le chiappe a Charles "treccine" Warren, la cui esecuzione è stata posticipata, e come dicevamo ha dato il via alla solita danza di polemiche che solitamente accompagnano questi eventi: accuse di inciviltà, inumanità e stronzate varie. Che palle, quello che doveva fare ha fatto, è morto, chissenefrega quanto ha sofferto, se molto o poco per 10 o 40 minuti, in fondo mica è un'eutanasia, è una punizione, un po' male deve fare. E poi diciamolo, senza ironie: Lockett era un animale e se ha sofferto per appena 40 minuti gli è andata bene, possiamo benissimo sbattercene le palle.

Fu vera gloria?
Un santo questo Lockett, anzi, un apostolo. Nel 1999 rapì con due complici due amiche adolescenti, una tale Summer Hair e la sua affascinante amica Stephanie Neiman; la prima fu ripetutamente stuprata in ogni modo, ma ebbe salva la vita, mentre la seconda fu picchiata a sangue, presa a fucilate e sepolta ancora viva.

It's only words
Purtroppo Lockett ha preferito non rilasciare nessuna dichiarazione prima di schiattare. Peccato, eppure di cose ne aveva da dire. Stando al suo profilo su questo sito per farsi amici di penna carcerati, Lockett sapeva il tedesco (nessuno che sa parlare tedesco può essere malvagio!), amava leggere, dipingere, "osservare la vita" e aveva una grafia decisamente migliore della mia; chissà se ha fatto in tempo a trovare qualcuno unico come lui, disposto a fare un salto di fede per costruire un impenetrabile legame d'amicizia...

Il pranzo non è servito
Per il suo ultimo pasto Lockett ha ordinato una bistecca, gamberi, una patata al forno farcita, pane tostato all'aglio, una torta pecan e una bottiglia di Coca, ma siccome il costo complessivo superava abbondantemente i 15 dollari posti come limite ai condannati dell'Oklahoma, alla fine non gli hanno portato un cazzo. Ironia della sorte, Charles Warren (il tizio con le treccine che dovevano uccidere dopo di lui) ha invece beneficiato del lauto pranzo: ali di pollo senza ossa, patate al forno, insalata di cavolo, una macedonia e una coca cola.

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giovedì 27 marzo 2014

Robert L. Henry (1958-2014)

FLORIDA STATE PRISON, FLORIDA, USA - Da quanto tempo! Torna a grande richiesta (come no...) l'angolo dei condannati a morte, dopo una pausa dovuta per lo più alla scarsezza di soggetti decenti da recensire. Oggi parliamo di Robert L. Henry, da poco assassinato dalla Florida, vediamo un po' che ha fatto.

Fire!
Era il due novembre 1987, proprio il giorno dei morti. Forse per festeggiare questa ricorrenza, ma più probabilmente perché era un tossico in cerca di soldi, decise di rapinare il proprio posto di lavoro, una merceria. Per farlo aspettò l'orario di chiusura e legò e imbavagliò le sue due colleghe, le massacrò a martellate per poi darle alle fiamme, ancora vive. Purtroppo per lui, non era bravo neanche a uccidere: quando arrivarono i pompieri una delle vittime era ancora viva; ancora per poco, quel poco che bastava per fare il nome del suo assassino, Robert Lavern Henry.

Verrà il giorno...
Prima di andare al patibolo Henry ha speso tre minuti per leggere una sua dichiarazione scritta, nella quale ha chiesto perdono ai parenti delle vittime per poi lanciarsi in un pippone contro la pena di morte, che a suo dire non s'addice a un paese civile:
Hopefully, in the not-so-distant future, this society shall truly evolve in its law and practice, in that if we are not a society who are comfortable with castrating and raping a rapist, and we do not chop off the hands of thieves, well then, why would we continue to be murderers to those who have murdered?
Al che il fratello di una delle vittime che assisteva dall'altra parte è scattato in piedi e ha urlato
DIE!
ma Henry non lo ha sentito, e ha concluso con il solito sproloquio su Gesù:
I accept Jesus Christ as my Lord and Savior, and I willingly forfeit this life for a better life that He offers us all.
Certo, come no. O forse aveva ragione lui, d'altra parte, citando Neil Gaiman:
In tutto il Vangelo c'è un solo uomo al quale Gesù promette personalmente un posto in Paradiso. Non a Pietro e Paolo né a nessuno degli altri ma a un ladrone inchiodato sulla croce. Perciò non disprezzare quelli che stanno nel braccio della morte. Magari sono al corrente di qualcosa che tu non sai.
Il ristorante al termine dell'universo
Come tutti i condannati della Florida anche Henry ha potuto scegliere il suo ultimo pasto e come molti ha scelto di merda: s'è magnato coda di bue, fagioli rossi e riso, torta di pecan, gelato e succo d'arancia.

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lunedì 10 febbraio 2014

Marius (2012-2014)

COPENHAGEN, DANIMARCA - Al consueto marcio che c'è in Danimarca va ad aggiungersi la carcassa del povero Marius, esemplare maschio di giraffa di appena un anno e mezzo. A quanto pare nello zoo di Copenhagen non c'era più posto e dovevano decidere quale bestia abbattere, visto che per la legge danese gli animali degli zoo non possono essere ceduti o venduti; la scelta è così caduta su Marius, che presentava una varietà genetica già ben rappresentata fra gli esemplari della sua specie. Che ve lo dico a fare, quando la notizia si è diffusa gli animalisti si sono scatenati come loro solito, ma i tizi dello zoo se ne sono sbattuti le palle di petizioni, manifestazioni e gruppi di Facebook: non solo hanno accoppato l'animale, ma l'hanno fatto a pezzi davanti a tutti, in televisione e coi bambini in prima fila, dopodiché hanno gettato i resti in pasto ai leoni, (esattamente il loro consueto destino). Ovviamente, per noi tutto questo significa una cosa sola: Angolo del Vergognia!
HO GIA' DETTO QUELLO CHE PENSAVO NELLA PRECEDENTE FOTO. CMQ VERGOGNA
Vergognaaaaaa....
Nn ho altre parole per giudicare queste persone.....ho esaurito tutto! E solo a vedere quell innocente cucciolo di giraffa morto stramazzato....ke vergogna!
povera giraffa dopo che l'uomo la uccisa la da hai leoni vergognatevi
merde merde...
odio gli zoo
detesto l uomo
amo gli animali
facciamo casino
IMPORTANTE!!!! SE ANDATE SULLA PAGINA PELOSI LIBERATION FRONT (LINK QUI SOTTO), TROVERETE IL LINK PER LA PETIZIONE PER LE DIMISSIONI DEL DIRETTORE DELLO ZOO!! FORZA! NON MOLLIAMO!
Io farei così al direttore dello zoo é lo darei a mangiare ai felini dello zoo . Ma vivo xò no morto...
Se avessero ammazzato l'esemplare della specie che a attuato questa barbarie, sarebbe stato meglio.
merde umane . I Dandesi si vegognino.
Nooooooo!! che strazio!!! Non pensavo chei Danesi fossero cosìmincivili!
In Danimarca è legale il sesso con animali, esistono dei veri e propri bordelli...
Cosa ci si poteva aspettare da una nazione la Danimarca dove esistono i bordelli con animali...dove l'umano pervertito puo' accoppiarsi a piacimento con il povero animale che ha scelto...questa scifezza si chiama zooerastia e stiamo cercando di debellarla...ma c'e' sempre una forza che lo impedisce...la forza del MALE.....
I commenti su 'sta cosa dei bordelli per animali danesi si sprecano, ovviamente si tratta di una stronzata.
si lo sono, ma ogni tanto purtroppo riaffiora la dolcezza del gene vichingo
Non si poteva vendere ad un altro zoo?? Poi mostrare questo a dei bambini.... i barbari vikinghi resteranno sempre barbari vikinghi
Che si vuole pretendere da un popolo la cui massima realizzazione sono le aringhe in salamoia?
E questi sono i popoli a cui i nostri politici vorrebbero noi somigliassimo. Barbari. Basta vederli quando vengono nei nostri luoghi turistici: non sanno distinguere un paio di sandali da un mocassino. Ma è per quello che ci stanno facendo la guerra con la moneta, è l'unico modo che hanno per prevalere. Altrimenti ci mangeremo anche quegli ubriaconi dei tedeschi.
Figli di puttana uomin i!!! L uomo è la peggiore specie di animali....se volete possiamo riunirci e andare sotto case del merda che ha autorizzato fi sparare e facciamp fare la stessa fine a lui !!! Io non odio mai, ma chi ha autorizzato questo gli auguro la stessa fine...merdaccia inutile! !! Crepa merda di un uomo! '!
Assassino bastardo. Vacci tu in gabbia non ti auguro la morte, perché non la si augura a nessuno. Ma una di quelle malattie veneree tanto da farti esplodere la capella di pus e carne morta. Have a nice day STRONZO SCIENZIATO DEI MIEI STIVALI trova il modo di curare le malattie o qualcosa per l ambiente non scassare il casso agli animale IDIOTS.
Spero li sparino in testa uno alla volta mentre gli animali guardano
Finché ogni gabbia sarà vuota io lotterò, per tutta la mia vita.
L'uomo può sfuggire alla giustizia umana.....ma nn a quella divina!!!
Il vero cristiano dice la BIBBIA in proverbi deve aver cura dell'animale ......se nn lo farà se la vedrra con DIO........ È sinceramente nn vorrei essere nei panni di coloro k commettono queste cose inumane!!
Non ci posso credere. E noi siamo esseri "umani"? Mi vergogno dei miei coetanei. Siamo noi la rovina di questo bellissimo pianeta.
invece di ucciderla potevano regalarla a qualcuno: io l’avrei adottata, avrebbe fatto tendenza in modo splendido
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