IL MORTO DEL MESE
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lunedì 22 giugno 2026

Major Oak (1XXX-2026)

FORESTA DI SHERWOOD, NOTTINGHAMSHIRE -
Robin Hood e Little John van per la foresta, ed ognun con l'altro ride e scherza come vuol. Son felici del successo delle loro gesta, urca urca tirulero, oggi splende il sol!
Eh, il sole però da oggi non splenderà più sulle fronde di Major Oak, quercia millenaria che leggenda vuole fosse proprio il rifugio della banda di risorse guidate dal celebre terrorista inglese. La quercia viene infatti oggi dichiarata cadavere perché la vecchiezza, l'impoverimento del terreno e il riscaldamento globale non le hanno permesso di far nascere nuovo fogliame all'inizio di stagione. Certo, sono in tanti a dirsi dubbiosi circa l'esistenza del riscaldamento globale, così come sono in tanti a non credere che Robin Hood sia realmente esistito, una cosa però va detta: durante una nevicata del 2010 (quando ancora il pianeta non era caldo come mò), la neve si appoggiò sul tronco dell'albero ricreando quelle che per molti erano proprio le fattezze di Frate Tuck: coincidenze? Io non credo!

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martedì 10 ottobre 2023

Sycamore Gap (1XXX-2023)

CRAG LOUGH, HEXHAM, UK - Con un leggerissimo ritardo certifichiamo l'abbattimento dell'albero noto come Sycamore Gap (o "Albero di Robin Hood"), un Acer pseudoplatanus (o acero di monte), appartenente alle Sapindaceae, una famiglia di piante angiosperme eudicotiledoni appartenenti a loro volta all'ordine delle Sapindales, olé. Oltre a essere nominato Albero dell'Inghilterra dell'anno 2016, l'arbusto era famoso per essere apparso nel film Robin Hood - Principe dei ladri, esattamente in questa scena.

L'età dell'albero era dibattuta, alcuni dicevano 100, altri 300, altri 1000, altri sostenevano fosse uno degli alberi originali del Giardino dell'Eden... fatto sta che a terminare la sua più o meno lunga esistenza è stato un anonimo tizio che un bel giorno ha deciso di recarsi sul posto con una motosega e tagliarlo alla base del tronco, per poi lasciarlo lì agonizzante (almeno credo, non so bene come funzionano gli alberi). Perché lo ha fatto? Che cazzo di fastidio gli dava? Domande che forse rimarranno senza risposta, visto che la polizia inglese, dopo aver arrestato un paio di cristiani a caso che non c'entravano niente, sta brancolando nel buio.

Addio Sycamore Gap, e ricorda: everything I do, I do it for you.

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domenica 28 maggio 2023

Cotton Tree (16XX-2023)

FREETOWN, SIERRA LEONE - Cade nel cuore della notte, colpito da un fulmine, l'albero centenario Cotton Tree, simbolo della Sierra Leone. Beh, saprete benissimo che il cotone non cresce sugli alberi, quindi non abbiamo idea del perché si chiamasse così: era infatti un esemplare della specie nota come kapok. Il presidente della Sierra Leone esprime oggi così il suo cordoglio al quale, ovviamente, ci accodiamo:
All Sierra Leoneans will pause for thought at the loss of such a prestigious national symbol as Cotton Tree. For centuries it has been a proud emblem of our nation, a symbol of a nation that has grown to provide shelter for many.
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martedì 21 marzo 2017

Grande Barriera Corallina Australiana (25.000.000 B.C.-2017)

AUSTRALIA, OCEANIA - Ha fatto caldo negli ultimi anni e la barriera corallina ha deciso di sbiancare lanciando qui e lì gli organismi viventi e le alghe che coloravano i coralli. Dato che i pesci erano ghiotti di 'ste schifezze, ora vedremo se faranno gli schizzinosi lasciandosi morire o impareranno a nutrirsi di tutti i turisti che fanno le immersioni (che bello che sarebbe).

Bene, e con l'addio ad uno dei patrimoni mondiali dell'Unesco vi invitiamo a non lamentarvi dei cambiamenti climatici che stanno cuocendo il mare. Sarà pur vero che molti pesci moriranno, ma saranno gustosissimi cotti nell'acqua loro.

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P.S.: Vero è che il corallo non è morto tutto ma circa l'85%, quanto meno però è innegabile che muore sicuramente la definizione di Grande Barriera Corallina e che la piscina del boschetto di Gesù si è appena riempita di colori pazzeschi.

mercoledì 3 agosto 2016

Shawshank tree (1836-2016)

MALABAR FARM STATE PARK, OHIO, STATI UNITI - Oh, finalmente è morto un albero famoso, sicuramente renderà meno spoglio il boschetto di Gesù. Si tratta dello Shawshank tree, l'imponente quercia protagonista del finale del film Le ali della libertà (The Shawshank Redemption). Non avendolo mai visto, il vostro affezionatissimo se l'è guardato prima di scrivere codesto necrologio e gli è piaciuto; certo, è un molto bello film, ma non così tanto da giustificare il primo posto su IMDB (beh, per quello che vale). Negli States i luoghi del film vengono costantemente visitati dai turisti, compresa la quercia dove nel finale il protagonista *SPOILER SPOILER SPOILER*, che attrae(va) circa trentacinquemila visitatori l'anno. Nel 2011 fu colpito da un fulmine, ma riuscì comunque a sopravvivere, anche se senza la maestosità che l'aveva caratterizzato fino a quel momento. Qualche giorno fa è infine collassato a causa del forte vento; non sarà più visitato dai turisti, a meno che questi non comprino il biglietto per visitare il boschetto di Gesù.

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mercoledì 3 febbraio 2016

Dede Koswara (19XX-2016)

BADUNG, INDONESIA - Non so se siete cultori di freak e affini... ovviamente scherzo: sono sicuro che lo siate! Mi chiedo, però, se avevate già sentito parlare prima d'ora di Dede Koswara, l'uomo albero. Praticamente questo tale indonesiano soffriva di una rara combo di displasia e papilloma che per qualche ignoto motivo gli faceva crescere escrescenze simili a legno su tutto il corpo (non mi sto inventando nulla, è tutto vero: vedetevi il documentario Half man half tree se non mi credete). Nel 2008 erano finalmente riusciti a "potarlo", ma i suoi rami crebbero di nuovo, portando così i giardinieri/chirurghi a sfoltirlo da allora due volte ogni anno. E' un enorme dispiacere che se ne sia andato e non lo penso solo io, ma anche il suo miglior amico, Naso di cera.

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lunedì 17 febbraio 2014

Eisenhower Tree (1XXX-2014)

AUGUSTA, GEORGIA - Fratelli, è con sommo dolore che salutiamo per l'ultima (nonché prima, a dire il vero) volta l'Albero di Eisenhower, il quale si troverà ora ad esser ripiantato accanto ad Anne Frankboom e Senator nel boschetto di Gesù. Era un esemplare della specie pinus taeda (specie di pino presente soltanto nel sud degli Stati Uniti) ed aveva dai 100 ai 125 anni di età. E.T. era un simbolo dell'Augusta National Golf Club e deve il suo nome al fatto che, nel 1956, il presidente Eisenhower, dopo averlo colpito con dio sa quante palline, gli dichiarò guerra affermando che la cosa migliore sarebbe stata buttarlo giù. Il suo consiglio non fu ben accolto dagli altri soci del Golf Club et voila... l'albero ebbe finalmente un nome. Come potrete facilmente immaginare, la gran parte delle storie legate alla vita di questo esemplare di pino sono allo stesso tempo storie legate all'inutile mondo del golf, quindi non aspettatevi aneddoti su Tommy Aaron o Tiger Woods.

La tempesta di ghiaccio (pioggia congelantesi ?!?!?) che si è abbattuta su di lui, lo ha indebolito al punto che non c'è stato più nulla da fare, ahinoi, per tenerlo in vita. A seguito del grave lutto, il boss dell'Augusta National Golf Club, Billy Payne, dichiarerà:
The loss of the Eisen­hower Tree is difficult news to accept, we obtained opinions from the best arborists available and, unfortunately, were advised that no recovery was possible, so we cut the motherfucker down.
Nota Bene: La citazione che precede è stata riadattata dall'autore dell'articolo per venire incontro ai gusti dei lettori.

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martedì 17 gennaio 2012

Senator (14XX AC-2012)

BIG TREE PARK, LONGWOOD, FLORIDA, USA - Ahahaha sì! Lo sapevo che prima o poi sarebbe morto un altro albero, lo sapevo! Tutti a prendermi per il culo, e invece è finalmente arrivato qualcuno a far compagnia al povero Anne Frankboom nel brullo Boschetto di Gesù: Senator (così chiamato perché fu donato al parco da un senatore, tale M.O. Overstreet), ben 3500 anni d'età (il quinto albero più vecchio del mondo e il primo fra i cipressi delle paludi) e 38 metri di altezza. In realtà una volta era alto circa 50 metri, ma nel 1925 un uragano lo scappellò. Questa volta la sua esistenza è stata messa in discussione, molto più efficacemente, da un incendio (forse causato da un fulmine o forse addirittura doloso), che lo ha infine ridotto in questo stato. Non ti preoccupare Senatore, ora nel Boschetto di Gesù crescerai rigoglioso per l'eternità!

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martedì 24 agosto 2010

Anne Frankboom (1860-2010)

AMSTERDAM, PAESI BASSI - Eh si, è un po' una forzatura, ma chi se ne frega, quando mai ci ricapiterà di scrivere il necrologio di un albero? E poco importa se stabilisce forzosamente il record, ormai difficile da battere, dell'essere vivente più longevo ad essere ospitato su queste pagine. Alla faccia della povera Kiki, precedente detentrice certificata del titolo (vabbè, che 1860 l'abbiamo scritto un po' a capocchia, sappiamo solo che aveva fra i 150 e i 170 anni). Ma poi, dove lo mettiamo, nel Boschetto di Gesù? Massì, qualcosa ci inventeremo, tanto prima o poi morirà qualche altro albero famoso, chessò, il Castagno dei Cento Cavalli, il Cipresso solitario di Monterey o il mitico Albero che appartiene a se stesso.

Ecco, guardate quante stronzate mi avete fatto scrivere... mi sono pure scordato che aveva fatto quest'albero per essere famoso... ah ecco, questo era il castagno le cui fronde, un tempo rigogliose, confortavano la piccola Anna Frank nella soffitta in cui si nascose per due anni.
Il nostro castagno è in piena fioritura, dai rami più bassi alla cima. È carico di foglie e molto più bello dell'anno scorso
E' proprio il caso di dirlo, le ultime parole famose. Volevano abbatterlo già qualche anno fa, ma il comune ha ben pensato di spendere 160.000 (centosessantamila) euro per corazzarlo e prolungargli l'agonia per altri 5 anni. Tutto questo nel 2008, ottima mossa. Ma dico io, con tutta la gente che muore di fame, fate a pezzi quel cazzo di albero e sparagnate qualche soldo, anche Anna Frank approverebbe. E invece no, accanimento terapeutico pure sulle piante.

Boschetto di Gesù sia.

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