IL MORTO DEL MESE
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giovedì 14 gennaio 2016

Ivan Aleksandrovich Bukavshin (1995-2016)

TOLYATTI, RUSSIA - Se c'è un effetto chiaro di tutti i consigli ispiratori che vengono dal caro docile Putin è quello di mantenere viva la passione per lo sport più cattivo del mondo: gli scacchi.

Salutiamo quindi Ivan che aveva avviato la sua carriera di scacchista vincendo tutti i campionati giovanili e qualificandosi in ottime posizioni nei campionati più importanti tanto che, a meno di vent'anni, poteva vantare già il titolo di Grandmaster.

Ma i re sono permalosi di natura e quando sono sotto scacco danno di matto, non ci sorprendiamo quindi che un ictus a 20 anni (la causa di morte ufficiale) possa suonarci un pochino strano. Che ci sia dietro una vendetta degli scacchisti più cattivi? Che Ivan sia stata una pedina delle azioni militari russe? Un alfiere di Putin? Di sicuro non è più un cavallo su cui puntare.

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Forse a nessuno frega un cazzo che...
Tolyatti, la città della defunzione di Ivan, per duecento anni si è chiamata Stavropol ma poi gli cambiarono nome in onore di Palmiro "Il Migliore" Togliatti, quello del PCI per intenderci.

mercoledì 12 febbraio 2014

Curtis Brasket (1932-2014)

MINNEAPOLIS, MINNESOTA, STATI UNITI D'AMERICA - Come avete scoperto l'incredibile passione per gli scacchi che vi ha fatto appassionare a questo sito?

Mentre il webmaster in vacanza continua a rifiutarsi di creare una rubrica dedicata allo Scacchismo, salutiamo per sempre Curtis Braqsket, che da giovane fu fortissimo vincendo sedici campionati del Minnesota. L'avrete capito anche voi, palati fini abituati ai Grand Master, Curtis non era questo incredibile campione e il massimo che ha ottenuto nella sua carriera è un banale Outstanding Career Achievement Award. Dobbiamo riconoscere però che alcune sue giocate particolarmente rischiose l'hanno reso discretamente famoso tipo questa.

Ma torniamo al nostro incipit, ovvero: come ci si imbatte negli scacchi? Se sei russo molto probabilmente in ogni angolo della città discriminazioni contro gli omosessuali accompagneranno partite all'ultimo sangue del nostro sport preferito, ma nel resto del mondo se non hai parenti ci vuole un qualcosina che ti possa avvicinare al mondo a quadri bianco-neri.

Nel caso di Curtis fu la passione per la dama che lo invogliò ad andare in biblioteca e prendere a noleggio un libro con le regole. Il bibliotecario pasticcione però sbagliò tutto e gli consegnò il ben più difficile manuale degli scacchi e da lì la sua vita fu segnata. Fece il militare, l'informatico e un sacco di lavori del genere finché non ottenne il super poter del parkinson che resero le sue giocate sempre più difficili e imprevedibili per gli avversari, ma soprattutto per sé stesso.

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P.S.: a proposito della Russia e degli scacchi, nel povero staterello della Kalmykia esiste una città costruita solo per giocare a scacchi: Chess City appunto. In realtà non è che sia stata completamente costruita, anche perché lo Stato è povero e i Kalmykiani si sono cazzati tutti i soldi per erigere i palazzi a forma di pedine, ospitare qualche competizione scacchista e il Dalai Lama, che prima dell'arrivo di Papa Francesco era il vecchietto più simpatico in circolazione. Ad ogni modo non possiamo che toglierci il cappello davanti all'unica nazione che fa quello che dovrebbe essere fatto e non spendere soldi inutilmente per l'esercito, i politici e la storia dell'arte, ma dedicarli allo sport più crudele del mondo.

sabato 11 gennaio 2014

Vugar Gashimov (1986-2014)

HEIDELBERG, GERMANIA - Con immenso dispiacere, torniamo a parlare di scacchi dopo immemore tempo sulla nostra rivista. Sembra infatti che quegli attacchi epilettici che ogni tanto colpivano il giovane Grand Master azero Vulgar Gashimov non fossero altro che un grosso tumore che continuava ad espandersi.

Alla terza operazione non è stato possibile far nulla e così Vugar, che ricordiamo in Italia al torneo di capodanno di Reggio nell'Emilia, spirò.

Che dire di lui: era un amante degli sport in generale e oltre agli spietati scacchi praticava taekwondo, calcio e tennis. Proprio questa passione per gli sport dinamici la riconoscevamo nel suo modo di giocare: Vugar si era infatti sempre distinto per il Blitz Chess, ovvero partite rapidissime in cui i turni sono accorciati e durano meno di 15 minuti per giocatore.

Una vita piena di risultati che si chiude con un piccolo rammarico; il giovane Vugar, forte dei suoi successi e grande fan del campione Yurin Yurin, avrebbe voluto cambiare nome in "Vugar Vugar", ma la mamma non volle.

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martedì 26 marzo 2013

Julian Radulski (1972-2013)

PLOVDIV, BULGARIA - Non per ripetermi, ma vedete che i bulgari i propri Grandmaster li tengono in considerazione? Eppure non è mai salito sul podio a un'Olimpiade.

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Margareta Teodorescu (1932-2013)

BUCAREST, ROMANIA - Ai rumeni non sembra fregare molto degli scacchi. Pensate che non hanno neanche dedicato una pagina del Wikipedia rumeno all'appena defunta Margareta.

Cioè gli inglesi, i russi e persino i polacchi si sono sbattuti per parlarci di una Grandmaster dello sport più crudele del mondo, ma i rumeni no. Ma dico io, che altro deve fare una campionessa come la Teodorescu per meritare un po' di considerazione in patria? Due medaglie d'argento alle Olimpiadi scacchistiche non sono sufficienti? L'aver fatto conquistare la prima medaglia olimpica alla Romania non vale niente? In Colombia se non avessero cambiato all'ultimo minuto le regole avrebbe addirittura vinto la medaglia d'oro, lasciando la Russia a bocca aperta ed è così che la ringraziano gli eredi di Vlad III di Valacchia?

Meno male che ci siamo noi; i rumeni ci adorano e leggendo queste righe capiranno l'errore enorme che hanno fatto ignorando Margareta.

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lunedì 4 febbraio 2013

Morì oggi - 4 febbraio

George Koltanowski
(1903-2000)
Ve l'avevamo detto che avremmo parlato di George Koltanowski, prima o poi. Eccoci qui: per chi non l'avesse mai sentito nominare, George "Kolty" Koltanowski era un giocatore di scacchi belga, poi naturalizzato americano, il cui hobby preferito erano le partite in simultanea, che giocava (quasi sempre) bendato. Avete capito bene: questa specie di mostro riusciva a giocare bendato (e a vincere, ovviamente) decine di partite contemporaneamente; come cavolo facesse, sfugge del tutto alla mia comprensione. Stabilì per la prima volta il record mondiale di partite simultanee alla cieca nel 1937 (34 giocate, 24 vinte e 10 pattate), poi consolidò ulteriormente il primato nel 1960 (56 giocate, 50 vinte, 6 pattate, con solo 10 secondi disponibili per ogni mossa). Un'altra delle specialità di Kolty era il cosiddetto giro del cavallo, che lui riusciva a risolvere bendato nella variante che impone di concludere il giro sulla casella di partenza.

Nonostante tutto Koltanowski non riusciva a rivaleggiare nel singolo contro i giocatori più cazzuti e arrivò soltanto a livello Master, salvo poi ricevere il titolo di Grandmaster Honoris Causa nel 1988: l'ultimo torneo al quale partecipò furono gli U.S. Open del '46, ma non riuscì neanche a qualificarsi per le finali.

Come già vi avevamo anticipato, è celebre la partita che Koltanowski giocò alla cieca contro Humphrey Bogart: quest'ultimo, che come abbiamo detto non era certo scarso (il suo massimo risultato fu pattare una partita in simultanea contro l'inumano Samuel Reshevsky), perse sonoramente contro il grande campione belga.

Non sono riuscito a trovare molte informazioni a riguardo, ma ho scoperto che Koltanowski negli anni '30 giocò diverse partite contro Marcel Duchamp e il resto della sua combriccola (Max Ernst, Dorothea Tanning, etc.); nel 1945 organizzarono un evento presso la Julien Levy Gallery durante il quale il Maestro belga sfidò in simultanea sette di loro; la cosa interessante è la brochure dell'evento (dettaglio), che annuncia la sfida fra Koltanowski e cinque giocatori ma poi elenca sei nomi (e gli sfidanti erano in realtà sette). Persero tutti tranne Kiesler, che riuscì a ottenere una patta. In quell'occasione giocarono con le scacchiere ideate da Ernst e nell'osservarle Koltanowski ebbe a commentare:
This must be the first exhibition in which the blindfold player has the advantage

lunedì 19 novembre 2012

Elena Donaldson Akhmilovskaya (1957-2012)

SEATTLE, STATI UNITI D'AMERICA - Vi ricordate l'Italia post-rurale, quando giovani coppie di innamorati sparivano per qualche giorno per mettere i genitori davanti al fatto che il ragazzo aveva inserito il proprio pene nella vagina della ragazza e costringerli ad acconsentire alle nozze? Una cosa simile è successa anche nel magico e mai abbastanza osannato mondo degli scacchi.

L'appena defunta Elena Donaldson Akhmilovskaya deve i suoi natali alla cara vecchia San Pietroburgo (allora Leningrado), dove da brava russa imparò i rudimenti del giuoco degli scacchi che, una volta trasferitasi in Georgia, affinò talmente bene da diventare una delle scacchiste più forti del mondo.

Da Grandmaster quale era sfidò anche la divina campionessa mondiale Maia Chiburdanidze, venendo però clamorosamente sconfitta. Questo non fermò la sua carriera che ad un certo punto ebbe una svolta inaspettata: alle Olimpiadi di Scacchi di Salonicco del '88 si sposò improvvisamente (qui si ricollega la parte sulla fuìtina) con il capitano della squadra statunitense John Donaldson e scappò negli Usa, facendo perdere per la prima e ultima volta un'olimpiade alla squadra sovietica femminile.

Una volta trasferita negli Usa e superato il matrimonio di convenienza, la Akhmilovskaya si risposò con un altro scacchista di livello internazionale dal nome vagamente russo, un certo Georgy Orlov, con il quale figliò a Seattle. Inutile dirvi che una volta negli Usa per lei non esisteva un avversario degno del suo nome e in due mosse divenne Campionessa statunitense di scacchi.

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martedì 9 ottobre 2012

Oscar Bonivento (1914-2012)

BOLOGNA LA GRASSA, ITALIA - Era da tempo che non parlavamo di scacchi e molti fra di voi ne sentivano la mancanza. Scrivo quindi con uno stato emotivo bivalente tra la gioia per l'opportunità di parlare del più cattivo sport del mondo e la tristezza nel cuore per la morte del grande Oscar Bonivento.

Bonivento, istrionico (nato in Istria) creatore di problemi scacchistici, è stato giudice internazionale di composizione e vincitore nazionale per ben tre volte del campionato italiano di soluzione problemi (scacchistici, of course). Con una biblioteca scacchistica di oltre 2000 volumi e una collezione di francobolli a tema scacchi gli mancavano solo dei completi a scacchi per diventare un uomo monotematico.

"Tutto qui?" potreste chiedere voi, così abituati al meglio dello schacchismo mondiale. Ebbene sì, tutto qui, Bonivento non era un giocatore professionista né un Grandmaster e nemmeno un Master, ma se ora la vostra preparazione scacchistica è così avanzata e se risolvere problemi come questo vi sembra una passeggiata lo dovete a gente come lui e alle sue pubblicazioni sulla problemistica che hanno reso quest'uomo una leggenda vivente (almeno fino a qualche giorno fa).

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martedì 24 luglio 2012

Jacqueline Piatigorsky (1911-2012)

LOS ANGELES, CALIFORNIA, STATI UNITI D'AMERICA - Un saluto accorato alla centenaria Jaqueline Piatigorsky, che nella vita non si è mai dovuta preoccupare di lavorare, e invece che dedicare la propria vita alla droga ha fatto un po' quello che gli passava per la testa, eccellendo in tutti i campi in cui si applicava.

Figlia di un ricco banchiere francese, non vide mai i suoi genitori e fu allevata dalla sua balia, si sposò e divorziò dopo cinque anni scuotendo le regole della propria famiglia; i Rothschild infatti (questo era il cognome di Jacqueline da nubile) praticavano da tempo l'endogamia come metodo per mantenere intatto il proprio patrimonio (in pratica per stare tranquilli si sposavano sempre fra pro-cugini). Jacqueline però fece di testa sua e si risposò con un violoncellista russo.

Poi arrivarono i Nazi e tutta la famiglia Rothschild scappò negli USA; lì Jacqueline, annoiata dalla ricchezza, si dedicò al tennis, e, corpo di mille balene, era bravissima! Partecipò a diverse gare e vinse premi a livello nazionale, ma il tennis è uno sport ripetitivo e poco rischioso e allora eccola lanciarsi negli scacchi: iniziò a fare corsi intensivi con Herman Steiner e in poche mosse entrò in Nazionale. Fra le varie partite disputate c'è quella con Mona May che ci ha fatto innamorare del suo scacchismo, talmente tanto che abbiamo deciso di ricordarla qui:


Ho le lacrime agli occhi per quel Rec1 totalmente inaspettato!!! Ma torniamo a bomba: Jacqueline, da riccona che era, iniziò a fare la mecenate e organizzò qui e lì tornei di scacchi all'ultimo sangue, finanziò giovani promesse degli scacchi e istituì la Piatigorsky Cup. Ma anche gli scacchi alla lunga annoiarono Jacqueline e così finanziò il Conservatorio della Nuova Inghilterra e si dedicò alla scultura fino al giorno della sua morte.

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giovedì 29 marzo 2012

Yuri Razuvaev (1945-2012)

MOSCA, FEDERAZIONE RUSSA - Abbandonati sport privi di emozioni come la pallavolo, torniamo a quelli che adoriamo: smette infatti di indicare il grandmaster Yuri Razuvaev, che per tutta la vita ha servito con passione la missione degli scacchi. Campione tra i campioni, faceva parte di quella nazionale sovietica che nel 1984 sfidò il resto del mondo e vinse. Razuvaev passò poi ad allenare giovani e meno giovani, istigandoli contro i re di tutto il mondo. È stato l'allenatore di Karpov e di Botvinnik nonché allenatore della nazionale russa e poi di quella italiana, la quale, vittima della retorica antirazzista, non riusciva da tempo a mangiare le pedine nere. Sempre concentrato sul gioco e su i suoi allievi grazie al suo portentoso computer portatile dal quale difficilmente si separava, riusciva ad isolarsi anche negli ambienti più affollati.

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lunedì 26 dicembre 2011

Vitaly Tseshkovsky (1944-2011)

KRASNODAR, RUSSIA - Triste Natale per tutti voi che siete costretti a salutare l'ennesimo Grandmaster.
Questi uomini che ci fanno sognare con le loro vite avventurose rincorrendo passaporti, cambiando identità e allenando in cantine segrete giovani campioni dello sport universalmente riconosciuto come il più pericoloso del mondo: gli scacchi!

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giovedì 29 settembre 2011

Konstantin Lerner (1950-2011)

HERZLIA, ISRAELE  - Ma lo sapevate che basta essere ebrei praticanti di madre ebrea per ottenere la cittadinanza israeliana? Lo sapeva bene Kostantin Lerner e ancora di più lo stato di Israele che si impossessò di questo talento degli scacchi privando l'Ucraina del suo ennesimo Grandmaster prima ancora che la sua indipendenza potesse essere riconosciuta.
Per me è come se fossi morto due volte

avrebbe detto Kostomarov Nikolaj Ivanovič, storico patriota ucraino se fosse stato ancora vivo e non avesse sprecato la sua vita dietro al romanticismo slavofilo e si fosse interessato agli scacchi per almeno cinque minuti.

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giovedì 19 maggio 2011

Soňa Pertlová (1988-2011)

TRINEC, REPUBBLICA CECA - Campionessa ceca under 12, poi under 14, ma solo seconda al torneo under 18 è stata punita dal dio degli scacchi con un cancro. Noi pensiamo che tutto questo sia ingiusto, perché la giovane Soňa Pertlová poteva dare ancora tantissimo al mondo degli scacchi, tant'è vero che, ridendo in faccia alla malattia, nel 2008 era riuscita a diventare Master Internazionale nella categoria femminile.

Ma questo non è bastato, i quadrati neri si sono uniti al centro della scacchiera formando un cerchio dai bordi pixelosi che come un buco nero di disneyana memoria l'ha risucchiata trasportandola verso un altro universo dove i pedoni non sottostanno ai voleri monarchici e gli scacchisti possono finalmente vivere una vita felice.

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martedì 29 marzo 2011

Romolo Ravarini (1917-2011)

CAMERI, LOMBARDIA, ITALIA - Ancora una volta tutta lo staff de iMdM si raccoglie in un minuto di silenzio dopo la consueta riunione di redazione serale. Non vorremmo mai dirvelo, ma anche oggi è morto uno scacchista. Quanti ne vedremo apparire su queste pagine? Quanti ancora? Quanti?

Sempre troppi, oggi poi il nostro dolore è indescrivibile dato che siamo costretti a salutare uno fra i più grandi compositori di scacchi mondiale e per di più un italiano.

Romolo Ravini era il suo nome e di professione faceva il professore di fisica, appassionato agli scacchi sin da giovane. Per quanto abbia partecipato alle finali del campionato italiano a suo tempo, non era riuscito a qualificarsi. Gli sarà mancato forse il sangue freddo necessario ad affrontare un incontro di scacchi all'ultimo sangue o solo sfortuna, fatto sta che Romolo in quel momento capì che non era lo scontro ciò che lo emozionava, ma piuttosto la creazione di situazioni immaginarie difficilissime dalle quali districarsi. Ed è così che inizia a partecipare ai concorsi per la soluzione di problemi scacchistici fino ad ottenere una tale fama e riconoscimento da guadagnarsi il titolo di Direttore Tecnico della Sezione Problemi de L'Italia Scacchistica.
Come avrete capito il nostro Ravarini iniziò a comporre problemi scacchistici sempre più complessi, in particolare fu autore di diversi aiutomatto particolarmente famosi e nel 2004 a 87 anni divenne campione italiano di scacchi senior per corrispondenza. Esatto, la disciplina preferita di Umansky.

Prima di salutarci anche questa volta, vi lascio con uno dei problemi migliori ideati dal prof. Ravagnini, un aiutomatto spassoso che sicuramente risolverete in un lampo grazie alle vostre capacità superiori o grazie a Google.

Note: a) diagramma; b) Ra8 in e8; c) Ra8 in e1
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mercoledì 16 febbraio 2011

Mato Damjanović (1927-2011)

ZAGABRIA, CROAZIA - Spazzo la stanza, rifaccio il letto, lavo il bagno, la cucina, il salone, riassetto i libri sposto la scacchiera. BOOM. Di colpo inizio a sudare freddo, le mie ginocchia cedono incapaci di fornirmi ulteriore sopporto, avanza uno strano ronzio all'orecchio e le mie mani iniziano a muoversi da sole. Raccolgono i pezzi bianchi e quelli neri e li dispongo ad uno ad uno sulla scacchiera secondo un preciso disegno. Pochi minuti e sono di nuovo in piedi, incredulo per questo strano episodio che ho appena vissuto. Saranno i sintomi di una latente malattia o forse, dopo tanto tempo, il lavoro di stilatore di necrologi mi ha fornito un sesto senso? Inizio a camminare in modo vorticoso intorno al piano cercando una risposta e solo dopo diversi minuti realizzo quello che mi si parava davanti agli occhi: Bruno Parma Vs. Mato Damjanović, Lepizig 1960, la partita che con la sua difesa siciliana fece entrare nella storia il vecchio Mato, rendendolo il secondo scacchista Croato più forte di sempre e, coincidenza delle coincidenza, muore oggi.

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mercoledì 22 dicembre 2010

Mikhail Markovich Umansky (1952-2010)

AUGUSTA, GERMANIA - Muore stranamente in Germania il pigro Mikhail Umansky, che per tutta la vita non si era mai allontanato dalla sua cittadina natale Stavropol, nella Russia sud-occidentale, una città ricca di storia: fu fondata dai cosacchi con un nome greco russizzato come avamposto contro i Turchi e fu conquistata dai nazisti durante la seconda guerra mondiale, per poi tornare a mammà Russia. Un città così bella forse da spingere Mikhail ad affrontare la carriera di scacchista professionista per corrispondenza.

Dovete sapere, cari miei cari lettori ignoranti, che gli scacchi per corrrispondenza hanno delle regole leggermente diverse: per aspettare di vedere le prime dieci mosse potremmo aspettare anche sessanta giorni ed è difficile che qualcuno possa sbagliare visto che nel frattempo avrà letto tutti i libri sull'argomento, come concesso dal regolamento, e potrebbe persino fare una simulazione al computer per capire cosa muovere. Insomma è uno spasso fare il pubblico di queste gare lunghissime. Ora tutti penserete che non ci vuole niente a diventare un Grandmaster di scacchi per corrispondenza, e forse anche Umansky viveva questa discriminazione, tanto che spesso giocava pure su una scacchiera solo per dimostrare che come International Master OTB (on the board), era in grado di pisciarvi in testa sia dal vivo che per posta. Ora che non c'è più il fu Umansky, a pisciarvi dovete pensarci da soli.

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giovedì 18 novembre 2010

Larry Evans (1932-2010)

RENO, NEVADA, STATI UNITI D'AMERICA - Sembra essere passata un'eternità dall'ultimo scacchista morto, quando come un fulmine a ciel sereno una non riuscita operazione chiurgica si porta via l'ennesimo Grandmaster. La cosa strana è che, nonostante la morte ci abbia indotto a interessarci tante volte del mondo degli scacchi, ancora abbiamo difficoltà a capirne le dinamiche, ma sopratutto a tradurre le notazioni algebriche in ricostruzioni mentali di partite esaltanti. Dobbiamo necrologizzarne di scacchisti, prima di poter avere dialoghi tipo:
- E' morto Evans!
- Ma chi quello di Evans Vs. Yanofsky?
- Sì, proprio lui: 1. e4 Nf6 2. e5 Nd5 3. d4 d6 4. Nf3 Bg4 5. h3 Bxf3 6. Qxf3 dxe5 7. dxe5 e6 8. a3 Nc6 9. Bb5 Qd7 10. c4 Nde7 11. 0-0 Qd4 12. Bg5 a6 13. Bxe7 axb5 14. Bxf8 Rxf8 15. cxb5 Nxe5 16. Qe2 0-0-0 17. Nc3 Ng6 18. Rad1 Qe5 19. Qc2 Rxd1 20. Rxd1 Rd8 21. Rc1 Nf4 22. Kh1 Qh5 24. Kh2 Rd3 25. f3 ...
- 25 ...Rxf3! 26. Rd1 Nxh3! 27. gxf3 Nf2+ 28. Kg3 Qh3+ 29. Kf4 Qh2+ 30. Ke3 (0–1), Come dimenticarlo!
Nel frattempo attacchiamoci alle curiosità sulla loro vita. A 10 anni giocava a New York sulla 42° strada per 10 centesimi all'ora; a 15 anni era secondo al campionato juniores; a 16 anni era ottavo al campionato americano; a 18 anni vinceva la sua prima Olimpiade di scacchi con +8=2 (dannata algebra!); a 19 il suo primo campionato americano; a 25 era già un Grandmaster, alla faccia di Klovans; a 40 anni, dopo aver litigato con le gare mondiali, preparava Bobby Fisher per il titolo mondiale, poi litigava pure con lui, una lite che si può riassumere con -7 H39 Qxf16 = 2.

Larry Evans è stato anche un grande giornalista scacchista: ha scritto su varie riviste e pubblicato un sacco di libri, di cui voglio citare solo "Evans on Chess", che mi fa sbellicare.

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venerdì 8 ottobre 2010

Jānis Klovāns (1935-2010)

RUBA, LETTONIA - Ormai tra un alpinista e un compleanno mortale ci eravamo dimenticati qual è la categoria di sportivi che vive ogni minuto come se fosse l'ultimo. Avete capito bene, gli schacchisti! Dovete sapere che Janis è diventato Grandmaster solo in tarda età, precisamente nel 1997. Questo perché, pur possedendo due gambe forti e robuste come solo i lettoni possono avere, il partito figlio di Baffone, che Bertoli e la sua combriccola marxista-leninista sosteneva, gli impediva di visitare il mondo non sovietico, colpevole forse di insegnare Scacchi maldestri. Come avrebbe detto Bruce Lee parlando del suo caro amico Janis, se mai avesse avuto la possibilità di conoscerlo:
If you always put limit on everything you do, physical or anything else. It will spread into your work and into your life. There are no limits. There are only plateaus, and you must not stay there, you must go beyond them
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sabato 11 settembre 2010

Bent Larsen (1935-2010)

BUENOS AIRES, ARGENTINA - Proprio quando stavamo cominciando a credere che fossero altri gli sport più pericolosi del mondo, la morte del più forte scacchista (che parola buffa, scacchista...) della Danimarca ci fa ricordare delle enormi perdite subite dal mondo degli scacchi quest'anno. A seguito di una emorragia celebrale, se ne va alla tenera età di 75 anni il Gran Maestro Danese Bent Larsen.
La domanda sorge spontanea: come possono certi nipoti permettere ai loro nonni di praticare discipline così pericolose?
E' giunta l'ora, e credo di parlare a nome di tutti, di rivedere e rielaborare le norme di sicurezza di questo sport.
E dopo aver messo a dura prova la mia capacità di scrivere qualcosa sul mondo degli scacchi, francamente credo che non scriverò mai più un necrologio di uno scacchista in vita mia.

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giovedì 13 maggio 2010

Florencios Campomanes (1927-2010)

BAGUIO CITY, FILIPPINE - La morte gli ha dato scacco matto? L'abbiamo già detto. Perché nessuno gioca a dama? L'abbiamo appena scritto. Capitani di isole vergini? Forse uno dei nostri momenti più bassi, meglio non ripetersi. Se la morìa di scacchisti famosi ci ha insegnato qualcosa in quest'ultimo periodo è che una partita si perde dall'apertura.
Nell'eterna sfida tra un necrologio e il suo necrologizzatore siamo usciti ancora una volta sconfitti: nessun riferimento al suo successo come presidente dell'associazione scacchisti filippina, nessun riferimento all'incidente automobilistico che ne ha decretato il progressivo spegnimento, nessun riferimento a quanto si divertisse a giocare a scacchi. Ebbene sì, quando parliamo di scacchisti non sappiamo davvero che acciderbolina dire. Perdinci quanto ci annoiano gli scacchi!

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