IL MORTO DEL MESE

venerdì 26 febbraio 2021

Maurizio Liverani (1928-2021)

SENIGALLIA, ITALIA - Sai cosa faceva Stalin alle donne? No, non è una mia curiosità, ma il titolo di un film, girato nel '69 da Maurizio Liverani, che come avete intuito ci ha appena lasciato. Ero molto curioso di vederlo, ma non sono riuscito a trovarlo in nessuno modo gratuito; l'unico video che ho trovato è la come al solito pregevole colonna sonora di Ennio Morricone (ma quante ne ha fatte?), che riguardo al film ebbe a commentare "ho inciso la colonna sonora dell'unico film di destra prodotto in Italia". In realtà Liverani era all'epoca un militante comunista, e nella sua mente il film doveva essere una sorta di parodia del conformismo dei sinistri intellettuali romani, non qualcosa contro il comunismo. Beh, il film fu stroncato dalla critica e dal pubblico, tranciando di netto la carriera da regista di Liverani, che tornò dietro la macchina da presa solo per dirigere l'altrettanto sfortunato Il solco di pesca, commedia sexy il cui titolo credo faccia riferimento alle natiche.

Forse a nessuno frega un cazzo che...
Forse Liverani non sapeva cosa faceva Stalin alle donne, ma di sicuro aveva ben presente cosa facevano i partigiani ai fascisti: era infatti il nipote di Augusto Liverani, gerarca fascista fucilato alle spalle a Dongo e appeso poi col Pelatone a Piazzale Loreto.

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Jaysira Ravenberg (1985-2021)

GHANA, AFRICA NEGRA - Jaysira Ravenberg si trovava in Ghana per una roba di aiuti ai negri poveri quando un camion (puntualizziamo: quasi certamente guidato da un povero negro) si è catafottuto sulla macchina su cui viaggiava, uccidendo sul colpo lei e i due tizi con cui si accompagnava. Chi era Jaysira Ravenberg, chiedete? È presto detto: era una youtuber, influencer, rapper (e non osiamo immaginare quante altre cose che finiscono in "er") olandese. Sì: era davvero poco famosa, specialmente da noi nel Bel Paese, ma da quando in qua la notorietà è una discriminante per concorrere a Miss Morto? Che diamine!

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giovedì 25 febbraio 2021

Christopher Lee (1941-2021)

SUSSEX, INGHILTERRA - Per la serie "A volte ri-muoiono", eccoci a salutare per l'ultima (ma forse anche no) volta Christopher Lee. D'altronde, essendo lui sempre stato un vampiro, ci sta che faccia finta di morire per poi farsi una nuova vita come storico. E poi, pensate, ci sono addirittura siti internet che hanno sgamato il trucco e pubblicato la foto del Christopher Lee vampiro! E se non ci credete, guardate coi vostri stessi occhi al...

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P.S.: Ora resta solo da capire se il Covid ammazza definitivamente i vampiri.

Luigi Albertelli (1934-2021)

TORTONA, ITALIA - Neanche il tempo di asciugare le lacrime per la morte di Lo Vecchio che già ne dobbiamo versare altre per la dipartita del grandissimo Luigi Albertelli, autore dei testi di una vagonata di canzoni ultra-famose, tipo Zingara, Ricominciamo e Non voglio mica la luna (queste quelle che conosco io). Ma portare al successo gente come la Zanicchi, Pappalardo e Fiordaliso (per non parlare di Drupi, che se non fosse per Albertelli sarebbe rimasto un idraulico) non è certo il motivo per cui lo porteremo sempre nel cuore: Albertelli è stato l'autore di un numero davvero notevole di celeberrime sigle TV (Furia, Nano nano, La ballata di Bo e Duke) e altrettanto note sigle di cartoni animati degli anni '70/'80: oltre all'arcinota Ufo Robot, quello che mangiava libri di matematica, Goldrake, distruggi il male e va, La principessa Zaffiro, che trotta e galoppa, Remi, piccolo come sei, Anna dai capelli rossi, che non ha una mamma né un papà, Daitan III, uno per tre e tre per uno perché, Capitan Harlock, Il suo teschio è una bandiera che vuol dire libertà, Gatchaman, han le ali come uccelli, sono liberi e ribelli, e... Gianni e Pinotto, è un gran quarantotto.
Cristina D'Avena per esempio non è mai stata nostra rivale: lei è una seria professionista delle sigle per bambini, ma il clan che ruotava intorno alle nostre sigle era come La Settimana Enigmistica, una serie infinita di imitatori ma nessuno potrà mai eguagliarci.
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mercoledì 24 febbraio 2021

Mauro Bellugi (1950-2021)

INTER, MILANO - Inizia a puzzare Mauro Bellugi. Ovviamente, di pallone ne sappiamo meno di zero, però ci dicono dalla regia che era uno stopper, che ha giocato (tra le altre) nell'Inter, nel Bologna e nella nazionale italiana, che Elio e le Storie Tese lo citano in Urna e che il Covid gli ha fatto perdere prima le gambe e poi la vita. Era anche un tipo togo: poco prima di morire pare abbia dichiarato a un giornalista "il Covid mi ha tolto anche la gamba con cui feci gol al Borussia Monchengladbach, ora dovrò procurarmi le protesi di Pistorius".

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Lawrence Ferlinghetti (1919-2021)

FRISCO, CALIF. - Schiatta poco prima di spengere le 102 candeline Lawrence Ferlinghetti, poeta beat che non si considerava un poeta beat. Le sue poesie, in effetti, avevano un che di Whitmaniano, di più "classico", insomma, rispetto a quelle dei colleghi, anche se non disdegnava una spazialità più moderna. Che poi... dire poesia beat vuol dire tutto e vuol dire niente, ma comunque è inutile che stia qui a dirvelo, tanto che cazzo dovete capire di poesia?

La sua raccolta A Coney Island of the Mind, pubblicata nel 1958, (ce n'è anche una versione audio con musiche e tutto) è ormai considerata parte del canone letterario americano e Ferlinghetti ha sempre continuato a rimanere lucido e a scrivere (qui la lettura di una sua poesia degli ultimi tempi dedicata al presidente clown), nonché a dipingere (altra sua attività secolare). La carriera di Lawrence Ferlinghetti, però, non si limita a quella di un poeta (e pittore) qualsiasi: oltre a scrivere, infatti, lui pubblicava anche. Dalla sua libreria/casa editrice di San Francisco, la City Lights, ha fatto uscire il fior fiore della letteratura mondiale sin dai primi anni '50 e forse, ma non ne sono sicuro, avrete sentito parlare delle vicende legali relative a Howl di Ginsberg, libro la cui pubblicazione costò a Lawrence (e prima di lui al commesso della City Lights!) un arresto per oscenità, però, però... poi arrivò il Primo Emendamento e gli parò il culo. Grazie, Primo Emendamento! Vabbé, fa' buon viaggio, Lawrence, il mondo sarà un posto un po' meno meraviglioso senza di te.

Forse a nessuno frega un cazzo che... Lawrence Ferlinghetti si sentiva molto vicino all'Italia (suo padre era italiano) e ha pubblicato anche poesie in italiano, tipo questa.

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martedì 23 febbraio 2021

Giancarlo Santi (1939-2021)

CINECITTÀ, ITALIA -
Dietro una barba ci può essere un genio come un grande stronzo
Così disse Sergio Leone, all'epoca ancora imberbe, al suo aiuto-regista Giancarlo Santi, che come avrete intuito è appena deceduto. "Allora tu, è meglio che non te la fai crescere la barba", gli rispose lui. Sappiamo tutti come andò a finire. Leone lo aveva soprannominato "Foschia", perché quando si muoveva per il set "sembrava una nuvola". Santi, oltre ad aver lavorato, sempre come secondo, con il regista romano (Il buono, il brutto, il cattivo, C'era una volta il West e Giù la testa, che originariamente doveva dirigere lui) e con Ferreri (L'uomo dei cinque palloni, Marcia nuziale, La donna scimmia, L'ape regina), ha poi realizzato solo due film (su un totale di tre) che vale la pena ricordare: Il grande duello (con una notevole colonna sonora di Bacalov, riutilizzata poi da Tarantino in Kill Bill) e Quando c'era lui... caro lei!, curiosa satira sul fascismo con Paolo Villaggio e un inusuale Hugo Pratt (nonché Orietta Berti che fa Rachele Mussolini) che lo scrivente ritiene dovreste tutti guardare.

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ATM Shamsuzzaman (1941-2021)

DACCA, BANGLADESH - Stende la gambe ATM Shamsuzzaman, un attore bengalese con un nome più consono a una macchina vomita-soldi o a una società di trasporto pubblico che a una persona. Ovviamente, non sapendone davvero niente di niente del cinema del Bangladesh, non abbiamo molto di cui parlare, se non di un fatto che col cinema non c'entra una mazza: nel 2012, suo figlio ATM Kholikuzzaman Kushol ha ammazzato un altro suo figlio, ATM Kamaluzzaman Kabir. In tale occasione, ATM padre fece la cosa giusta, testimoniando in giudizio e facendo beccare al figlio stronzo l'ergastolo.

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lunedì 22 febbraio 2021

Arturo Di Modica (1941-2021)

VITTORIA, LIBERO CONSORZIO COMUNALE DI RAGUSA - Da bravi uomini d'affari, di sicuro sarete stati chissà quante volte a Wall Street e, altrettanto sicuramente non avrete potuto fare a meno di notare una statua di bronzo rappresentante un enorme toro alla carica. Ebbene, è deceduto l'artista che la scolpì, lo scultore siciliano Arturo Di Modica, che in America aveva trovato l'America. La statua, come molte altre delle sue opere, era stata da lui deposta nottetempo e in maniera abusiva e poco ci mancava che glie la facessero sparire, ma col tempo è diventata uno dei simboli del mercato azionario americano (che culo!) . Di Modica si arrende al tumore che lo aveva colpito da un po' mentre si trovava nel suo paese natale, nel quale era bloccato da più di un anno causa covid e in cui stava lavorando a una statua/arco di oltre 30 metri che avrebbe dovuto sovrastare il fiume Ippari.

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domenica 21 febbraio 2021

Guido Stagnaro (1925-2021)

MILANO, ZONA ARANCIONE GIALLA -
Ma cosa mi dici mai?
E sì, te lo dico: è morto Guido Stagnaro! Assieme a Maria Perego (defunta un annetto fa o giù di lì) e al di lei marito, fu il creatore di Topo Gigio. Oltre a questo, ha girato alcuni sceneggiati e serie TV, per esempio il bellissimo Nel mondo di Alice e il bruttissimo I cinque del quinto piano. Si unisce al cordoglio anche Rosy Rosicchia.

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