IL MORTO DEL MESE

sabato 28 marzo 2026

"Loverboy" Dennis Condrey (1952-2026)

HUNTSVILLE, ALABAMA - Il nome di "Loverboy" Dennis Condrey è legato a doppio filo a quella sotto-categoria di lottatori noti come tag team wrestlers, e il nodo è talmente stretto che, nelle innumerevoli federazioni in cui ha combattuto, Condrey ha vinto, pensate, più di cinquanta titoli di coppia! Suo tag team più noto fu quello dei Midnight Express, duo di cui già vi abbiamo accennato qualche tempo fa. Dennis muore a seguito di una caduta e conseguente spezzamento del collo. Che possa continuare a fare sfacelo di titoli di coppia anche nella sua nuova federazione, la DWF. Preghiamo.

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Ross the Boss (1954-2026)

SOMEWHERE IN THE USA - Qualche anno fa vi scrivevamo del chitarrista dei Dictators Scott "Top Ten" Kempner, specificando che non si trattasse del chitarrista dei Dictators che avrebbe poi fondato anche i Manowar diventando così una leggenda dell'heavy metal. Oggi ci tocca proprio scrivere invece della dipartita di Ross the Boss che, lasciato il punk dei primi per il metallo dei secondi, si trovò a veder totalmente modificata la sua fanbase, la quale passò dall'essere composta da brutti ceffi puzzolenti di birra all'essere composta da brutti ceffi puzzolenti di birra.

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Diamond Dave (1937-2026)

SAN FRANCISCO, CALIFORNIA - Non fatevi ingannare dall'estrema bruttezza del vecchio freak in foto, perché "Diamond" Dave Whitaker (il vecchio freak in foto) è una delle più importanti figure per lo sviluppo della contro-cultura americana. Originario del Minnesota, da giovane era amico di Robert Zimmerman al quale fece conoscere Woody Guthrie, Jack Kerouac e l'erba. Trasferitosi di lì a poco in quel di San Francisco, Diamond Dave ha avuto un ruolo attivo nella cultura giovanile locale per circa un sessantennio, diventando figura di riferimento per eventi di ogni sorta in quelle che furono le epopee beatnik, hippy, punk, hip hop ecc. ecc. della ridente cittadina. Sempre attivo sul fronte politico e culturale, Dave si raccontava con la sua spoken poetry senza denti, di cui ci andiamo a beccare qualche estratto.

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James Tolkan (1931-2026)

HILL VALLEY, CALIFORNIA SARANAC LAKE, NEW YORK - Defunge per uno dei più tipici casi di coglimento durante la serata del ballo "Incanto sotto il mare" il preside Strickland, che poi in realtà era l'attore James Tolkan il quale, sebbene avesse all'attivo partecipazioni a film come Serpico, Amore e  guerra, Amityville horror, Wargames, I dominatori dell'universo, Top Gun, Dick Tracy e Bone tomahawk, verrà ricordato dai più (e noi non saremo da meno) principalmente per la sua interpretazione del già menzionato preside (nonché del di lui avo) nella più grande trilogia di sempre, ovvero quella di Ritorno al futuro. Che possa finalmente riposare in pace.

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martedì 24 marzo 2026

Gino Paoli (1934-2026)

GENOVA, NON È LA MIA CITTÀ, ITALIA -
Ogni suicidio è diverso, e privato. È l'unico modo per scegliere: perché le cose cruciali della vita, l'amore e la morte, non si scelgono; tu non scegli di nascere, né di amare, né di morire. Il suicidio è l'unico, arrogante modo dato all'uomo per decidere di sé. Ma io sono la dimostrazione che neppure così si riesce a decidere davvero. Il proiettile bucò il cuore e si conficcò nel pericardio, dov'è tuttora incapsulato.
Vi dirò, io di Gino Paoli non ho alcun ricordo da "giovane", sarà che era (o mi sembrava) vecchio già quarant'anni fa, così ho deciso di cercare una sua foto da "giovane" per il presente necrologio (beh diciamo che anche il gufo sulla chitarra è stato decisivo nella scelta). C'è voluto un po', ma dopo ben sessantatré anni il proietto che s'era sparato in petto lo ha infine ucciso: già, perché nel '63 Paoli, depresso per motivi personali e sentimentali (dovuti a quanto si dice dalla scabrosa relazione con l'allora minorenne Stefania Sandrelli), tentò il suicidio autosparandosi, ma il proietto si fermò nel suo torace (e non nel cuore come diceva lui) e da quel momento è rimasto lì, sempre vicino al suo cuore. Ci lascia non una, ma un trilione di canzoni che ha scritto per sé e per gli altri, ma non staremo certo qui ad linkarvele tutte; segnaliamo giusto l'album di cover di Piero Ciampi che pubblicò in onore del maestro di alcolismo livornese nell'anno della sua scomparsa. È proprio vero, la vita è una cosa che prende, porta e spedisce. Adius.

Forse a nessuno frega un cazzo che...
Piuttosto noti erano i suoi problemi d'alcol & droga, ma Gino Paoli aveva anche un altro vizio: quello di schiantarsi con l'auto. In una di queste occasioni prese in pieno un albero con la sua Ferrari 250 TX Gransburro, che si disintegrò all'impatto; lui ne uscì illeso, e così anche il suo passeggero, ch'era nientemeno che Alfredo Cerruti, produttore discografico e membro degli Squallor, che in seguito scriverà il pezzo Morire in Porsche in memoria di quell'evento (ok, questa della canzone me la sono completamente inventata, il resto è vero).

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venerdì 20 marzo 2026

Chuck Norris (1940-2026)

KAUAI, HAWAII - Col cazzo che mi muori per garantirti una facile vittoria del titolo di Morto del Mese! Questo deve aver pensato Chuck Norris alla notizia del trapasso del buzzurro razzistone che diceva di avercelo duro e invece ce l'aveva in culo. E così, alla fine, Chuck Norris decide di farsi un giro nell'oltremondo anche lui. Che si può dire di Chuck Norris che non sia già stato detto? Che si può dire, cioè, di un uomo talmente stracazzuto da essersi trasfigurato nel meme dell'uomo stracazzuto per eccellenza, il gigachad originale, l'eccesso di testosterone fatto persona, il cazzo con l'uomo attorno: in parole povere, il mito più mito di tutti? Nato sotto l'ala protettiva di Bruce Lee che fu il primo a riconoscerne l'estrema cazzutaggine, Chuck è riuscito a mostrare al mondo detta cazzutaggine per un cinquantennio buono. E, pensate, sempre con una sola e unica espressione stampata sul volto! Con la morte di Chuck Norris se ne va il pezzo più cazzuto dell'umanità. E no, non cedete ai dubbi del tipo "e mò per chi voto?", perché tanto non sarete voi a votare per Chuck Norris ma sarà lui a votare per voi!

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Umberto Bossi (1941-2026)

VARESE, PADANIA -
O si fa il federalismo o si muore!
La seconda che hai detto! Finalmente se n'è andato l'Umbertone nazionale (e con nazione intendo la Padania), un merdoso fascistone malamente truccato da indipendentista che per troppi anni ha avvelenato la vita politica di questo sfortunato (in realtà se le cerca) Paese. Nonostante ictus, colpi vari, fulmini, figli scemi e scandali vari per tangenti, truffa e appropriazione indebita, è riuscito a campare fino a 84 anni (riuscendo a seppellire persino il ben più giovane Maroni, che sembrava molto più in forma). Ahimè, non riuscirà a vincere Sanremo 2030 come avevano previsto gli Articolo 31: già, perché pochi sanno che il senatur quando aveva vent'anni tentò la carriera musicale, incidendo un paio di canzoni con il nom de plume Donato, pezzoni come Ebbro; non per niente, la condizione di scarsa sobrietà è stata la sua cifra stilistica per i restanti anni a venire, tanto da essere immortalato in un albo di Dylan Dog come prototipo del politico razzista: nel numero 83 del '93, Doktor Terror, viene mostrato un deputato inglese che spara frasi razziste a difesa dei naziskin e che si augura l'approvazione di leggi razziali, e questo tizio assomiglia incredibilmente a Bossi. Sia per l'aspetto fisico, che per gli argomenti, a parte il fatto fra la gentaglia che cita, composta da ebrei, negri e arabi, non ci fossero anche i terroni.

Fra le altre cose divertenti che non sapevo, c'è quella della sua prima moglie: quando nel 1975 si sposò con tal Gigliola Guidali aveva trentaquattro anni, era uno studente fuoricorsissimo di medicina e non aveva un lavoro fisso. Nel 1982 divorziarono: fra i motivi di questa rottura lei racconta che lui millantava di essersi nel frattempo laureato e di praticare il mestiere di dottore: prima di uscire tutte le mattine con la valigetta da medico, diceva "Ciao, amò, vò a l’ospedàl" (sì, me lo sono fatto tradurre dall'IA in dialetto lombardo) e se ne andava. Dove? Boh, però me lo immagino tutto il giorno sulla panchina di un parco a borbottare fra i denti qualcosa contro i meridionali che gli rubavano il lavoro.

Vabbò, addio senatùr. Nella speranza che il rigor mortis abbia preservato la tua proverbiale durezza, preghiamo.

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martedì 17 marzo 2026

Country Joe McDonald (1942-2026)

BERKELEY, CALIFORNIA - Addio allo stra-famosissimo cantautore, attivista e fricchettone Country Joe McDonald, che coi suoi Country Joe and the Fish infiammò le classifiche (ed il festival di Woodstock) e si fece voce per il fronte dell'anti-guerra e della fricchettoneria tout court. La carriera di Country Joe è stata costellata di problemi giudiziari per questioni legate a parolacce proferite in pubblico: insomma, a differenza del fratello Ronald, Country Joe non era di certo un personaggio kid-friendly. McDonald ha anche fatto qualche comparsata su grande schermo, prendendo parte a film che di sicuro non avete mai visto come Gas-s-s-s-sZachariah. Ovviamente, va detto che la musica da Country Joe proposta in carriera, sia coi Fish che in solitaria, con quel mix di country folk e psichedelia, merita di sicuro un riascolto perciò - you know the rules - buon ascolto, va'!

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domenica 15 marzo 2026

Jennifer Runyon (1960-2026)

NEW YORK CITY, USA - Lavori a Hollywood per praticamente tutta la tua esistenza e l'unica cosa per cui verrai ricordata è una scena di un pugno di minuti in cui un "ricercatore scientifico" marpione finge che tu abbia poteri ESP pur di far colpo su di te: strana la vita! Anche se bisogna dire che in questo caso, beh... ci sta!

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sabato 14 marzo 2026

Phil Campbell (1962-2026)

PONTYPRIDD, GALLES DEL SUD - Se escludiamo Lemmy, Phil Campbell (noto ai fan anche con gli pseudonimi di Wizzö, Zööm, Wizzöőm e Löřd Äxŝmïth) è stato il membro più longevo dei Motörhead: entrato col botto nel 1984 con il magnifico Orgasmatron (madonna, che pezzo!), ha ricoperto il ruolo di schitarratore della band fino alla fine (ovvero quando è morto Dio). Ovviamente, non è il primo Motörhead a morire e non sarà l'ultimo (come ben sapete grazie anche ai nostri aggiornamenti come nei casi di Würzel e "Philthy Animal" Taylor - ah, e scusateci se quando è morto "Fast" Eddie Clarke non l'abbiamo necrologiato, ma era uno di quei periodi in cui eravamo "temporaneamente" morti anche noi). Vabbé, comunque sia... sapete come funziona... (segue carrellata di tutti gli album dei Motörhead in cui ha schitarrato il grande Phil Campbell).

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