IL MORTO DEL MESE

venerdì 20 maggio 2022

Bob Neuwirth (1939-2022)

SANTA MONICA, CALIFORNIA - Per cosa vogliamo ricordare Bob Neuwirth? Per i suoi quadri? Per la sua versione del canto marinaresco Haul On The Bowline? Per la maglietta a righe che indossava mentre appariva alle spalle di un amico, un Bob un poco più famoso di lui, e veniva quindi immortalato sulla copertina di un disco epocale? Per aver presentato Janis Joplin a Kris Kristofferson cosicché quest'ultimo potesse donarle Me and Bobby McGee? Per il fatto di esser stato tra gli autori (assieme alla già menzionata Janis Joplin e al poeta Michael McClure) di Mercedes Benz? Per cosa, invero?

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Khalīfa bin Zāyed Āl Nahyān (1948-2022)

ABU DHABI, EMIRATI ARABI UNITI - Il timone che il qui presente Khalīfa bin Zāyed Āl Nahyān stringe tra le lietissime mani è quello dell'Azzam, lo yacht più grande del mondo, che con la sua lunghezza di 180 metri ci causa un repentino caso di invidia del pene carpiata. Ma come può un uomo permettersi di farsi progettare una barca da 500 milioni di euri? Semplice: basta essere il presidente degli Emirati Arabi Uniti nonché l'emiro di Abu Dhabi! Nella fattispecie, Khalīfīno era il figlio del primo presidente degli E.A.U., l'affascinante Zāyed bin Sulṭān Āl Nahyān, il quale è stato (oltre che il suo e di altri venticinque figli) anche il padre fondatore degli stessi Emirati. Vabbé, anche Khalīfīno, comunque, aveva qualche figlio (otto, pare), quindi a breve ci sarà un'incoronazione, sempre ammesso che gli emiri vengano incoronati...

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Vangelis (1943-2022)

PARIGI, FRANCIA - Είναι καιρός να πεθάνεις. Queste, probabilmente, le ultime parole passate in testa a Vangelis prima di stendere le gambe per colpa di un virus capriccioso che non esiste dal 2019. Musicista e compositore tra i più noti e prolifici che la Grecia abbia mai generato, Evángelos Odysséas Papathanassíou (questo il suo vero nome) è stato uno degli artisti più riconoscibili nel campo della new age dell'elettronica e dell'ambient: fu, insomma, un po' la versione greca del da poco muoruto anche lui Klaus Schulze. Nato artisticamente col ruock (!) degli Aphrodite's Child (gruppo nel quale militava anche Demis Roussos e di cui Vangelis era la mente... a proposito, riascoltiamoci il loro capolavoro, 666), si smarcò ben presto dallo stile prog/psych della band per passare appunto a robe in cui i tappeti di tastiere e sintetizzatori la facevano da padroni: ottimi esempi di tali sonorità sono le sue famosissime colonne sonore, come quelle di Momenti di gloria e di Blade Runner. Lo stesso tipo di ricerca sonora si ritrova anche nei suoi album non collegati a film, tra i quali abbiamo oggi scelto per voi Heaven and Hell, The City e il nuovissimo Juno to Jupiter.
The New Age music gave the opportunity for untalented people to make very boring music.
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giovedì 19 maggio 2022

Monty (2017-2022)

ROCK OVER MONTROSE BEACH, ROCK ON CHICAGO - Immaginate che brutta esperienza dev'essere stata per l'anonimo bird watcher dell'Illinois assistere alla perdita di fiatella e susseguenti spaesamento e stramazzamento di Monty, corriere canoro  e leggenda nella sua città d'adozione, Chicago. Monty era salito alle cronache nel 2019 quando, assieme alla "moglie" Rose, è riuscito a terminare la prima filiazione di corrieri canori degli anni 2000 in quel di Chicago (per la precisione, un tale avvenimento non avveniva nella ridente cittadina sin dal lontano 1955). Però, come ben sapete, sono tante le fiabe che finiscono con un becco nel culo e così, la storia che è iniziata con le immagini stringicuore di mamma Rose e cucciolanza, finisce col nostro piccolissimo eroe, appena rincasato a Chicago per riunirsi nuovamente con Rose e quindi scopareeeeeeee, che gli viene uno di quei casi di coglimento carpiato che guarda che te lo dico a fare proprio è morto così su due zampette.

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mercoledì 18 maggio 2022

Kostas Gousgounis (1931-2022)

ΜΑΓΟΎΛΑ ΑΤΤΙΚΉΣ, ΕΛΛΆΔΑ - Ma che bel tomo! Kostas Gousgounis non era, come pare evidente, il sosia ellenico di Mussolini (però, sembra proprio LVI), bensì... nientemeno che "la leggenda del porno greco" (e questo per citare gli epiteti più cauti). Insomma, 'sti greci devono stare messi proprio male se questo tizio è la punta di diamante della loro scena pornografica. Magari aveva un enorme πούτσο, ma neanche quello... eh già, per dovere qualche film zozzo me lo sono visto: fanno molto ridere, soprattutto se attivate il sonoro. Sempre meglio di del suo corrispettivo svizzero. A giudicare da questo sito maltradotto dal greco, i suoi film avevano un tale successo che provocavano ingorghi davanti ai cinema: merito non certo delle sue capacità attoriali né delle sue prestazioni sessuali, ma a quanto pare della sua "comicità surreale": il suo apoftegma, a dire del succitato sito, era il semplice ma diretto "Ti fotterò". Ecco alcuni esilaranti scambi estratti dai suoi film:
Gusgounis torna a casa stanco, posa la borsa con gli attrezzi idraulici, saluta la moglie annoiata.
Gusgounis: "Cosa hai fatto?"
Moglie: "Non ho mangiato"
Gusgounis: "Non hai mangiato? Ti fotterò!"

Gusgounis nel ruolo del fattorino della pizza!
Gusgounis: "Ho portato le pizze"
Destinatari: "Ma non abbiamo ordinato le pizze"
Gusgounis: "Hai ordinato, non hai ordinato, ti fotterò!"

Gusgounis cammina sulla spiaggia, finché non vede due bagnanti prendere il sole.
Gusgounis: "Cosa ci fate qui, ragazze?"
Bagnanti: "Aspettiamo che qualcuno venga a scoparci"
Gusgounis: "Ah! Per fortuna sono passato!"
Ma questa è indubbiamente la mia preferita:
È mattina. Gusgounis si è svegliato e ha messo il suo "talento" sul termosifone. Il suo partner erotico gli succede nel riscaldamento.
Partner: "Cosa ci fai lì?"
Gusgounis: "Ti sto scaldando la colazione"
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martedì 17 maggio 2022

Ricky Gardiner (1948-2022)

?, SCOZIA? - Salutiamo Ricky Gardiner, chitarrista e fondatore del gruppo prog Beggars Opera e poi session man in due album davvero fichi fichi, ovvero Low di David Bowie e Lust for Life di Iggy Pop, disco quest'ultimo del quale firmò uno dei pezzi simbolo, ovvero l'arcinota The Passenger.

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domenica 15 maggio 2022

Justin Green (1945-2022)

CINCINNATI, OHIO - La dipartita di Justin Green stava qusi per passarci inosservata, ma dopo quasi un mese, ce ne siamo accorti. Chi era Justin Green, dite? Mò ve lo diciamo: Justin Green è stato tra i primi fumettari a raccontare in vignette la sua vita, non a caso era noto anche col soprannome de "il padre del fumetto autobiografico". La sua Binky Brown Meets the Holy Virgin Mary, graphic novel pubblicata nel 1972, è stata un apripista per tutti i fumetti autobiografici che sono venuti poi: basti pensare che Robert Crumb e Art Spiegelman hanno ideato rispettivamente The Confessions of R. Crumb e Maus solo dopo aver letto il volume di Green... ma per l'appunto, parliamo di Binky Brown: il fumetto descrive le ossessioni dell'autore e i traumi legati alla sua educazione fortemente cattolica, il tutto condito da immagini di peni (che rappresentavano i suoi pensieri peccaminosi) disseminati in ogni dove che sparano raggi impuri cercando di colpire statue della Madonna e altri oggetti sacri. La storia finisce con Binky, ormai adulto, che distrugge una statua della Vergine, suggellando così la liberazione dalla morsa del cattolicesimo.

Forse a nessuno frega un cazzo che... Justin Green era il cugino del regista William Friedkin.

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venerdì 13 maggio 2022

Fred Ward (1942-2022)

VENICE?, UNITED STATES OF AMERICA - Ecco una notizia che non vi avremmo voluto dare: è morto Fred Ward, attore americano stracazzuto che tutti ricorderanno principalmente per le sue interpretazioni da duro. Nato a San Diego nel 1942 e con geni Cherokee nel sangue, Fred (dopo essersi sminchiato il naso facendo il puggile e dopo aver appreso la nobile arte del crossdressing facendo il boscaiolo) venne a studiare a Cinecittà e la sua carriera da attore iniziò sotto l'egida di Roberto Rossellini, con cui lavorò a L'età di Cosimo de' Medici e Cartesio, sceneggiati Rai della prima metà degli anni '70. Dopodiché tornò in America e, dopo un paio di ruoli in pellicole minori, recitò in Fuga da Alcatraz, affiancando quell'altro gran cazzutone di Clint. Da lì in poi, la filmografia di Fred Ward si arricchisce ad ogni capitolo, spaziando tra i più svariati generi: drammatici, comici, action, horror, fantascientifici - di tutto un po'! Il film-simbolo di Fred Ward, però, è Il mio nome è Remo Williams, fenomenale pellicola action del 1985 che lo vede nei panni del protagonista nel primo capitolo di una saga che non s'ebbe da fare: dico film-simbolo un po' perché, appunto, è uno dei suoi rari ruoli da protagonista, un po' perché il flop della pellicola ha uno strano parallelismo con la carriera del nostro eroe che, vuoi o non vuoi, non ha mai spiccato il volo come avrebbe potuto e dovuto. 

Forse a nessuno frega un cazzo che... Fred Ward stava pure in altri filmi tipo Carny un corpo per due uomini, I guerrieri della palude silenziosa, Uomini veri, Saigon, Tremors e sequel (saga in cui era il ganzissimo Earl), Henry & June, Miami Blues, Omicidi e incantesimi, America oggi, Una pallottola spuntata 33⅓ - L'insulto finale (in cui interpretava il crudele Rocco Dillon), Il corvo 3 - Salvation, Road trip, Le avventure di Joe Dirt, Masked and Anonymous, Cani sciolti, nonché in tantissimi altri.

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Trevor Strnad (1981-2022)

DA QUALCHE PARTE NEGLI STATES - Nonostante il nome molto fico legato a uno dei più noti fatti di nera di sempre, non avevamo mai sentito finora il bisogno di ascoltare la band nota come The Black Dahlia Murder. Lo faremo adesso che ne è morto lo storico cantante, a detta dei fan l'anima del gruppo, consci del fatto che da un complesso che dice di ispirarsi ai Carcass gradiremmo sentire cose più vicine a questa che a questa... comunque sia, dopo l'ascolto lo possiamo dire: finalmente una roba del genere chiamato melodic death metal che si lascia ascoltare senza troppi fastidi! Per questo, e per perle di poesia tipo "removal of the eyes gives my heart a sudden chill, I preserve them in formaldehyde to gaze upon at will", diciamo grazie a Trevor Strnad.

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giovedì 12 maggio 2022

Angela Tiraboschi (1910-2022)

BERGAMO, ITALIA - Eh vabbè, niente da fare, pare ormai destino che gli italiani, che una volta sprizzavano longevità da tutti i rugosi pori, debbano rimanere lontani dalla vetta del Motomondiale Supervecchiacci: ad uscire via dal circuito della vita stavolta è Angela Tiraboschi, che fino a pochi giorni fa era la donna più stravecchia d'Italia. Casalinga per tutta la sua lunga vita, amava cucinare e lavorare all'uncinetto, aveva una grande passione per l'Atalanta, della quale non perdeva una partita in TV, e la domenica non rinunciava alla polenta e al brasato. Il suo segreto di lunga vita? "Sorridere alla vita e guardare sempre avanti". Curiosamente è spirata lo stesso di giorno di Catherine Abate (nata in Italia ma dal 1919 negli USA), che ha potuto fregiarsi così del titolo di Italiana più vecchia del mondo per circa cinque minuti. Lo scettro di decana d'Italia passa ora alla pesarese Domenica Ercolani, che speriamo dia maggiore filo da torcere ai suoi vegliardi concorrenti.

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