IL MORTO DEL MESE

mercoledì 4 agosto 2021

Antonio Pennacchi (1950-2021)

LITTORIA, ITALIA -
Sono disposto a vendere il culo ma non la lingua
Sì, vabbè. Se n'è andato pure Antonio Pennacchi, il "fasciocomunista" (se vi ricordate avevamo già parlato di lui). Non abbiamo mai letto un suo libro né mai lo faremo (e chi se ne fotte se ha vinto lo Strega), anche perché basta seguire uno dei suoi sproloqui per capire che abbiamo a che fare con un freak da Zanzara, il cui stile sberciante stile "anziano sbraita contro una nuvola" riesce persino a far sembrare Salvini un gentleman (venne pure querelato dal Capitone per l'innocua frase "Salvini somaro. Faccia da culo che mente"). Certo non possiamo dire che Pennacchi non avesse una coerenza adamantina: dapprima nell'MSI, poi nei Marxisti-Leninisti, poi nel PSI, poi nella CGIL, dalla quale venne espulso, poi nella UIL, poi nel PCI e di nuovo nella CGIL, dalla quale venne ri-espulso; dopo una pausa dalla politica rientrò nel PD, che gli mancava per completare l'album, per finire poi in Futuro e Libertà, il partito di destra liberale abortito da Fini.

Forse a nessuno frega un cazzo che...
Non sono riuscito a trovare neanche una sua foto senza cappello.

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domenica 1 agosto 2021

IL MORTO DEL MESE - GIUGNO 2021

TUONO PETTINATO
È in mezzo a paesaggi troppo belli che avvertiamo tutto il nostro marciume e siamo insoddisfatti del cadavere che ci trasciniamo dietro.

sabato 31 luglio 2021

Janet Banana (1938-2021)

BULAWAYO, ZIMBABWE - Janet Banana non è più. Probabilmente è morta perché qualcuno l'avrà sbucciata, ma i poteri forti non celo dirannnohhhh e quindi ufficialmente la causa di morte viene registrata come un bananalissimo ictus. Non c'è granché da dire di Janet Banana se non che era la vedova del primo presidente dello Zimbabwe, Canaan Banana, sul quale invece di cose da dire, hai voglia se ce n'è! Tipo che, una volta divenuto presidente fece una legge che vietava battute sul suo nome... cioé, se vi par poco! E non vogliamo nemmeno accennare al vizietto di sfruttare il suo potere per adescare uomini, cosa che lui negava ma che non gli impedì di venire dichiarato, ta-dadadà, colpevole di sodomia, "crimine" per cui in Zimbabwe te ne vai al gabbione. Comunque, nonostante il vizietto del marito, la coppia riuscì ad avere ben quattro figli: C.C. Banana, Banana Joe, Banana Yoshimoto e Miss Banana.

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venerdì 30 luglio 2021

Dick Long (1924-2021)

DA QUALCHE PARTE IN AUSTRALIA - Dannazione, è morto Dick Long! Eh lo so, brutto colpo. Ex pilota della RAAF, ex avvocato, ex politico del Partito Liberale ed ex trombonista dei Pappafrolls, gli scriviamo un necrologio perché... beh, cazzo, perché uno che si chiama "Pisello Lungo" non potevamo certo ignorarlo. Oppure mettiamola così: se ti chiami Richard Long e decidi di farti chiamare Dick, allora te le cerchi.

Forse a nessuno frega un cazzo che...
Cercando news per scrivere questo meraviglioso necrologio ci siamo imbattuti in un film che sembra altrettanto meraviglioso: The Death of Dick Long, che già dalla locandina promette bene. Non conosciamo la causa del decesso del "nostro" Dick Long, ma speriamo sia morto come il suo omonimo nel film, ovvero (spoiler) dopo esser stato sodomizzato da un cavallo.

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Brazo de Plata (1963-2021)

MEXICO CITY, QUE VIVA MEXICO! - Scommetto che a vederlo così, mentre addenta una porchetta o quello che è, a nessuno verrebbe in mente di pensare che il qui presente José Luis Alvarado Nieves fosse una leggenda della lucha libre! E invece... con la maschera sul viso e il nome di Brazo de Plata, ha conquistato titoli su titoli (sia da solo che in team con svariati suoi familiari) nel CMLL, nell'NWA, ecc., ecc. Poi, dopo aver perso la maschera in una delle più classiche (per lo meno in Messico) lucha de apuestas, in cui Los Brazos (ovvero lui e i suoi fratelli Brazo de Oro ed El Brazo) persero le maschere contro Los Villanos, e dopo aver messo su qualcosa come un zilione di chili, prese l'identità di Super Porky e divenne quello che tecnicamente viene definito un personaggio comedy.

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giovedì 29 luglio 2021

Gianni Nazzaro (1948-2021)

ROMA, ITALIA - Passa a miglior vita Gianni Nazzaro, cantante italiano di cui sono venuto a conoscenza proprio in questo istante. Non sono sicuro neanche su dove vada l'accento nel cognome. Quindi, buh, che dire, ascoltiamoci insieme qualche suo successo, tipo Solo noi, L'amore è una colomba, Bianchi cristalli sereni, A modo mioNon voglio innamorarmi mai e Mi sono innamorato di mia moglie.

Forse a nessuno frega un cazzo che...
Nazzaro fu il primo a proporre a Sanremo il brano Perdere l'amore, ma fu scartato alle selezioni; poi l'anno successivo la ripropose Massimo Ranieri e... il resto lo sapete. Chissà come sarebbe stata la sua vita se la cosa fosse andata diversamente... probabilmente non sarebbe finito a far parte della Squadra Italia

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Dusty Hill (1949-2021)

HOUSTON, TEXAS - No! No! E ancora, no! Qui si sta esagerando! Insomma, dalla foto che campeggia quassù già dovreste aver capito: è morto Dusty Hill, bassista degli ZZ Top per la bellezza di cinquant'anni e anche di più (se consideriamo anche gli anni in cui, con un altro chitarrista, si chiamavano American Blues). La sua morte è una di quelle robe che ti lasciano spiazzato: chiunque abbia mai suonato in vita sua, ha sempre considerato gli ZZ Top come quelli che avevano iniziato a farlo ben prima di lui e che avrebbero continuato ad ammorbare il mondo col loro blues rock zozzo per sempre... e invece no! Nel mondo dello spettacolo, sono stati tra i pochi a fregarsene sin da subito di un certo tipo di immagine "glamour", puntando proprio sull'opposto, un look da barboni barbuti che sembravano usciti da un cartoon: caratteristica che li rese perfetti anche per la loro partecipazione al terzo capitolo della saga di Ritorno al futuro. Beh, onoriamone la memoria con l'ascolto dei loro più grandi successi. Rest in power, Dusty!

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mercoledì 28 luglio 2021

Joey Jordison (1975-2021)

IOWA?, USA -

- Redattore 1: Vabbé, questo lo facciamo solo perché, se non lo mettiamo in rosa, poi un sacco di cristiani inizieranno a scriverci "Ehi! Ma com'è? Non avete messo in rosa il mitico batterista dei Slipknot!!!": ok?

- Redattore 2: Ok!

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martedì 27 luglio 2021

Rodney Alcala (1943-2021)

CORCORAN, CALIFORNIA, USA -
- I am serving you for dinner: what are you called, and what do you look like?
- I’m called the banana and I look really good!
- Ehm, can you be a more descriptive?
- Peel me...
Sarà stata forse questa sagace battuta a conquistare il cuore della procace bachelorette di turno, che saviamente scelse proprio Rodney Alcala in questa ormai famosa quanto inquietante puntata di The Dating Game. La tizia non poteva sapere che lui era stato già in carcere per aver violentato una bambina di otto anni e aveva nel frattempo stuprato e ucciso altre quattro donne, ma fortunatamente per lei rifiutò di uscire con Alcala una volta terminato il programma proprio perché lo aveva trovato "creepy".

Come avrete intuito è morto Rodney Alcala, uno dei più prolifici serial killer americani: benché siano riusciti ad attribuirli appena otto omicidi, le vittime dovrebbero essere molte di più (Alcala ha sempre sostenuto di non ricordarsi nulla di quegli episodi e non ha mai confessato ulteriori omicidi), alcuni dicono più di 130. Durante il processo decise di difendersi da solo, inscenando un (credo) simpatico siparietto giacché lui stesso era anche l'unico testimone della difesa: a turno, rivolgendosi a sé stesso, formulava una domanda e poi si rispondeva. Durante la sua arringa finale, durata due ore, cantò per intero la canzone Alice's Restaurant (peccato non avere un video di questo).

Alcala ha avuto la "fortuna" di venire condannato in California, dove non viene giustiziato nessuno dal 2006, motivo per cui non sapremo mai cos'avrebbe ordinato come ultimo pasto. Peccato, visto il livello, poteva tranquillamente essere una domanda del Gioco delle Coppie: "cosa mangeresti come ultima cena se fossi un condannato a morte?".

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Pyotr Mamonov (1951-2021)

MOSCA, MADRE RUSSIA - Ogni volta che scopriamo qualche personaggio incredibile soltanto dopo la morte, è sempre una roba brutta, cioé che cazzo... sapete quelle volte che ti dici "ma perché non l'ho conosciuto prima per seguirne le gesta in tempo reale?", vabbé, oggi è il turno di Pyotr Mamonov, leader del gruppo post-punk russo noto come Зву́ки Му (o, se proprio vogliamo traslitterare, Zvuki Mu). Le sue performance dal vivo, con quelle sue movenze da psicopatico/disadattato, faranno entrare di diritto il buon Pyotr e la sua band nelle nostre playlist sputify: ve lo assicuriamo!

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