IL MORTO DEL MESE
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mercoledì 25 maggio 2022

David Datuna (1974-2022)

BOSTON, MASSACHUSSETTS - Ti si mangiate la banana? Beh... un paio di anni dopo aver mangiato la preziosissima banana di Maurizio Cattelan (sì, lo so che detto così suona strano), una lentissima forma d'indigestione stronca infine l'artista georgiano naturalizzato statunitense David Datuna. Lo ricordiamo, oltre che come mangiatore di quello che è solitamente considerato l'unico frutto dell'amor, anche per la sua particolare tecnica artistica che consisteva nel sapiente uso di lenti oftalmiche posate su larghe tele dipinte e/o piene di collage. Ma bando alle ciance e via alla mostra: ammirate le sue Michael Jackson con contorno di occhiali, Putin fatto di migliaia di Monne Lise, Ci vogliono tanti Lincoln per fare un Obama e la magnifica Bandiera russamericana.

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mercoledì 1 marzo 2017

Leone di Lernia (1938-2017)

MILANO, DIFENDI MILANO, ITALIA -
I cantanti di Sanremo devono morire!
Oh signur, è morto Leone di Lernia! Beh, considerato tutto quello che diceva di mangiare, è già un miracolo fosse arrivato alla vecchiaia. Difficile che non abbiate mai sentito parlare del panzone tranese emigrato a Milano (pare appositamente per farsi vedere ogni domenica dietro l'inviato di Quelli che il calcio a San Siro), soprattutto ora che siamo in pieno revival di musicademmerdadance anni '90 (una delle cose più brutte che potesse accadere): Leone di Lernia, che in quegli anni raggiunse l'apice del suo successo (ed è tutto dire), prendeva le suddette hit dell'estate e le trasformava in parodie spesso incentrate sul cibo e cantate in un misto di italiano e dialetto, capolavori come Cumbà Giuà, Ho fame, Maccarone, l'immortale Magnando, Ti si mangiate la banana (da non confondere con la quasi omonima cover di Gigione), Luigino, Chille che soffre, Ra-ra-ri, ra-ra, pesce fritto e baccalà, Uè Baccalà e tanti, troppi, altri.

Già, era fuori di testa (per comprenderlo oltre ogni ragionevole dubbio basta vedere un'intervista a caso), altrimenti non si sarebbe mai candidato alle comunali milanesi del 1997 nelle liste di quel fascistone di Giancarlo Cito (a proposito, era uno degli sfigati, insieme a Squitieri, ad aver perso il vitalizio).

Beh, cumbà, salut'm a Sord. Foggia style.

Forse a nessuno frega un cazzo che...
Contrariamente a quanto pensavo, si chiamava davvero Leone Di Lernia (Leonardo, in realtà).

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