SOLNA, STOCCOLMA, SVEZIA -Sugar SugarmanChissà quali motivi hanno spinto il regista svedese (di padre algerino, da qui il nome poco nordico e poco pronunciabile) Malik Bendjelloul a togliersi la vita. Eppure solo l'anno scorso aveva vinto un Oscar per la sua opera ultima, Searching for Sugar Man, documentario biografico che narrava le peripezie di due tizi sudafricani alla ricerca di tal Sixto "Sugar Man" Rodriguez, cantautore americano (e, in seguito allo scarso successo in patria, muratore) sconosciuto ovunque ma famosissimo, a sua insaputa, in Sud Africa, dove era una vera e propria leggenda; di lui non si sapeva una mazza e girava la voce che fosse morto suicida. Solo nel 1997 i due tizi sopracitati scoprirono la sua esistenza, e il Rodriguez andò l'anno successivo in tournée a fare finalmente qualche quattrino (come narrato nell'altro documentario Dead Men Don't Tour). Dopo il recente successo di Searching for Sugar Man c'è stato un altro revival, questa volta di scala mondiale; anche in Italia ormai tutti lo ascoltano, almeno a giudicare dal mio facebook. Bendjelloul venne a conoscenza della storia mentre si trovava in Sud Africa e decise di farci un corto, poi un film; ci mise ben quattro anni per realizzarlo, usando persino l'iPhone per girare le scene finali una volta che gli erano finiti i danari, ma tutti i suoi sacrifici furono infine premiati, e di brutto: oltre al succitato Oscar, ha vinto un BAFTA, un DGA, un WGA, un PGA, un KKK, una Medaglia per la trasformazione delle terre non nere della Repubblica Socialista Federativa Sovietica Russa e persino un Guldbagge (questo non me lo sono inventato). link |
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venerdì 23 maggio 2014
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Malik Bendjelloul (1977-2014) |
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lunedì 25 marzo 2013
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Boris Berezovsky (1946-2013) |
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ASCOT, BERKSHIRE, INGHILTERRA, REGNO UNITO DI GRAN BRETAGNA E IRLANDA DEL NORD - Con qualche giorno di ritardo salutiamo il matematico Boris Berezovsky, conosciuto ai più per essere stato uno di quei russi che, approfittando del crollo del comunismo e della privatizzazione selvaggia di qualsiasi cosa, sono diventati dei super-miliardari. Berezovsky nel 2000 però bisticciò con il suo vecchio amico Putin, accusandolo di voler trasformare la Russia in uno stato autoritario, di nuovo. Dato che possedeva un mucchio di televisioni, il suo dissenso si faceva sentire non poco e Putin si incazzò e lo costrinse a rifugiarsi in Inghilterra, dove chiese asilo e si liberò dei suoi investimenti in patria. I russi però lo volevano indietro e chiesero l'estradizione, in quanto secondo loro colpevole di milioni di crimini, ma la Regina non volle. Ovviamente Berezovsky divenne un forte oppositore del governo russo: organizzò gruppi anti-Putin e iniziò a rilasciare interviste in cui diceva che Putin era un caccapupù. Nel 2003 fu il bersaglio di un attentato con armi chimiche poi fallito, stando alle rivelazioni di Aleksandr Litvinenko, ma la polizia inglese non trovò alcuna prova in merito. Nel 2006 Litvinenko fu avvelenato con del polonio; tutto il mondo pensò che fosse stato ucciso dagli agenti segreti russi, anche perché proprio lui, poco prima di morire, diede la colpa a Putin per il suo avvelenamento. Ovviamente il governo e i media russi non la pensarono così e si convinsero che era stato Berezovsky ad uccidere Litvinenko per far cadere la colpa sul governo russo. Nel 2007 un nuovo complotto contro Berezovsky andò in atto: girò voce che un sicario mandato dalla Russia fosse pronto a farlo fuori. La polizia inglese arrestò della gente, altra la rimandò in Russia, ma nonostante questo la vicenda non fu molto chiara (tanto per cambiare). Saltiamo un po' di cose tra cui una causa persa con l'altro oligarca russo Roman Abramovich (il presidente del Chelsea), accusato di rottura di contratto, ricatto etc. etc. Siamo a qualche giorno fa, quando il genero di Berezovsky comunica su Facebook la morte del ricco russo. Dopo qualche ora uno dei suoi avvocati annuncia che probabilmente è un suicidio, forse causato dal fatto che Berezovsky si era venduto di tutto per potersi permettere la causa multimiliardaria contro Abramovich, forse causato dal fatto che negli ultimi tempi era depresso e aveva allontanato tutti i suoi amici. Il portavoce di Putin fa sapere che qualche tempo prima aveva persino chiesto scusa al suo ex-nemico. Alla teoria del suicidio sono in molti a non credere: "Aveva molti nemici e non credo al suicidio", spiega la moglie di Litvinenko, quello che secondo i media russi sarebbe stata vittima di un piano diabolico ordito proprio da Berezovsky; "L'hanno strangolato", grida forte Nikolai Glushkov, ex direttore dell'Aeroflot; "A luglio tutti a Rio de Janeiro", esclama invece Papa Francesco, invitando tutti questi complottisti a "non essere mai tristi" e farsi una vacanza. link ![]() |
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domenica 12 agosto 2012
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Jorge Luke (1942-2012) |
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MEXICO CITY, A SUD DEGLI STATI UNITI - Jorge Luke è cibo per vermi ormai. Caratterista messicano con all'attivo oltre cento film, lo ricordiamo per aver recitato in pellicole indimenticabili quali La vendetta dell'uomo chiamato cavallo, Il cacciatore di squali di Enzo Girolami Castellari, La capra, Messico in fiamme (in cui interpretava il guerrigliero Emiliano Zapata), Il tesoro dell'Amazzonia e Salvador di Oliver Stone. A quanto pare, soffriva di depressione ed il cuore ha deciso di non farcela più. Ci lascia in eredità ciò che a noi più piace: ritmo, traición y muerte. link ![]() |
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