IL MORTO DEL MESE

martedì 9 febbraio 2021

Corey Johnson (1969-2021)

TERRE HAUTE, INDIANA, USA - Chiudiamo, credo, i morti gennarini con un bel condannato a morte americano, quanto mi sono mancati. Avevo tre scelte, una meglio dell'altra: Lisa Marie Montgomery, rea di aver ucciso una donna incinta e averle poi rapito il feto strappandoglielo dal ventre, feto che è poi incredibilmente sopravvissuto; Dustin Higgs, che ha provato a farsi spostare l'esecuzione in quanto malato di COVID (ma che scusa è?); infine Corey Johnson, che ho scelto per i motivi che tosto v'illustrerò. Una piccola premessa: questi tre sono gli ultimi di una serie di tredici condannati a morte del Governo Federale (dato che il reato è "federale", a firmare per le esecuzioni è il Presidente stesso anziché il Governatore dello Stato dov'è accaduto il crimine), una pratica che era stata abbandonata da molto tempo (prima dell'ultimo disgraziato salito al potere, solo quell'altro merdone di George W. Bush ne aveva firmate tre, prima di lui nessuno), ma lo stronzone coi capelli da clown ha ben pensato di riprendere questa simpatica consuetudine e mandare a morire i succitati tredici condannati a morte. Tanto che gliene fotte a lui, bastava mettere una firma. Questi ultimi tre sono tra l'altro capitati durante mentre era un'anatra zoppa, ovvero nel periodo di transizione prima dell'insediamento del Presidente successivo. Bravo, non ti smentire mai. Ho introdotto troppo, per cui partiamo subito con il solito template tripartito di questa rubrica.

Che ha fatto?
Johnson fu condannato nel '93 insieme ad altri due tizi per una sfracanata di reati, in particolare per super-spaccio di droga e per la bellezza di sette omicidi, tutti commessi dall'89 al '92. Come nel caso del summenzionato Dustin Higgs, anche lui s'era beccato il COVID (ma come fai a prendertelo nel braccio della morte?) un mese prima di morire: anche i suoi avvocati quindi hanno tentato di far rimandare l'esecuzione utilizzando questa scusa (del cazzo, francamente), ma alla fine non c'è stato niente da fare.

Che ha detto?
Le sue ultime parole non sono state niente di che: alla domanda del boia se aveva qualcosa da dire, Johnson ha risposto:
No. I’m OK.
Ma poi c'ha ripensato, s'è rivolto verso il pubblico nel punto in cui c'erano i suoi familiari e ha detto:
Love you.
Dopo l'esecuzione, però, i suoi avvocati hanno riferito la sua ultima dichiarazione:
I want to say that I am sorry for my crimes, I wanted to say that to the families who were victimised by my actions, and I want these names to be remembered.
Poi ha elencato i nomi delle vittime, s'è scusato etc. Infine:
The pizza and strawberry shake were wonderful, but I didn’t get the jelly-filled donuts [sic]. What’s with that? That should be fixed.
Cioè... nelle sua ultima dichiarazione ha addirittura trovato le parole per lamentarsi del fatto che non gli fossero arrivate le ciambelle ripiene di gelatina (ma che...)! Beh, almeno la pizza e il frullato alla fragola era meravigliosi!

Che ha mangiato?
Diversamente dagli altri "bracci della morte", le prigioni federali non rilasciano al pubblico informazioni dettagliate riguardo l'ultimo pasto, ma per fortuna Johnson ce l'ha spoilerato personalmente: a quanto pare ha ordinato una non meglio identificata pizza, un frullato alla fragola e delle ciambelle ripiene di "gelatina", che mannaggia non gli sono arrivate. C'è stato persino qualcuno che le ha mangiate per lui in un bizzarro tentativo di protestare contro la pena di morte. Bene, dal Morto del Mese è tutto, ci vediamo al prossimo condannato.

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Morirono così