sabato 8 febbraio 2014

Suzanne Basso (1954-2014)

HUNTSVILLE, TEXAS, USA - Era da tanto che non mettevano a morte una donna. D'altronde negli USA ne fanno fuori poche, Suzanne Basso infatti è solo la terza vittima di femminicidio di Stato da quando ci occupiamo di condannati, dopo Teresa Lewis e Kimberly McCarthy. Che avrà fatto mai?

Basso killed Musso
Era il 1998: Suzanne Basso era riuscita a convincere (stregandolo con il suo fascino, immagino) un povero ritardato di nome Louis "Buddy" Musso ad andare a vivere con lei, con la promessa che sarebbero presto convolati a nozze. Sì, come no. In realtà il tapino viveva da recluso in casa di lei insieme ad altri cinque bifolchi, che non perdevano occasione per malmenarlo e umiliarlo (botte, calci, insulti, sputi, sigarette spente addosso etc). Quando la Basso riuscì a far intestare a suo nome tutto quello che Musso aveva di intestabile (testamento e assicurazione sulla vita, per lo più), il gruppetto lo fece fuori: lo sfracanarono di mazzate a tal punto da rendere il cadavere completamente irriconoscibile, poi lo gettarono in un fosso. Ovviamente, dopo un secondo la Basso e i suoi amichetti furono tutti arrestati.

Any last words?
Avevamo grandi aspettative per le sue ultime parole, ma siamo rimasti delusi. Nel vano tentativo di farla franca, la Basso tentò la carta dell'insanità mentale: si finse cieca e paralitica, sostenne di aver avuto una storia con Nelson Rockefeller e accusò un'infermiera del carcere di aver tentato di ucciderla consegnandole un libro sulla vita di Roy Rogers contenente un serpente velenoso. Pensavamo che avrebbe tirato fuori chissà quale stronzata alla fatidica domanda della guardia carceraria, ma lei ha risposto semplicemente
No sir.
Non si fa così. Pensateci, quanti di noi avranno il privilegio di fare un'ultima dichiarazione prima di morire, qualcosa che verrà registrato e pubblicato a imperitura memoria per i secoli dei secoli? Cazzarola, qualcosa bisogna dire, magari qualcosa alla John Ferguson o al massimo alla Reginald Brooks. Pensateci. No, non lo farete.

Any last meal?
Come al solito in Texas il povero condannato non ha diritto al pasto "speciale", per cui Suzanne Basso ha mangiato la stessa mesta sbobba destinata agli altri detenuti, consistente in pollo al forno, pesce, uova bollite, carote, fagiolini e pane.

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Morirono così


6 commenti :

  1. Succhiamelo, sir.

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  2. Non è giusto, è una storia fra deficienti, sarebbe dovuta essere giudicata da una giuria di propri pari. Ah, tutti americani? Allora ok.

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  3. Antiamerikanismo fuori luogo. Ti abbiamo salvato il culo da Hitler mentre frignavi come una capretta in un angoletto e ora fai il gradasso. Povero demente

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    1. Sono d'acccordo con te: che poi non siano perfetti ci sta (d'altronde chi lo è a questo mondo?)

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    2. d'accordo con tutti e due..fanculo agli antiamerikani!!!

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    3. Orgoglio Nazionale18 febbraio 2014 15:32

      Che ridere, un servo italiano che si crede americano...

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