IL MORTO DEL MESE

mercoledì 4 agosto 2021

Antonio Pennacchi (1950-2021)

LITTORIA, ITALIA -
Sono disposto a vendere il culo ma non la lingua
Sì, vabbè. Se n'è andato pure Antonio Pennacchi, il "fasciocomunista" (se vi ricordate avevamo già parlato di lui). Non abbiamo mai letto un suo libro né mai lo faremo (e chi se ne fotte se ha vinto lo Strega), anche perché basta seguire uno dei suoi sproloqui per capire che abbiamo a che fare con un freak da Zanzara, il cui stile sberciante stile "anziano sbraita contro una nuvola" riesce persino a far sembrare Salvini un gentleman (venne pure querelato dal Capitone per l'innocua frase "Salvini somaro. Faccia da culo che mente"). Certo non possiamo dire che Pennacchi non avesse una coerenza adamantina: dapprima nell'MSI, poi nei Marxisti-Leninisti, poi nel PSI, poi nella CGIL, dalla quale venne espulso, poi nella UIL, poi nel PCI e di nuovo nella CGIL, dalla quale venne ri-espulso; dopo una pausa dalla politica rientrò nel PD, che gli mancava per completare l'album, per finire poi in Futuro e Libertà, il partito di destra liberale abortito da Fini.

Forse a nessuno frega un cazzo che...
Non sono riuscito a trovare neanche una sua foto senza cappello.

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Morirono così