IL MORTO DEL MESE

martedì 13 ottobre 2026

Giorgio Bracardi (1933-2026)

FIANO ROMANO, LAZIO - Lo confessiamo: per un attimo, per un attimo solo, avevamo pensato, per salutare al trapasso Giorgio Bracardi, di dedicargli una compilation di pernacchie e bon. Però poi ci abbiamo pensato bene, e sinceramente non ce la sentivamo di non omaggiare come si deve uno dei pochissimi comici che hanno proposto in Italia robe dadaiste, nonsense e più in generale stupide come la merda come piace a noi. Come non elencare, infatti, le decine di personaggi improbabili da lui creati e interpretati tipo lo Scarpantibus, uccellaccio preistorico del Nicaragua, il camerata Ermanno Catenacci, il giornalista col pallino per i dettagli insignificanti Max Vinella, lo svaffanculatore arabo Malìk Malùk, il cantante antipatico George Branc, il nostalgico della monarchia Aurelio Marcellini, il farmacista Onorato Spadone, il depressissimo dottor Marsala, l'ebreo israeliano (!!!), il sempre inopportuno Fausto Rossi, il portavoce di Berlusconi Lucio Smentisco (e chissà quanti cazzo ce ne siamo scordati)? Come non pensare al fatto che ha scritto canzoni magnifiche come Cacam' 'u cazz', amore mio, Beccate questa! e Che felicità (che, per inciso, è l'unico pezzo mai inciso dagli Elii che valga il pene di ascoltare)? Come non citare i filmoni che la sua presenza ha fatto risplendere tipo Patroclooo!... e il soldato Camillone, grande grosso e frescone, I carabbinieri, I carabbimatti e Banana Joe?  E infine come non rattristarsi davanti all'evidenza che non mangeremo mai più una pizzetta Catarì? Già! Come? Probabilmente l'unico modo per non cedere allo sconforto è mandare tutti quantah affangalah!

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Morirono così