ROMA, ITALIA - E no: purtroppo non è morta la Rosy Bindi che credete voi, ma un Rosybyndy molto ma moooolto più fico di lei. Nato Luigi Piergiovanni e portatore da sempre di quel fardello chiamato poliomelite, questo Rosybyndy qua, oltre ad avere un sacco di ipsilon nel nome, è stato non un politichello bodyscemato da Berlusconi, ma un produttore discografico e musicista attivo sin dal finire degli anni '70, tra i massimi esponenti dell'italo disco, genere di cui in realtà ce n'è sempre sbattuto ben poco (per dire... della sua produzione del periodo, la cosa più degna di nota sembra essere il sodalizio quarantennale con Tiziana Rivale). Il nome d'arte Rosybyndy, però, Piergiovanni lo scelse quando nei primi anni 2000 decise di iniziare a produrre roba sua, roba in bilico tra l'elettronica, il pop, l'industriale, il cantautorato, il rumorismo... insomma un po' di tutto. D'altronde, negli anni '80, mentre produceva roba danzereccia come piovesse, decise di produrre anche il fichissimo A Claudio Villa dei romani Gronge e qualche anno più tardi i dischi del ritorno post-2000 di Fausto Rossi (ex-Faust'o). Tra le sue produzioni degli ultimi anni, consigliamo il suo album Kapytalysty vyrtualy (in cui è presente il singolo Dogma fatto a sei mani con Flavio Giurato e il già menzionato Fausto Rossi) e infine il magnifico Un giorno tutto questo sarà tuo dei Marasma Gandhi, progetto messo su assieme a Marcho Gronge dei già menzionati Gronge. Una prece.
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