IL MORTO DEL MESE

venerdì 28 aprile 2023

Bokito (1996-2023)

ROTTERDAM, PAESI BASSI - Caro Bokito, quasi ci scordavamo di te. Però poi alla fine ce ne siamo ricordati e questo è l'importante! Accogliamo a gabbie aperte ne Lo Zoo di Gesù l'esemplare maschio di gorilla Bokito, salito alle cronache nel 2007 per un'aggressione ai danni di una tipa. Ma facciamo un passo indietro: un bel giorno, mentre alcuni ragazzini gli tiravano pietre (forse pensavano fosse brutto, o forse pensavano fosse bello), lo scimmione scavalcò la recinzione e andò a scatafottere di mazzate una signora che si trovava allo zoo di Rotterdam. La tizia era un'assidua visitatrice della zona primati ed era solita fissare Bokito negli occhi e sorridergli. Ora, sebbene lo staff dello zoo le avesse da sempre sconsigliato di guardare il bestione negli occhi (pare che i gorilla lo vedano come un atto di sfida), lei, ogni volta che si trovava lì (e ci andava praticamente ogni giorno) andava a trovare l'amico e gli sorrideva. E sì: sosteneva che il gorilla fosse suo amico perché, così diceva, rispondeva ai suoi sorrisi. Insomma, Bokito in effetti era davvero un suo amico, talmente amico che quel giorno, quando uscì dalla sua gabbia, prese la tipa e la cominciò a sbatacchiare a destra e manca col risultato di chissà quante fratture e oltre cento morsi (che forse erano baci di tenero amore). Dopo aver lasciato la sua amica esanime sul selciato (per fortuna o purtroppo non morì), Bokito si recò in un ristorante lì vicino e seminò il panico, per poi essere narcotizzato con quella roba cerbottanata che si vede nei film. In seguito all'evento, i tipi dello zoo di Rotterdam iniziarono a fornire ai visitatori degli speciali occhiali atti a evitare di far sentire la bestia sfidata (in pratica, occhiali con la stampa di occhi che guardano lateralmente invece che dritto!): le lenti furono chiamate "bokitoproof", neologismo che, nel 2007, divenne parola dell'anno in Olanda. E tutto questo, mentre noi neologizzavamo ciberbullismo ed ecopass. Bene: comunque sia, questa, cari amici, era la fiaba di Bokito.

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Morirono così