IL MORTO DEL MESE

domenica 18 aprile 2010

Carlos Franqui (1921-2010)

SOMEWHERE OVER PORTO RICO - Personalmente, mi ci sono voluti anni per capire che affiancare la parola "comunista" ad un concetto qualsiasi non ne migliora la sostanza. Un coglione comunista è pur sempre un coglione, una dittatura comunista è pur sempre una dittatura. Carlos Franqui era arrivato alla stessa conclusione, non prima, però, aver aiutato il caro Fidel a rovesciare una dittatura solo per instaurarne un'altra.
Da giornalista e intellettuale coi controcazzi quale era, non ci mise molto ad entrare nella lista nera del regime: sulle pagine di Revoluciòn, nato come giornale clandestino del movimento rivoluzionario, criticava aspramente le posizioni del governo cubano a proposito di censura e militarismo tanto che, nel 1963, al suo rifiuto di trasformare il giornale in carta da culo filo-governativa, fu mandato in Europa in "missione diplomatica" con tutta la sua famiglia. Nel 1968 firmò il manifesto contro l'invasione sovietica della Cecoslovacchia, che sancì la sua definitiva rottura col partito comunista.
Aneddoto interessante, dopo la sua defezione fu deciso da Fidel in persona che non vi dovesse più essere traccia riconducibile all'operato di Franqui negli annali della storia rivoluzionaria cubana, a questo scopo furono addirittura ritoccate le foto che lo ritraevano in compagnia del Líder máximo.
Quando venne a conoscenza di questo dispettuccio, Franqui dichiarò:
I discover my photographic death.
Do I exist?
I am a little black,
I am a little white,
I am a little shit,
On Fidel's vest.
Un'amicizia rovinata dalla politica. Ad ogni modo, Carlos, qualcosa mi dice che tu e Fidel avrete modo di parlarne a faccia a faccia, molto presto.

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Morirono così