IL MORTO DEL MESE

giovedì 3 dicembre 2009

Ramin Pourandarjani (1983-2009)


TABRIZ, IRAN - Il governo iraniano ha rilasciato, dal 10 novembre 2009 (data del suo trapasso) ad oggi, ben quattro dichiarazioni che evidenziano quattro cause di morte diferenti per il povero Ramin, nell'ordine: suicidio, incidente automobilistico, arresto cardiaco e avvelenamento.

Ramin era un fisico. Lavorava nella prigione di Kahrizak, a Teheran. A giugno, a seguito delle ormai ben note rivolte popolari, il suddetto carcere fu inondato da dissidenti, i quali ebbero la fortuna di godere dei privilegi che la polizia carceraria iraniana, da sempre, offre ai propri clienti migliori... Leggasi mazzate, stupri, torture.

Avendo avuto la possibilità di visitarne diversi (alcuni dei quali già cadavere), Ramin decise di denunciare queste pratiche non perfettamente corrette, portando così alla provvisoria chiusura del centro (riaperto poi dopo un mese).

Dopo la sua testimonianza, ovviamente, fu incarcerato a sua volta per essere poi rilasciato su cauzione con un avviso: niente di quello che aveva visto a Kahrizak doveva più trapelare.

Il finale della storia lo sapete già, ed è un esempio di comicità amara degno del miglior Keaton: colpi di scena a base di suicidi, incidenti automobilistici, arresti cardiaci e insalate avvelenate.

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Morirono così