mercoledì 30 maggio 2012

C.C. Banana (1969-2012)

DA QUALCHE PARTE NEL NEW JERSEY - Una banana metallara: questa sì che mi è nuova. Peccato che la banana in questione abbia appena deciso di suicidarsi sbucciandosi una volta per tutte per via dei problemi finanziari che lo hanno assillato sin da quando ha avuto la geniale idea di pubblicare un album di tributo alle ciccione di tutto il mondo pieno zeppo di guest star del gotha della musica dura, problemi finanziari che gli hanno fatto addirittura perdere la casa.

Ma procediamo con ordine: chi era C.C. Banana? E quali strane compulsioni lo spingevano a conciarsi così? Tutto ebbe inizio nel 2001, Anthony John Confessore (codesto il suo vero nome) si trovava ad un concerto dei Poison (tra l'altro, ho appena scoperto che esistono ancora, c'est incroyable!), quando vide il chitarrista della band (tale C.C. DeVille) travestito da sandwich umano che elargiva foto, autografi e strette di mano dietro compenso. Il Confessore, che in macchina c'aveva per chissà quale motivo un costume da banana gigante, pensò:
Hey, wouldn't it be funny if I wore the banana suit to the Poison concert?
E, come se non bastasse:
Hey, wouldn't it be funny if the banana had a sign, asking people to pay him for his autograph and pictures and stuff?
In quell'esatto momento nacque la leggenda: l'incontro tra i due portò C.C. Banana a divenire parte integrante dell'iconografia metal newyorchese. Si presentava ad ogni metal-evento in tenuta gialla (talvolta customizzata ad uopo) e diventò amico di tutta la gente che conta. Poi qualcuno gli suggerì di condurre delle interviste, cosa che fece di buon grado. A un certo punto pensò quello che tutti i metallari del mondo prima o poi arrivano a pensare: perché limitarsi al metallo e non estendere la propria consapevolezza ad un livello più alto di nerdaggine varia ed eventuale? E via di partecipazioni a raduni di nerd travestito da Iron Banana, Bananolverine, Indiana Banana e Bananakin Skywalker! Si trovò addirittura ad intervistare il Morto del Mese Gary Coleman, con il quale discusse degli argomenti più disparati quali Robotech, il film dei Fantastici Quattro e la pelata di Britney Spears.

Anche una banana, però, prima o poi deve fare i conti con lo spietato mondo degli affari (o almeno così sembrerebbe) e così la storia di C.C. finisce con un tristissimo post preso dalla sua pagina di facebook che fa così:
Xanadu has been breached, my friends.

Cry "Havoc!" and let slip the vultures and jackals.

No more past. No more future. Both have been taken away....

If only those who knew less didn't always think they knew better.

It took just one year of Hell to undo a lifetime of hope.

I am too lost to be found and too broken to be fixed.

Let the Monday morning quarterbacking begin.

Anthony John Confessore

PS: Kudos to my sister Valerie Swift, my niece Kristin Margetis and my nephew Gregory Confessore for orchestrating the above. Please pray for my mother Mavis, for she is now in their care.
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Morirono così


1 commento :

  1. per fortuna che muoino dei pirloni del genere, almeno li conosciamo

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