lunedì 18 settembre 2017

Harry Dean Stanton (1926-2017)

PARIS, TEXAS -
I play myself all the time... on camera and off. What else can I do?
Se ne è andato via uno dei più grandi caratteristi americani, Harry Dean Stanton, la dimostrazione (ormai non più) vivente che si può arrivare a novant'anni fumando novanta sigarette al giorno. Benché abbia sempre ricoperto ruoli più o meno minuscoli (se si esclude il quasi unico ruolo da protagonista in Paris, Texas), lo ha fatto in tanti film che ci piacciono tanto, tipo il primo Alien, 1997: Fuga da New York (era Mente), Repo Man, il recuperatore, Christine, L'ultima tentazione di Cristo, Paura e delirio a Las Vegas e 7 psicopatici, oltre ad aver partecipato a qualche film di Lynch (Cuore selvaggio, Fuoco cammina con me, Una storia vera, Inland Empire) e alla terza stagione di Twin Peaks (chissà se, a differenza di Catherine Coulson e Miguel Ferrer, almeno lui è riuscita a vederla).

Forse a nessuno frega un cazzo che...
Il suo ultimo film, del quale era protagonista, è stato Lucky, che non abbiamo visto ma sembra promettente. Il regista è John Carroll Lynch (altro caratterista prolifico) e c'è David Lynch nel cast (i due non sono parenti).

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lunedì 11 settembre 2017

Margot (1941-2017)

VENEZIA, ITALIA -
E nell'alba in vecchio treno
mi sparisce la tua mano
ed un figlio, un quinto piano
ogni alba in vecchio treno.
Nella sera un vecchio treno
mi riporta la tua mano
ed un figlio, un quinto piano
ogni sera un vecchio treno.
Cantiamo una canzone triste per Margot, al secolo Margherita Galante Garrone, grandissima artista italiana nota per essere stata pioniera, insieme agli altrettanto dimenticati Cantacronache, del cantautorato italiano. Beh, "nota" si fa per dire, quasi da sempre nessuno se li caca, adombrati dai quei Guccini e De André che proprio da loro (e, di rimando, da Brassens) presero ispirazione. Vista la triste occasione, ascoltiamo insieme un po' di loro canzoni, che male non può fare: Il Gallo, Il ratto della chitarra, Valzer della credulità, Canzone di viaggio, Il trionfo dello zero, Le cose vietate, Ero un consumatore, Il censore, Il tarlo, Cantata della donna nubile, La ruota, etc etc etc.
Possiamo dire che ha due anime: quella barricadera, che l'ha portata, dal suoi esordi col gruppo di “Cantacronache”, a riprendere la tradizione dei “canti di protesta” di tutti i tempi e di tutti i paesi; e quella intimista, attenta a tutte le sfaccettature e gli spigoli della quotidiana psicologia coniugale.
Questo diceva di lei Italo Calvino, autore di svariati pezzi del gruppo come Dove vola l'avvoltoio?, Il padrone del mondo, Oltre il ponte, la succitata Canzone triste e Il sentiero (purtroppo ho trovato solo questa versione). Oltre a Calvino, altri intellettualoidi sinistroidi finti buonisti amici della Boldrina scrissero pezzi per loro, gentaglia come Rodari (Girotondo Di Tutto Il Mondo) e Umberto Eco (purtroppo la sua produzione è andata perduta).

Buon viaggio, Margot.
E ad una lapide lei pensa spesso:
"Fu troppo brava per aver successo"...
La biografia è comunque un sigillo:
O meglio ancora: un bel coccodrillo.
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venerdì 8 settembre 2017

Gero Caldarelli (1942-2017)

ROMA, ITALIA -
Besugo, ti spacco la faccia!
Belandi, è morto il Gabibbo! Altro che Jerry Lewis, lui sì che è stato uno dei pilastri della comicità mondiale, ma che dico mondiale, nazionale! Ovviamente scherziamo, come potete immaginare non siamo propriamente dei fan di quella trasmissione fatta di risate finte e puttanoni che è Striscia la notizia, ma il Gabibbo è il Gabibbo, non si può odiarlo (beh, in realtà si può).
Gero è riuscito a dare a un pupazzo, che nasceva arrogante, grazia e poesia.
Come i più furbi fra voi avranno intuito, il Gabibbo non era un strana creatura rossa, ma un pupazzo con dentro un cristiano in carne e ossa, l'attore Gero Caldarelli, già compare di Nichetti e caratterista in diversi suoi film (Ratataplan, Ho fatto splash, etc). Se volete saperne di più sul personaggio, vi auguriamo di poter leggere il suo libro: Una vita da ripieno - Cronache dall'interno del Gabibbo.

Negli anni '90 Caldarelli partecipò a un corto, Il perfezionista, nel quale interpretava un tizio che commissionava a un killer l'omicidio proprio del Gabibbo, ovviamente interpretato da lui.

Forse a nessuno frega un cazzo che...
Qualche tempo fa una università americana denunciò Mediaset per 250 milioni di dollari (eh la madonna!) perché convinti che il Gabibbo fosse stato copiato dalla loro mascotte, Big Red, ma dopo anni la giustizia italiana diede infine torto ai querelanti. Ricci ebbe a commentare:
Il Gabibbo rappresenta il populismo, la pancia, non parla: rutta. Vuol significare che in TV qualunque banale pupazzo, se bercia o arringa moraleggiando, può ottenere il massimo della credibilità e popolarità. Condannarlo per la voluta banalità delle sue forme, che lo rendono simile a decine e decine di altri pupazzi infantili dalla bocca larga, sarebbe stata una vera e propria assurdità.
Sostituite nel testo precedente "Il Gabibbo" con "Beppe Grillo" e capirete perché volevamo proporlo come successore del ciccione genovese alla guida del M5S.

Forse a nessuno frega un cazzo che... bis
Il nome "Gabibbo" deriva, fidandomi di Wikipedia, dal dialetto genovese: il termine, nato originariamente per indicare i negri, era (o è?) utilizzato per indicare i terroni.

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giovedì 7 settembre 2017

Gastone Moschin (1929-2017)

TERNI, ITALIA -
Tu, uno come Ugo Piazza non lo uccidi a tradimento!
Tu, uno come Ugo Piazza non lo devi neanche toccare!
Tu, uno come Ugo Piazza non lo devi neanche sfiorare!
Tu, quando vedi uno come Ugo Piazza il cappello ti devi levare! Il cappello ti devi levare! Il cappello ti devi levare! Il cappello ti devi levare! Il cappello ti devi levare! Il cappello...
Sì, ho capito, il cappello... mo me lo levo. Finalmente vedrà letteralmente la Madonna Gastone Moschin, l'ultimo superstite della combriccola di zingaracci protagonista di Amici miei, uno di quei film scribai con cofandina che dovrebbero proiettare sennò posterdati per due anche un pochino antani nelle scuole, come antifurto, per esempio. Benché venga ricordato quasi esclusivamente per aver incarnato il Melandri (l'unico fra i suoi personaggi che aveva i capelli), Moschin ne ha fatti di film che vale la pena citare: oltre al fichissimo Milano calibro 9, da cui è tratta la citazione d'apertura, segnaliamo Gli anni ruggenti, L'harem, 7 uomini d'oro, Signore & signori, Il conformista, Il padrino - Parte II, Com'è dura l'avventura, Fiorina la vacca e soprattutto Sei forte, Maestro.
Ragazzi, come si sta bene tra noi, tra uomini! Ma perché non siamo nati tutti finocchi?
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venerdì 21 luglio 2017

Martin Landau (1928-2017)

LOS ANGELES, CA, USA - E purtroppo se n'è andato pure lui, il grandissimo Martin Landau. Forse vi ricorderete di lui nella mitica serie Mission: Impossible, oppure nel successivo Spazio 1999, sempre insieme a sua moglie, la divina Barbara Bain (i due recitarono ancora insieme in un film che puzza di capolavoro, The Harlem Globetrotters on Gilligan's Island). Tolte queste due serie (segnaliamo anche l'episodio di TZ Mr. Denton on Doomsday), delle quali era il protagonista, per il resto Landau partecipò ad altre produzioni in ruoli secondari o minori, riuscendo sempre a distinguersi positivamente; dopo il suo primo film, Intrigo Internazionale (dove interpretava uno degli sgherri del cattivone, il ricchioncello Leonard), lo ritroviamo in Tucker - Un uomo e il suo sogno, Crimini e misfatti e soprattutto Ed Wood, nel quale ci ha regalato una clamorosa interpretazione di Bela Lugosi che gli valse un meritatissimo Oscar per il miglior attore non protagonista.
- Mr. Lugosi, why are you buying a coffin?
- I'm planning on dying soon.
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giovedì 20 luglio 2017

Chester Bennington (1976-2017)

PALOS VERDES ESTATES, CALIFORNIA - Certo, non vi aspetterete che in redazione ci siamo mai trovati ad ascoltare un pezzo dei Linkin (il mio correttore, non a caso, lo trasforma in L'immondizia) Park... vabbè, comunque sia, il cantante si è impiccato. Ora, tralasciando il fatto che, in casi come questo, il termine "cantante" sia a dir poco eccessivo, vi chiederete sicuramente quale dei due abbia deciso di appendersi per il collo. Beh, non il rappatore: l'altro. Lunica cosa che possiamo aggiungere è che non abbiamo mai capito come sia stato possibile che i L'immondizia Park abbiano avuto il successo che hanno avuto e, ve lo possiamo assicurare, non abbiamo voglia di cliccare nemmeno un link per capirlo. Né oggi, né mai.

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lunedì 17 luglio 2017

George A. Romero (1940-2017)

TORONTO, CANADA -
To me, the zombies have always just been zombies. They’ve always been a cigar. When I first made Night of the Living Dead, it got analyzed and overanalyzed way out of proportion. The zombies were written about as if they represented Nixon’s Silent Majority or whatever. But I never thought about it that way. My stories are about humans and how they react, or fail to react, or react stupidly. I’m pointing the finger at us, not at the zombies. I try to respect and sympathize with the zombies as much as possible.
Che tristezza, se n'è andato George Romero (la A. nel nome, secondo Tarantino, stava per "A fucking genius")! Per chi fosse nato l'altro ieri, Romero è stato l'inventore del concetto moderno di zombie, ottenuto fondendo insieme leggende haitiane, i ghoul e i vampiri di Matheson ‹(il termine "zombie", mai nominato nei suoi film, è dovuto ad altre fonti). Il film che diede il via alla serie fu La notte dei morti viventi (che all'epoca fece scalpore anche per via del protagonista negro, cosa molto poco usuale nel '68), seguito dai due degnissimi Zombi e Il giorno degli zombi (sui successivi capitoli della serie, tipo quello con Asia Argento, sarà meglio glissare). Quale impatto abbiano avuto su cinema/letteratura/fumetti/giochi/wrestler e non solo non ve lo sto manco a dire.

Fra i vari seguiti/remake/parodie molti fanno cacare (soprattutto quelli dove gli zombie corrono come centometristi, non mi stancherò mai di lamentarmene), ma alcuni sono più che degni di visione (tipo questo, questo o questo); fra tutti mi preme segnalare il pregevole remake del primo capitolo a firma del grande Tom Savini.

Tolti gli zombie, Romero ha girato diversi titoli degni di visione come La città verrà distrutta all'alba, Wampyr, Creepshow, I delitti del gatto nero, Due occhi diabolici, Monkey Shines e Knightriders.

Addio George, ci rivedremo quando non ci sarà più posto all'inferno.
I'm like my zombies. I won't stay dead!
Forse a nessuno frega un cazzo che...
A detta dei familiari, che poi hanno fatto a tocco per decidere chi dovesse sparargli in testa, è morto ascoltando la colonna sonora di Un uomo tranquillo.

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giovedì 6 luglio 2017

Ryke Geerd Hamer (1935-2017)

SANDEFJORD, SCAGERRAK, VESTFOLD, ØSTLANDET, NORVEGIA - Alè, è morto Hamer! Avete presente? Dai, quel tizio crucco che ha inventato quella puttanata colossale chiamata Nuova Medicina Germanica (che cazzo di nome). In soldoni, Hamer teorizzava che i tumori fossero causati da traumi o conflitti irrisolti, che virus e batteri non fossero la causa di alcun male (anzi, hanno poteri curativi!), etc etc. Ad esempio, "il diabete nelle donne mancine sarebbe in verità un conflitto sessuale provocato dal disgusto dell'organo sessuale maschile, dai ragni o dalle rane". Tutto chiaro?

Ovviamente, che ve lo diciamo a fare, a dispetto di quanto testimoniato da Hamer o dai suoi seguaci, le sue fantomatiche cure non hanno mai guarito un cazzo di nessuno, mentre hanno ovviamente procurato la morte di diverse persone, alle quali diceva di evitare del tutto le terapie chemioterapiche (anche nei casi con alta possibilità di sopravvivenza). Nonostante questo e l'evidente assurdità delle sue teorie, ha avuto e continua ad avere un discreto seguito (probabilmente gli stessi imbecilli che non vaccinano i figli), tra cui anche illustri politici e vip illuminati. Insomma, come se non bastassero omeopatia, oroscopi, magia, religione, metodo Di Bella, Stamina, il Siero Bonifacio (leggetevela questa, è qualcosa di agghiacciante) e tutte le altre vaccate.

Prima di darsi alla circonvenzione di incapace, Hamer era un medico vero, ma a quanto pare sbroccò in seguito alla morte del figlio Dirk, allora diciannovenne; se vi ricordate, tempo fa quell'altro genio di Vittorio Emanuele di Savoia (davvero, quando penso che avremmo potuto avere lui come Re d'Italia mi viene la pelle d'oca) uccise per sbaglio un tizio mentre litigava, ubriaco, con altra gente imbracciando un fucile e sparando a casaccio. Ebbene, il disgraziato era proprio Dirk Hamer e tutta la famiglia attese speranzosa per anni la sentenza di condanna nei confronti del Savoia, che non arrivò mai. In un'intercettazione in galera, Vittorio Emanuele ammise:
Anche se avevo torto... devo dire che li ho fregati.
Bravò! Un bell'applauso! W V.E.R.D.I.! Avanti Savoia! Tra l'altro, possiamo considerarlo responsabile anche di tutta la successiva deriva pseudoscientifica di Hamer: questi infatti iniziò a considerare l'ipotesi di una correlazione fra traumi e malattie quando scoprì di avere un tumore ai testicoli, che lui collegò al trauma subito per la perdita del figlio. Un altro bel colpo per Vittorio Emanuele, grande!

Purtroppo per lui, Hamer non aveva la stessa capacità di eludere la giustizia: com'è giusto che sia, è stato più volte incarcerato (frode, omissione di soccorso, esercizio abusivo della professione medica, etc) in svariati paesi europei. Tra le altre cose, dichiarò di essere vittima di una persecuzione da parte della... rullo di tamburi... lobby sionista! Già, quando non si riesce a far valere la propria ciarlataneria, che si fa? Si dà la colpa a una lobby a caso, e gli ebrei vanno bene con tutto. Ma che gli ebrei volessero sterminare la restante razza umana con la chemioterapia, beh, questa dovevo ancora sentirla.

Forse a nessuno frega un cazzo che...
Era il padre di questa topolona, che è stata la candidata tedesca a Miss Universo 1976.

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Solvi Stubing (1941-2017)

STABILIMENTO PERONI, ROMA - Ah, è morta la tipa che diceva di chiamarla Peroni e che sarebbe stata la tua birra: non lo sapevate? Sapevatelo!

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