mercoledì 23 luglio 2014

Paul MacLeod (1943-2014)

GRACELAND TOO, MISSISSIPPI - Per Paul MacLeod, Elvis non era soltanto il re del rock, era una vera e propria divinità. Pensate, ne era talmente ossessionato che si era letteralmente riempito la casa (fin sul soffitto) di cimeli a lui dedicati. L'aveva costruita basandosi vagamente sulla famosa Graceland, battezzata Graceland Too e trasformata in casa-museo aperta 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Qualche giorno fa, un tale bussava alla sua porta in cerca di spiccioli, MacLeod ha provato a scacciarlo ma, vedendo che non demordeva (anzi, tentava di spaccare le finestre), ha tirato fuori il suo fucile e l'ha fatto secco, sul colpo. Ma non era sempre aperta, 'sta Graceland Too? Va beh... la cosa strana è che, a distanza di soli due giorni dal fattaccio, MacLeod viene trovato cadavere. Paura, eh? Il suo avvocato afferma che non si tratta di suicidio ma che è soltanto una sfortunata coincidenza dovuta allo stress di ciò che era accaduto due giorni prima (madò, ho ammazzato a uno... che stress!). Probabilmente è morto canticchiando I'm all shook up, woo-oo-ooh woo-ooh, yeah yeah yeah.

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martedì 22 luglio 2014

Duke Roberts (XXXX-2014)

HOUSTON, ABBIAMO UN TUMORE, TEXAS, USA - Mannaggia, come previsto è morto il povero Duke Roberts (sì, c'ha il cognome, ma era un cane). Pochi mesi dopo essere stato adottato venne fuori che aveva un osteosarcoma, un tumore alle ossa brutto brutto: i dottori hanno provato a salvargli la vita amputandogli una zampa, ma invano, per cui non è rimasta che una scelta, l'eutanasia. Fin qui tutto normale, almeno per quanto riguarda gli animali, ma la cosa parecchio singolare è l'album fotografico che la sua padrona Jordan Roberts gli ha dedicato nel suo ultimo giorno di vita, pubblicato sotto forma di diario scritto dal cane stesso e intitolato:

I Died Today. By Duke Roberts.

And I ate a lot of hamburgers. We had a party.
And we laughed.
And I thought about how much I'm going to miss it here.

etc etc

Giusto una passeggiata nel parco e qualche sguazzata nell'acqua ed è già tempo di morire: tutto documentato, con tanto di veterinaria che prepara la puntura (I relaxed today) e momento dell'iniezione (I felt no pain. Even though the tumor grew so big... non so voi, ma ogni volta che guardo questa foto scoppio a ridere, sarà la faccia della cicciona...); come ultima foto, questa, quasi a voler rendere ancora più palese il fatto che il cane ha steso le zampe.

Niente Angolo del Vergognia! stavolta, anche se leggendo certi commenti
Amore senza fine... già provato questo dolore ma continuo a dire che il loro amore vale più di tutto!.... ci sarete sempre nel mio cuore anche oltre la morte ed io vi sarò sempre vicina!... a Jasmine, Thor, Iago e Benito!♡♡♡♡... Duke un bacio e gioca sul ponte con loro e correte tutti insieme fra le nuvole di zucchero filato!♡
ho provato tutte le stesse sensazioni ma per il miogatto
Ovviamente ero scettico sul premunirsi di fazzoletti...ovviamente alla fine grosse lacrime scendevano irrefrenabili
Non lo voglio vedere. Ho già pianto fino alla settimana scorsa per il nostro Pluto.
E' successo anche al mio Tommaso e abbiamo sofferto molto...Non ho mai sentito tanti cani morire di cancro...loro non fumano..allora perché????
Abbiamo uno shar pei a settembre avra' 9 anni mi hanno detto che non hanno una vita lunga vedendok Duke scrivo e' piango spero che il piu' lontano possibile il nostro MASANIELLO ci lascera' forza Jordan e family vedrete arrivera' un altro Duke.......................................................CIAO da NAPOLI
verrebbe da inaugurare un Angolo della Tristeza, o qualcosa del genere.

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Skye McCole Bartusiak (1992-2014)

HOUSTON, TEXAS - Trovata morta l'ex attrice bambina Skye McCole Bartusiak. Ha interpretato la bambina nei film Le regole della casa del sidro, Il patriota e Don't say a word (in cui recitava insieme all'altrettanto prematuramente defunta, nonché Miss Morto, Brittany Murphy). Poi, da vera trasformista, ha iniziato ad interpretare l'adolescente in pellicole che non hanno avuto il successo sperato, per poi morire prima di ritrovarsi a studiare ruoli da adulta. Trovandosi di colpo impossibilitata al normale svolgimento delle espressioni facciali, potrà ora avere una carriera sfavillante nel cinema italiano.

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lunedì 21 luglio 2014

Álex Angulo (1953-2014)

NEI PRESSI DI FUENMAYOR, SPAGNA - No, no es muerto De Gregori... il suo sosia Álex Angulo, attore spagnolo che ha recitato in Carne trémula e ne El laberinto del fauno, decede a causa di un incidente stradale. Per quel che mi riguarda, lo ricorderò per le sue interpretazioni nei primi film di Álex de la Iglesia, le black comedies Acción mutante e El día de la Bestia, ma soprattutto ricorderò per sempre l'sms che il boss mi ha inviato stamattina: "E' quasi mezzogiorno, cazzo! Svegliati e va' a ffa' Angulo!"

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John Fasano (1961-2014)

STATI UNITI, AMERICA - Se diciamo il nome John Fasano, i più penseranno ad un esperto d'armi che scriveva ariticoli su tactical-life.com o ad un creatore di maschere di Halloween (vedi foto sopra). Ben pochi penseranno al fatto che Fasano ha diretto due film che sono l'abc del metalsploitation (che, in parole povere, sarebbero film dell'orrore con sottotrama metal), ovvero Rock 'n' roll nightmare (con il possente Jon Mikl Thor) e Black roses. E non è tutto: è stato anche assistente alla regia in Blood sisters e Zombie nightmare ed ha sceneggiato Ancora 48 ore, unica pellicola, tra quelle citate, che vi siate degnati di vedere. Per rimediare alla vostra ignoranza cinematografica, eccovi un link a Rock 'n' roll nightmare per intiero. Potreste guardarvelo stasera. Sarebbe di sicuro un'ottima alternativa al guardarvi per la millesima volta La grande bellezza. Ok, la smetto...

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domenica 20 luglio 2014

James Garner (1928-2014)

LOS ANGHELES, CALI - Cazzarola, è morto James Garner! Molti di voi credono che non ne sappiamo nulla di cinema. Questo non è vero. Se si tratta di pallosissimi cineasti italioti pseudo-intellettuali che hanno girato solo film strappacoglioni, lo ammettiamo, non ce ne sbatte un beneamato. Se invece a morire è un professionista di ben straordinario calibro come James Garner è tutt'un'altra cosa. Nella sua chilometrica filmografia spiccano perle come La grande fuga, L'investigatore Marlowe, Victor Victoria e Space cowboys, per non parlare delle serie televisive (ah, i bei telefilm di una volta: episodi autoconclusivi e continuity quasi pari allo zero, ahimé... non ne fanno più così!) Maverick ed Agenzia Rockford. Da sempre sostenitore dei Democratici, Garner partecipò alla Marcia su Washington di Martin Luther King (quella del noto discorso del sogno, per intenderci). Comunque sia, in onore di Garner/Maverick, è stata eretta questa statua di tre metri, restiamo in attesa dell'erezione di una statua in onore de La grande bellezza.

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venerdì 18 luglio 2014

Nadine Gordimer (1923-2014)

JOHANNESBURG, SUDAFRICA -
When the six-year-old daughter of a friend of mine overheard her father telling someone that I had been awarded the Nobel Prize, she asked whether I had ever received it before. He replied that the Prize was something you could get only once. Whereupon the small girl thought a moment: 'Oh' she said, 'so it's like chicken-pox.' I certainly find being the recipient at this celebratory dinner more pleasurable and rewarding than chicken-pox, having now in my life experienced both. But the small girl was not entirely wrong. Writing is indeed, some kind of affliction in its demands as the most solitary and introspective of occupations.
E' finalmente giunta l'ora di scrivere due parole due circa il trapasso di Nadine Gordimer. Chiediamo venia se il necrologio non sarà di vostro gradimento ma, davvero, non è che mò dobbiamo per forza metterci a fare copia/incolla come fanno i giornalisti "veri": non abbiamo mai letto nulla di suo, non siamo stati invitati a partecipare alla premiazione dei Nobel del '91 e, a dirla tutta, non l'abbiamo mai sentita nominare prima di ora, fatevene una cazzo di ragione. Che senso avrebbe, a questo punto, riportare i premi che ha vinto, i romanzi che ha scritto, le vuvuzele che ha suonato? Nessuno. Certo, se durante la premiazione dei Nobel avesse mandato affanculo la commissione (ammesso che ne esista una) o mangiato i propri escrementi, avremmo avuto qualcosa da scrivere, ma no! Nadine Gordimer era una sudafricana bianca che si batteva per i neri. Stop. Battersi per l'uguaglianza dovrebbe essere una cosa normale, purtroppo però, viviamo in un paese dove la Kyenge, Balotelli ed i migranti che ci "invadono" vengono quotidianamente paragonati a scimmie e a nessuno sembra fregargliene un cazzo. Vabbù, ci ripromettiamo di leggere qualcosa di suo, se mai ce ne verrà voglia. Adios.

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giovedì 17 luglio 2014

Lev Welzewul (19XX-2014)

KRASNOJARSK, SIBERIA - Lo ri-ribadiamo: bla bla bla bla bla bla bla. Certo, alcuni tra voi potranno asserire che sono morti bla bla bla bla bla, ma se abbiamo qualche minuto libero bla bla bla bla e dobbiamo scegliere tra un altro albino morto ed un premio Nobel che mai nessuno ha sentito nominare, la scelta è bla bla bla bla bla. Se c'è un motivo per cui ci sentiamo di dare un posticino al qui presente Lev Welzewul, grugnitore della band slam death Urethral Defecation, è solo quello di poter linkare il testo del loro più grande successo: My grandmother.
My grandmother is an old whore.
At night, she caress herself with her hands
Many times I've seen it.
And I love it.
I want to ask her to do this to me...
This evening I am going to lock her in her room
And undress her.

Undress and show me your body.
Spread your flabby legs
Show me your wrinkled ass
I want to see everything.
Take your hair from the crotch
Touch your pussy.
Don’t be scared, touch yourself wherever you want.
My mother will never know.

Poke your fingers in your ass.
Move them quickly!
You will get your shit instead of grease,
Move them quickly!
I see that you like it -
My dear grandmother.
I want you to do with me
The same thing.

I don’t want you to told my mom.
You must be silent.
I don’t want my mom to know how you’ll
suck my dick.
Why you shouting so? Shut up!
I'll beat you more if you won’t shut up right now.
Why your body is so relaxed? Why your shit is flowing from you?

I don’t care, are you dead or alive.
I want to cum in you now.
All my life I wanted to do it with you.
Your death is not a hindrance to me.
You're fucking dead old whore.
Now I can do with you whatever I want.
It’s a pity that you don’t feel anything.
And I have so much I can cum in you.
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Johnny Winter (1944-2014)

ZURIGO, SVIZZERA - Lo ribadiamo: non è colpa nostra se negli ultimi giorni muoiono soltanto leggende della musica. Certo, alcuni tra voi potranno asserire che sono morti altri grossi nomi appartenenti ad altre categorie, ma se abbiamo qualche minuto libero per poter scrivere qualcosa e dobbiamo scegliere tra il più grande chitarrista blues bianco di sempre (o per lo meno il più bianco) ed un premio Nobel che mai nessuno ha sentito nominare, la scelta è di un'ovvietà strabordante. Johnny era un chitarrista notevole: suonava la Firebird, ha jammato con Jimi, ha prodotto tre album capilavori di Muddy Waters (i quali vinsero ben tre Grammy e videro la partecipazione anche del chitarrismo di Johnny), si è esibito a Woodstock e ci ha sempre consapevolizzati all'idea che anche un albino possa possedere un cuore blues. Certo, i suoi trascorsi da eroinomane avevano già da tempo fatto inflaccidire i suoi tatuaggi ma, ciononostante, Johnny ha continuato imperterrito a suonare fino all'ultimo (è morto in un hotel di Zurigo mentre era in tour), a differenza di alcuni bluesmen ben più scuri di lui (non faccio nomi) che è trent'anni che annullano tournée su tournée e poi non muoiono mai.

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mercoledì 16 luglio 2014

Louis Zamperini (1917-2014)

LOS ANGELES, CA, USA -
Ah, you're the boy with the fast finish.
Questo disse Adolf Hitler al giovane Louis Zamperini, atleta americano che nel 1936 partecipò appena diciannovenne alle Olimpiadi di Berlino: sì piazzò solo ottavo nella 5000 metri (il vincitore, il finlandese Gunnar Höckert, morì poi nel '40 durante la Guerra d'Inverno), ma la velocità da lui dimostrata nell'ultimo giro impressionò a tal punto il Führer che questi insistette per avere un incontro con lui. Zamperini, di tutta risposta, successivamente rubò una delle bandiere naziste (almeno così dice lui).

Dopo lo scoppio della guerra, Zamperini venne arruolato in aeronautica con il grado di sottotenente e mandato nel Pacifico; nell'aprile del '43 il B-24 sul quale viaggiava ebbe un'avaria e sì schiantò in mare. Zamperini e altri due riuscirono a sopravvivere e si ritrovarono sul gommone di salvataggio senza cibo né acqua, sperduti in mezzo all'oceano. Dopo 47 giorni passati a mangiare pesci crudi e bere acqua piovana (e il proprio piscio, suppongo), evitando squali e caccia giapponesi, i due (nel frattempo uno era morto) riuscirono finalmente ad arrivare su un'isola, dove vennero immediatamente arrestati dai giapponesi, portati in un campo di concentramento e torturati senza pietà fino alla fine della guerra. Il nostro eroe, in particolare, fu preso di mira dal terribile Mutsuhiro Watanabe, soprannominato dagli americani "The Bird"; pensate che quando Zamperini fu trasferito in un altro campo di prigionia, Watanabe si fece trasferire nello stesso campo, per lo sgomento dell'ex atleta americano.

Finita la guerra, Zamperini tornò trionfalmente in patria dove tutti lo credevano morto. Diventò un born again christian e iniziò a fare il motivational speaker, i cui discorsi vertevano principalmente sul perdono cristiano; successivamente volò in Giappone e cercò tutti i suoi carcerieri per poterli perdonare di persona. Contattò persino Watanabe, ma questi si rifiutò d'incontrarlo. In occasione dei Giochi Invernali di Nagano del '98, ormai straripante di vecchiezza, portò persino la torcia olimpica.

Sull'incredibile storia di Zamperini (almeno sulla prima parte, poi è diventato un coglione) una tizia ha scritto un libro chiamato Unbroken, il quale, adattato dai fratelli Coen, è stato di recente tramutato nell'omonimo film, in uscita quest'anno, diretto nientemeno che da Angelina Jolie, con Jack O'Connell nella parte del protagonista. Povero Zamperini, dopo aver vissuto per millemila anni è morto pochi mesi prima dell'uscita del film tratto dalla sua vita; che dire, a questo punto speriamo che sia una cacata.

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