giovedì 24 aprile 2014

Crad Kilodney (1948-2014)

TORONTO, ONTARIO - La morte di uno scrittore che dava alle sue raccolte di racconti titoli quali Un fulmine mi ha colpito il cazzo, Feccia putrida, o Schifoso pus di cani morti è uno di quegli eventi che meritano tutta la nostra attenzione, altro che Garcia Marquez! Diamo l'estremo saluto a Crad Kilodney, un uomo che, per nostra sfortuna, non abbiamo mai avuto l'occasione di incontrare per la strada agghindato da hamburger umano.
I started out with this idealistic view that the public was reasonably intelligent. I must say, after 14 years on the street I've had all of my illusions about the public shattered. A lot of the people on the street cannot read simple words on signs. I mean words like "from" or "for" or "of".
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mercoledì 23 aprile 2014

Fred Ho (1957-2014)

BROOKLYN, LA GOMMA DEL PONTE - Stavo quasi per non cacarmelo manco di striscio 'stu Fred Ho, ma poi sono incappato in questa diapositiva che lo ritrae nudo con lo strumento in mano (e, per giunta, tutto bello verniciato in tonalità verde Hulk) e sono andato tosto ad informarmi, scoprendo questa ben godibile versione del tema di Spider Man.

Ho poi scoperto che Ho poi scoperto che Ho poi scoperto che Ho era un convinto Marxista e che era contrario all'utilizzo del termine "jazz", in quanto offensivo (?) nei confronti degli Afroamericani.

Ma, soprattutto, ho scoperto che era uno di quei saxbaritonisti sperimentatori di ogni sorta di commistione sonora come piacciono a me e mi piange il cuore a non averlo scoperto prima.

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martedì 22 aprile 2014

Phyllis Frelich (1944-2014)

TEMPLE CITY, CALIFORNIA, USA - Con il solito notevole ritardo annunciamo la morte dell'attrice Phyllis Frelich; la cosa non ci stupisce, era da molto tempo che non si sentiva bene (la faccio subito 'sta battuta così mi tolgo il pensiero). La Frelich era infatti sordomuta, cosa poco comune nel suo ambiente; faccio fatica a pensare a quale ruolo possa interpretare un attore muto (a parte, che ne so, Chewbacca o One Eye). Falliti i tentativi di rilanciare il film muto, tentò la carriera a Broadway; fatidico fu l'incontro con lo sceneggiatore Mark Medoff (lo stesso che anni dopo scoprirà il piccolo NPH, facendolo recitare nel suo Il grande cuore di Clara), che scrisse appositamente per lei (e con la sua consulenza) l'opera teatrale Figli di un dio minore (titolo che più volte ho sentito nominare senza sapere che parlasse di sordomuti), che le valse un Tony Award. Il successo dell'opera portò poi alla realizzazione dell'omonimo film, che valse l'Oscar alla protagonista Marlee Matlin, l'unica attrice sordomuta a ricevere il premio in una qualsiasi categoria (scopro ora di averla vista, sempre nella parte della non udente, in millemilla serie tv; ad esempio, era l'avvocatessa sordomuta di Joy in My name is Earl).

Tornando alla Frelich, Figli di un dio minore a parte fece poca roba, principalmente in teatro: in rete ho trovato la sua traduzione in ASL dell'inno nazionale ammericano durante il SuperBowl del 1997 (continuo a preferire l'interpretazione di Enrico Pallazzo); inoltre è apparsa, insieme a Marlene Matlin, nell'episodio di CSI The Two Mrs Grissom, dove interpretava la mamma, ovviamente sorda, di Grissom.

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Mike Atta (19XX-2014)

SANTA ANA, ORANGE COUNTY - E' passato neanche un mese dalla morte dell'egregio Dave Gregg ed un altro chitarrista fondamentale per l'esplosione del primo hardcore americano lo segue a ruota: parliamo di Mike Atta, storico axeman della classe media. Si erano mobilitati in molti per cercare di aiutarlo a sconfiggere il tumore ai reni, ma non ce l'hanno fatta a dargli l'aiuto di cui necessitava. Il tumore, alla fine, ha vinto: una causa di morte che non è mai fuori moda.

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lunedì 21 aprile 2014

Rubin "Hurricane" Carter (1937-2014)

TORONTO, CANADA -
Here comes the story of the Hurricane,
The man the authorities came to blame
For somethin' that he never done.
Put in a prison cell, but one time he could-a been
The champion of the world
Citazione obbligatoria per iniziare il negrologio di Rubin "Hurricane" Carter, pugile peso medio americano noto principalmente per essere stato ingiustamente (dice lui) condannato insieme a un suo amico per triplice omicidio per una sparatoria in un bar avvenuta nel 1966.

Prima di finire in gattabuia, Carter era un pugile piuttosto forte nella sua categoria: il risultato più eclatante lo ottenne nel 1963, quando scartavetrò di cazzotti il supercampione amante dei cappellini Emile Griffith, in un incontro durato poco più di due minuti. La vittoria contro Griffith lo portò a giocarsi il titolo mondiale contro Joey Giardello, senza fortuna. Disputò qualche altro incontro (tipo quello contro Dick Tiger, che stando alle sue parole fu il pestaggio più duro della sua vita) prima di venire arrestato per l'omicidio di cui sopra: fu fermato con un suo amico nei pressi del luogo del delitto su una macchina simile a quella descritta dai testimoni (secondo i quali gli assassini erano due tizi di colore), con a bordo armi da fuoco, un fucile e una pistola, compatibili con quelle utilizzati nella sparatoria.

Lui si dichiarò subito innocente:
Qui tutti ce l'hanno con me perché io sono piccolo e nero... è un'ingiustizia però!
e divenne subito una specie di martire per i diritti dei negri. Erano in molti a credere alla sua estraneità ai fatti, tra questi Bob Dylan, che scrisse la famosissima canzone sopracitata dopo aver letto la sua autobiografia, mentre a non crederci affatto erano i giudici americani, che lo condannarono all'ergastolo per ben due volte. Fu liberato solo nel 1985, senza che la sua innocenza (ma neanche la sua colpevolezza) venisse effettivamente provata. Ormai l'innocenza di Carter è data per scontato, eppure non era certo uno stinco di santo: a 14 anni finì in riformatorio, dal quale scappò per arruolarsi nell'esercito; dopo due anni fu congedato con disonore e finì in carcere, poi di nuovo in carcere e poi di nuovo in carcere, finché tanto per cambiare non finì in carcere, stavolta per quattro anni di fila. Sicuramente se fosse stato bianco tutto questo non sarebbe successo. Vabbè, comunque la sua storia mi ha incuriosito, vado a vedermi Hurricane.

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venerdì 18 aprile 2014

Gabriel García Márquez (1927-2014)

DISTRITO FEDERAL, ESTADOS UNIDOS MEXICANOS -
Non si muore quando si deve, ma quando si può.
Mamma mia, non potete capire lo sgomento che ho provato alla notizia della morte di Gabriel García Márquez! Principalmente per due motivi: innanzitutto già immaginavo la mia bacheca di Facebook, che tutti avrebbero riempito (più del solito) con le sue citazioni, magari senza aver manco letto la quarta di copertina di un suo libro; in seconda istanza, perché sapevo che sarebbe toccato a me scrivergli il necrologio, tanto per cambiare senza avere la minima idea di chi sia 'sto tizio, a parte il fatto che ha scritto qualche libro per ragazzine alternative, ha vinto un Nobel e poteva vantare l'amicizia di personaggi come Fidel Castro, Clinton e Shakira, la quale ha salutato con un post la dipartita dell'amico scrittore. A proposito della cantante colombiana, Márquez ebbe a dire
Inimitabile perché è dotata di un ritmo che nessun altro può reggere come lei. Data la giovane età e la sua innocente sensualità, debbo convenire che la sua musica è una sua invenzione.
Eh già. Ultima nota di colore: nel 1976 durante un evento pubblico fu preso a pugni dallo scrittore peruviano e suo ex amico Mario Vargas Llosa, per motivi tuttora ignoti (qualcuno ipotizza che Marquez si fosse scopato la moglie di Llosa, Patricia); ecco una foto che lo ritrae con l'occhio nero frutto di quell'incontro.

Il necrologio è finito, linciatemi pure.

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mercoledì 16 aprile 2014

Anais Osio (1988-2014)

VENEZUELA, SUDAMERICA - Soffriva di una cardiopatia congenita Anais Osio (o come dicevan tutti Ana). Le era stato addirittura impiantato un bypass ma, per via delle sue forme troppo generose, l'aspirante Miss con il pallino per il pro-ana (manco a farlo apposta), s'era sottoposta ad una dieta ferrea che le aveva fatto perdere ben 30 kg. E come se non bastasse, s'era pure fatta liposucchiare. Beh, in somma, il cuore non ha retto e, finalmente, trova oggi il modo per levarsi di dosso tutti i chili di troppo.

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Misney Montes (1993-2014)

PESCARA, ABRUZZO - Il più cretino degli incidenti stradali (la moto su cui viaggiava s'è schiantata su un'automobile parcheggiata) stronca le speranze per Misney Montes di vincere per la prima volta il titolo di Miss qualcosa. L'anno scorso è stata tra le finaliste di Miss Italia... che poi era cubana e come cazzo fa una cubana a vincere Miss Italia? Boh? Va beh, comunque sia, Misney (ma che razza di nome è?), sappiamo che in passato hai partecipato a Miss Motors ed è proprio anagrammando il nome di quest'ultimo concorso che scopriamo quale sarà l'ultimissima gara di beltade alla quale parteciperai (per chi se lo stesse chiedendo, la soluzione dell'anagramma è Miss Mortos).

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Aldo Braibanti (1922-2014)

CASTELL'ARQUATO, EMILIA-ROMAGNA - Domanda: quali doti bisogna possedere per essere condannati per plagio? Risposta: basta essere antifascisti, omosessuali e liberi pensatori. E la campana suona oggi a morto per Aldo Braibanti, l'unico uomo mai condannato in Italia per il reato di plagio, ma procediamo con ordine: nel 1968, Aldo Braibanti, artista a tutto tondo tra i più completi che il nostro paesucolo abbia mai avuto ("l'unico vero genio italiano", dirà di lui Carmelo Bene), fu processato perché aveva circuìto tale Giovanni Sanfratello, "costringendolo" ad essere critico come lui nei confronti di qualsiasi forma di autorità. Il giovane proveniva da una famiglia ultrafascista, ultracattolica, ultraconservatrice ed ultraidiota che mai avrebbe accettato un figliuolo così "strambo" e così al giovanotto spettarono un bel po' di sedute di elettroshock e, una volta dimesso, alcuni assurdi obblighi tipo il divieto di leggere libri che avessero meno di cento anni. Al suo plagiatore, invece, spettò la galera. Pensate, durante il processo, il pubblico ministero arrivò a dichiarare:
Il giovane Sanfratello era un malato, e la sua malattia aveva un nome: Aldo Braibanti, signori della Corte! Quando appare lui tutto è buio.
In seguito, i molto più onesti Pasolini e Bene dichiararono rispettivamente:
Se c'e un uomo "mite" nel senso più puro del termine, questo è Braibanti: egli non si è appoggiato infatti mai a niente e a nessuno; non ha chiesto o preteso mai nulla. Qual è dunque il delitto che egli ha commesso per essere condannato attraverso l’accusa, pretestuale, di plagio? Il suo delitto è stata la sua debolezza. Ma questa debolezza egli se l’è scelta e voluta, rifiutando qualsiasi forma di autorità: autorità, che, come autore, in qualche modo, gli sarebbe provenuta naturalmente, solo che egli avesse accettato anche in misura minima una qualsiasi idea comune di intellettuale: o quella comunista o quella borghese o quella cattolica, o quella, semplicemente, letteraria... Invece egli si è rifiutato d’identificarsi con qualsiasi di queste figure - infine buffonesche - di intellettuale.
Un fatto ignobile. Uno dei tanti petali di questo fiore marcito che è l'Italia. Fu condannato a undici anni, per un reato mai tirato in ballo fino ad allora. Il plagio. Per giunta ai danni di un maggiorenne... Tutto è plagio, che scoperta! Qualunque soggetto pensante e parlante è quotidianamente sottoposto a plagio. In seguito, sempre troppo tardi, questo reato fu cancellato dal codice penale. Contro Braibanti si scatenò la rappresaglia del sociale, la vendetta delle masse. Era l'intellettuale migliore che avesse l'Italia all'epoca. Aveva interessi pittorici, letterari, musicali. Profeta in anticipo di trent'anni. Fu uno dei primi a condannare il consumismo. I "diversi" allora in Italia si contavano. Lui, Pasolini, pochi altri.
Ma era un'altra Italia. La nostra repubblica era, all'epoca, un work in progress. Era, diciamo... in uno stadio sperimentale. Oggi è tutt'un'altra storia: eh già... fosse successa oggi, 'na cosa del genere, probabilmente il Braibanti se la sarebbe cavata con un giorno a setimana a pulire culi in un centro anziani. Viva l'Italia!

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lunedì 14 aprile 2014

Mary Anderson (1920-2014)

BURBANK, CALIFORNIA, USA - Vi ricordate di Alicia Rhett? Bene, a quanto pare è ulteriormente diminuito il numero dei tizi ancora in vita che recitarono in Via col vento: è infatti dipartita Mary Anderson, che nel succitato film era tal Maybelle Merriweather, che continuo a non ricordare chi cavolo fosse nella storia (forse un hobbit, a giudicare dal nome). Ora a rimanere ancora inutilmente attaccati all'esistenza sono Olivia de Havilland e Mickey Kuhn, finché non ne rimarrà soltanto uno. E poi zero. Oltre a Via col vento (che segnava il suo esordio) ha recitato in pochi altri film (toh, è una dei protagonisti di Prigionieri dell'oceano), così pochi che potrei citarli tutti, ma francamente me ne infischio.

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