lunedì 24 aprile 2017

David Peel (1942-2017)

MANHATTAN, N.Y. - Correva l'anno 1968 e David Peel, dopo aver raggruppato un mucchietto di fricchettoni, incise il suo primo album (creditato a David Peel & The Lower East Side), Have a Marijuana. Nel disco troveremo tracce iconiche come I Like Marijuana e Up Against the Wall, che diventeranno veri e propri inni (rispettivamente) pro-erba e anti-sbirri. Nel 1971 fu poi "riscoperto" da John Lennon, il quale, non solo lo citò espressamente nei primi versi della sua New York City, ma produsse anche il bellissimo The Pope Smokes Dope, del quale vi faremo ascoltare la splendida titletrack. Vista la sua attitudine "moooolto punk", negli anni a venire si autoproclamò re del punk, arrivando perfino a collaborare con quel magnifico esteta di G.G. Allin, registrandogli dei cori per il brano Shoot, Knife, Strangle, Beat, and Crucify, tratto dall'ultimo disco del nostro punkabbestia preferito. Condividi e scrivi amen.

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lunedì 17 aprile 2017

IL MORTO DEL 2016

Non era mai successo finora che un Morto del Mese di Gennaio riuscisse nell'impresa di sconfiggere gli altri undici Morti del Mese giunti dopo di lui. E' cosa ovvia, infatti, che il fattore temporale ha un notevole peso: è più facile ri-intristirsi per un defunto un mese dopo la sua dipartita piuttosto che un anno dopo. David Bowie è riuscito a fare il colpaccio: per la prima volta abbiamo un Morto del Mese che, tomo tomo, cacchio cacchio, riesce a non farsi preferire da nessun altro per ben undici mesi (e c'erano anche diversi nomi grossi in ballo, badate bene!). Ma Bowie era Bowie e quindi...

Comunque, per una volta, siamo contenti che David Bowie sia stato scelto da voi lettori come Morto dell'Anno. Chi sarà il Morto del 2017? Chi creperà, si vedrà.

Febbraio 2017 - And the winner is...

LEONE DI LERNIA
Terrone coprolalico
Auz! Adavdai!
-suo tipico tormentone

Mai ci saremmo aspettati di ospitare in quell'angolo di paradiso noto come enclave dei Morti del Mese quell'essere chiamato Leone di Lernia, e invece eccolo qua: Leone entra di diritto nel club più esclusivo dell'oltremondo del quale tutti i defunti vorrebbero essere soci. E' d'uopo accoglierlo con parole importanti, eleganti, seguendo ciò che consiglia l'etichetta in queste solenni occasioni, perciò non possiamo che andargli incontro e indirizzargli un "benarrivato, ricchione!"

domenica 16 aprile 2017

Gianni Boncompagni (1932-2017)

ROMA, ITALIA -
Il mio sogno è una polizia televisiva. Guidata da me, naturalmente. Un gran monitoraggio delle stronzate con seguito di manette, arresti e ai recidivi pene in un carcere speciale, vediamo, ecco sì: Guantanamo.
Signore e signori buonasera, ci troviamo dietro le quinte della Convention Hall di Brandedelfia per celebrare la dipartita del grandissimo Gianni Boncompagni, autore radiofonico, televisivo, conduttore e autore di canzoni (nonché amante delle minorenni, come mi suggeriscono dalla regia).

Ex pianista dei Brubell, poi passato nel 1949 agli allora celeberrimi Ruttos, dopo un breve tirocinio come anestesista al Sempol Hospital, Boncompagni fu autore e conduttore di trasmissioni radiofoniche (Bandiera Gialla e Alto Gradimento) e televisive (Discoring, Pronto, Raffaella?, Domenica In, etc.) di notevole successo. Fra queste spicca ovviamente Non è la Rai, non tanto per la qualità del prodotto quanto per l'eccessiva e manifesta istigazione all'autoerotismo e/o alla pedofilia.

Ex batterista dei Nervous, ex trombonista dei Pappafrolls, autore del celebre minuetto di Boccherini, Boncompagni scrisse svariate canzoni, tra cui Tuca Tuca, Tanti auguri, A far l'amore comincia tu, Il mondo di Jimmy Fontana, Ragazzo triste, Rosso (originariamente scritta per la Carrà) e altre che non conosco.

Ex arpista dei Tartufs, ex braccio destro di Frank Boblins, suicidatosi nella primavera del 1973, nell'autunno del '74 e nei primi giorni del '75 e ora sepolto nella Cappella Sistina, Boncompagni era uno dei "membri occulti" del nostro gruppo preferito: era la voce nella immortale title-track dell'album Vacca (che ha ovviamente ispirato il presente necrologio), nonché l'autore del testo (se di testo si può parlare) di Gentleman, contenuta nello stesso album.

Ecco, Gianni Boncompagni ora non esiste più.

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Emma Morano (1899-2017)

VERBANIA, REGNO D'ITALIA -
Sto bene, sto bene. E finché va così, me ne resto qui con voi.
Bruttissimo colpo: la nostra Emma Morano non è più qui con noi. Come sapete, Emma era la decana d'Italia e d'Europa, e dal maggio 2016 anche la decana dell'umanità, nonché l'italiana più longeva di sempre (117 anni e 137 giorni) e l'ultima, ahimè, ad essere nata prima del 1900. Ma qual era il suo segreto, la sua ricetta di lunga vita? Fortunatamente, a questo giro Dio non c'entra niente: come dice lei stessa con la sua inintelligibile favella, non beveva né fumava, non prendeva farmaci, mangiava tre uova al giorno (due crude e una frittata) e un po' di carne macinata, ogni tanto un gianduiotto e un grappino fatto in casa. Inoltre, secondo lei era stato determinante l'essere rimasta single (lasciò il marito nel '38).

Scossone nel seguitissimo (a giudicare dal numero di segnalazioni che ci sono arrivate) Motomondiale Supervecchiacci: dopo l'uscita di strada di Emma, balza al primo posto la giamaicana Violet Brown (spero che il segreto della sua longevità siano i cannoni), segue la giapponese Nabi Tajima, che giustamente festeggia, mentre sale sul gradino più basso del podio la sua compaesana Chiyo Miyako. In zona punti inseguono la spagnola Ana María Vela Rubio (attuale decana d'Europa), la mattacchiona Marie Josephine Gaudette (nota come Suor Cecilia, ex suora americana che vive in Italia dal '58) e la siciliana Giuseppina Projetto. Benché nata all'estero, Suor Cecilia è considerata l'attuale decana d'Italia; a lei e a Giuseppina vanno i nostri auguri e il nostro consueto tifo smodato. Da Verbania è tutto, linea alla regia.

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mercoledì 5 aprile 2017

David Rockefeller (1915-2017)

POCANTICO HILLS, NY, USA -
There have been people - ever since I've had any kind of position in the world - who have accused me of being ruler of the world. I have to say that I think for the large part, I would have to decide to describe them as crack pots. It makes no sense whatsoever, and isn't true, and won't be true, and to raise it as a serious issue seems to me to be irresponsible.
Tranquilli, il quasi omonimo pupazzo è vivo e lotta insieme a noi. Ad andarsene è stato il patriarca della omonima famiglia di super-ricconi, David Rockefeller, il banchiere noto soprattutto per essere stato il fondatore del c.d. Gruppo Bilderberg e della Commissione Trilaterale. Che poi, super-riccone mica tanto: era appena il 581° essere più ricco del mondo (Berlusconi è al 199° posto, per dire; persino George Lucas era più ricco di lui, 294°). Dato che ormai non riusciamo a stare dietro a tutta la gente che muore, questo necrologio lo facciamo scrivere al POPOLO DELLA RETE, che costantemente ci illumina sul vero significato delle cose (e poi è passato troppo tempo dall'ultimo Angolo dell'Indigniazione!).
E nella bara non si porta niente,gliela faranno dóro
Il capò di una famiglia di sciacalli.
Hanno finanziato le Guerre più IMMONDE del Pianeta !! Artefice Massone del NWO compare di quell'altro criminale di Soros.
Bellissima notizia!!! Sono entusiasta!! Altro che filantropo! Probabilmente sottoporrà gli inferi ad usura e se ne approprierà col principio del debito infinito. Magari gli farà adottare l'Euro.
Sempre se sia vero....sto massone di.....
Non si dovrebbe gioire per la morte di nessuno ma in questo caso gioisco eccome: spero che la tua anima bruci all'inferno Rockfeller.
Uno dei grandi massoni mondiali.. dopo di lui Napolitano
Finalmente sei schiattato come una merda!! Fai un buon viaggio all'inferno... Brutto VERME!!
tutta la sua famiglia sono dei venditori di carne umana e come loro el altre 5 famiglie che anno il potere mondiale in mano e non i governi
non me dorro...no, per niente. Solo uno in meno dei grandi sfruttatori dell'umanità
Morto il TERRORISTA PEZZO DI MERDA piu potente al mondo VA' all'INFERNO MA NELLE FOGNE SATANA speriamo ti porti dietro i tuoi compari SOROS ROTSCHILD E KISSINGER.
E proprio vero che alla fine cmq,se non ha trovato il modo per portarsi dietro tutta la sua ricchezza,e arrivato in stazione esattamente come tutti gli altri,certo ha viaggiato su un treno di lusso ma cmq si trova sempre in stazione insieme a tutti gli altri..
Il mondo è piu leggero, speriamo che paghi i morti e le guerre che ha sulla coscenza lui e tutta la sua merda di famiglia. Sionista massone bastardo.
Sempre troppo è vissuto. Quelli come lui giustificano un esame eugenetico pre-nascita e l'interruzione di gravidanza preventiva. E questo non vuol dire che discolpo il nazismo, ma applico solo il buon senso.
Ma quale filantropo; questo è un licantropo
BENEH SOFFRI
Praticamente un uomo con in mano tre quarti di tutta la ricchezza mondiale..un banchiere massone del cazzo, con una frazione dei suoi soldi si sanerebbe la fame nel mondo in mezza giornata. Ha campato anche troppo, per quello che mi riguarda.
Bene un bandito sionista in meno
Anche i patti con il demonio hanno una data di scadenza..
Poverino ora farà i conti con caronte
Ma com cazz è cchiù si cattiv e cchiù camp,...all'anmeechitemmuort!!
E i rothshild? Forse la massoneria e gli illuminati inizieranno a rendersi conto che non sono dei? E diverranno polvere anche loro?
A me non piace augurare la morte a nessuno, anzi. Però ammetto che se un Individuo compie il male per assoluta mancata cultura, merita anche del sano perdono. Ma chi ha tutto per fare del bene e compiere ciò che è Moralmente Giusto su questo mondo, eppure non lo fa e addirittura s'impegna con corpo ed anima per danneggiare il prossimo. Allora lasciate che metta da parte la mia compassione, perché persone di questo tipo proprio non meritano di esistere.
La storia lo ricorderà come un pezzente, e non credo che sia poi così bello andarsene via da qui con certi titoli alle proprie spalle.
Forse a nessuno frega un cazzo che...
A proposito di titoli, fra le altre cose era Grande Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana, onorificenza conferitagli dal Governo Colombo nel '72.

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giovedì 23 marzo 2017

Tomas Milian (1933-2017)

MIAMI, FLA - Nello stesso giorno se ne vanno un mito della nostra infanzia e uno della nostra adolescenza: diamo pertanto l'estremo saluto a Tomas Milian (gli accenti vanno sulle "a"), uno dei più grandi attori che la storia del cinema possa vantarsi di annoverare nei propri archivi. Tralasceremo la panoramica dei suoi film più "popular", visto che, ne siamo certi, perfino Repubblica, Secolo decimonono e e compagnia stampante oggi pubblicheranno retrospettive dedicate a Nico Giraldi e a er Monnezza, e vi citeremo un po' di pellicole che se le avete viste siete bravi, se non le avete ancora viste correte a farlo, non foss'altro per comprendere il livello di grandiosità recitativa del Milian.

Preannunciandovi che, di alcune delle pellicole, vi linkeremo le versioni (illegali) complete, mentre di altre no, cominciamo col film da cui è tratta l'immagine che campeggia sotto il titolo, ossia Milano odia: la polizia non può sparare, vero capolavoro del genere cosiddetto poliziottesco per la cui interpretazione (lo psicotico assassino drogato, Giulio Sacchi) Milian non ha vinto l'Oscar che in un mondo migliore di questo avrebbe meritato. Continuando coi suoi film di genere poliziesco, giallo e thriller, non possiamo non citare Roma a mano armata, Il cinico, l'infame, il violento, Squadra volante, Non si sevizia un paperino, Il consigliori e La vittima designata.

L'altro genere in cui Tomas Milian ha davvero sfolgorato i termini è il western: ci basterà nominare Tepepa, Vamos a matar compañeros, Faccia a faccia, Se sei vivo spara, O' Cangaceiro o il brutale I quattro dell'apocalisse per farvi capire di che stiamo parlando. Sempre restando in tema western potremmo anche consigliarvi (e lo faremo) alcune commedie che mostrano quanto il buon Tomas fosse versatile nel passare da ruoli tosti a ruoli paraculi, e quindi vai con La vita, a volte, è molto dura, vero Provvidenza?, il sequel Ci risiamo, vero Provvidenza?, Il bianco, il giallo, il nero e La banda J. & S. - Cronaca criminale del Far West. Se, infine, vi piacciono le commedie, ma non vi garba l'ambientazione western perché inorridite alla vista di bruti con la barba di quattro giorni e i vestiti lerci, non possiamo non indirizzarvi verso il film a episodi 40 gradi all'ombra del lenzuolo. Beh, che cazzo state aspettando? Spengete quel cazzo di Netflix e piangete guardando qualche film con Tomas Milian!

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Cino Tortorella (1927-2017)

MILANO, ITALIA -
Sono prigioniero di quel personaggio. Se tornassi indietro lo strozzerei: volevo fare il regista e mi sono ritrovato mago.
Ma cosa mi dici mai! A pochi mesi dal compimento dei 100 90 anni lascia questa valle di lagrime il grandissimo Mago Zurlì, al secolo Cino Tortorella. Tortorella aveva stabilito due importantissimi record: era entrato infatti nei Guinness dei Primati per aver condotto la stessa trasmissione per più tempo di chiunque altro (così dice Wikipedia, anche se nel sito del GWR cercando "Tortorella" mostra inspiegabilmente due risultati, Most Caesar salads made in one hour e Most complicated wristwatch) e per essere stato l'unico essere vivente a chiamarsi "Cino" (diminutivo di Felice, ho appena scoperto), a parte ovviamente uno dei fratelli di Addolorato.

Se finora avete vissuto in una caverna, Tortorella è stato uno dei protagonisti storici (al pari di Topo Gigio e Mariele Ventre), nonché ideatore e presentatore dello Zecchino d'Oro dal '59 fino al 2008, quando ha dovuto lasciare la conduzione per scazzi con l'Antoniano. Insomma, se non fosse stato per lui niente Popoff, niente 44 gatti, niente Cristina D'Avena.

Zecchino d'Oro a parte, Tortorella è stato ideatore, regista, direttore artistico, etc di svariate altre trasmissioni (tipo Chissà chi lo sa?), oltre a numerosi dischi con inquietanti copertine.

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martedì 21 marzo 2017

Grande Barriera Corallina Australiana (25.000.000 B.C.-2017)

AUSTRALIA, OCEANIA - Ha fatto caldo negli ultimi anni e la barriera corallina ha deciso di sbiancare lanciando qui e lì gli organismi viventi e le alghe che coloravano i coralli. Dato che i pesci erano ghiotti di 'ste schifezze, ora vedremo se faranno gli schizzinosi lasciandosi morire o impareranno a nutrirsi di tutti i turisti che fanno le immersioni (che bello che sarebbe).

Bene, e con l'addio ad uno dei patrimoni mondiali dell'Unesco vi invitiamo a non lamentarvi dei cambiamenti climatici che stanno cuocendo il mare. Sarà pur vero che molti pesci moriranno, ma saranno gustosissimi cotti nell'acqua loro.

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P.S.: Vero è che il corallo non è morto tutto ma circa l'85%, quanto meno però è innegabile che muore sicuramente la definizione di Grande Barriera Corallina e che la piscina del boschetto di Gesù si è appena riempita di colori pazzeschi.

domenica 19 marzo 2017

Chuck Berry (1926-2017)

ST. CHARLES, MISSOURI - Un grosso augurio a tutti i papà, tranne che a uno dei padri del rock, Chuck Berry, che ci lascia alla ragguardevole età di novanta anni. Oggi muore una leggenda, forse la prima vera rockstar della storia. Visto lo scarso livello di preparazione di voi lettori in merito, tralasceremo quello che è stato il suo apporto alla tecnica chitarristica e allo sviluppo del rock 'n' roll, focalizzando invece il nostro epitaffio su discorsi più legati allo spettacolo ed alla showmanship (per i non anglofoni: l'arte di presentarsi al pubblico e fare show): basti pensare che, tra le altre cose, Chuck Berry è stato l'ideatore del passo dell'anatra (da non confondere con quello dell'oca), imitato poi da chiunque abbia imbracciato un'elettrica almeno una volta in vita sua (le leggende dicono che alcuni lo abbiano imitato persino imbracciando un battipanni).

Per avere due notizie circa l'importanza storica di Chuck Berry, d'altronde, basterà connettersi a Facebook e leggere una qualsiasi citazione su di lui (oggi c'è di tutto, affrettatevi se volete sapere cosa pensano/pensavano di lui musicisti del calibro di John Lennon, Keith Richards o Bruce Springsteen), da parte nostra gradiremmo spendere due parole anche per una sordida storia di depravazione che lo vide protagonista: correva l'anno del signore 1990, in un ristorante di sua proprietà, Chuck Berry aveva nascosto telecamere nei cessi delle signore. Fu ovviamente sgamato, ma, pensate, gli bastò pagare all'incirca un milione e duecentomila dollari alle "vittime" per evitare di sporcarsi la fedina penale, che dire se non "go, Johnny, go"?

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