sabato 18 maggio 2013

Joe Farman (1930-2013)

CAMBRIDGE, INGHILTERRA, REGNO UNITO DI GRAN BRETAGNA E IRLANDA DEL NORD -

- Ei ragazzi guardate lì.
- Lì dove?
- Là in direzione del mio dito.
- Non vedo niente.
- Dai guarda meglio, proprio sopra il Polo Sud.
- Mio Dio! C'è un buco!
- Sì, sembra proprio un buco.
- Ma anche quell'odore di aglio è scomparso.
- Mmmh vuoi vedere che si è bucato l'ozono, ci toccherà smetterla con la lacca per capelli.
- No, l'ozono no! Ho scelto il giorno sbagliato per smettere di annusare cocaina.

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venerdì 17 maggio 2013

Jeorge Rafael Videla (1925-2013)

CAMPO DE MAYO, BUENOS AIRES, ARGENTINA - Disappare per sempre l'ex dittatore argentino Jeorge Rafael Videla, tornato recentemente sulle pagine della cronaca con l'elezione del nuovo papa. Tutti infatti si chiedevano se Papa Francesco oltre ad avere una faccia simpatica avesse o meno appoggiato il regime di Videla. Tra accuse e smentite, molti avevano individuato in questa dubbia foto, la prova che lo avrebbe inchiodato per sempre, ma anche se fosse stata davvero una prova schiacciante, quando mai una foto ha avuto il potere di bloccare una santificazione?

Ma parliamo un po' del defunto: quello che possiamo dire di Rafael Videla è che era un visionario e come tutti i visionari non è stato compreso dai posteri, mentre i suoi contemporanei l'hanno capito e apprezzato moltissimo. D'altra parte chi non lo apprezzava (circa 30mila persone) veniva torturato, ammazzato o spariva nel nulla senza che di lui fosse mai fatta menzione in alcun documento. Se questo non bastasse a fare di Videla il vostro cattivo preferito, immaginate che i figli degli scomparsi venivano affidati a famiglie amiche del regime in modo che potessero essere cresciuti nella maniera adeguata. In qualche caso i genitori adottivi erano addirittura tra quelli che avevano ucciso i genitori naturali dei bambini.

Tutto questo era per Videla la chiara soluzione ad un periodo di tensione in Argentina, che Jeorge risolse con un colpo di stato, il processo di riorganizzazione nazionale, l'eliminazione di un bel po' di diritti umani, ma anche l'organizzazione dei mondiali di calcio con la vittoria da parte dell'Argentina e l'immagine di un paese fresco, tranquillo e aperto a finanziamenti esteri.

Il regime di Videla è anche particolarmente famoso per i metodi di tortura applicati, che fecero scuola per tutti i torturatori a venire; oltre alle cose più prevedibili come: scariche elettriche su genitali, gengive etc., ustioni con sigarette e lanciafiamme, rottura di mani e piedi, spille ficcate qui e lì nei corpi dei torturati, pestaggi con sacchi di sabbia, affogamento nella merda e nel piscio, stupri davani ai parenti; Videla lasciava i prigionieri bendati e legati per giorni e organizzava workshop di approfondimento con ex nazisti e specialisti della tortura internazionali.

Ad un certo punto però anche gli altri militari volevano comandare e così con un colpetto di stato lo tolsero dal potere. Qualche anno più tardi arrivò la democrazia e tutti i dittatori argentini di colpo vennero processati. Nonostante una condanna all'ergastolo, Videla rimase in carcere solo cinque anni, poi arrivò l'indulto del presidente Menem che spiegò di averlo fatto "per poter ricostruire il paese nella pace, libertà e giustizia". Passano 8 anni e un giudice testardo decide di processarlo per il rapimento dei bambini di tutti i desaparecidos ed ecco che arriva una bella condanna a 38 giorni di carcere e poi subito gli arresti domiciliari. Bisognerà aspettare il 2007 perché gli argentini si accorgano che l'indulto di Menem era incostituzionale e che quello non era l'unico ergastolo che Videla avrebbe dovuto scontare, anche perché il defunto Jeorge non ha mai smentito nulla, ha ammesso le stragi, non si è mai pentito con la coerenza che alcuni potrebbero definire propria di un vero visionario, altri, con un filo di precisione in più, di una merda di uomo.

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Joyce Brothers (1927-2013)

NEW YORK, NEW YORK, USA - Ci ha lasciato la dottoressa Joyce Brothers, psicologa americana. Prima di diventare famosa per il suo programma televisivo, la Brothers si fece notare quando vinse un quiz chiamato The $64,000 Question (praticamente il nostro Lascia o raddoppia?), rispondendo correttamente a tutte le domande sull'argomento "pugilato". Inizialmente non ne sapeva una mazza, furono gli autori del programma a proporglielo: lei accettò e sì erudì a tal punto da vincere la puntata. In seguito le fu addirittura offerta la possibilità di commentare lo storico match fra Carmen Basilio e Sugar Ray Robinson, diventando la prima donna-commentatrice-di-boxe della storia.

In seguito le fu assegnato un programma televisivo più coerente con la sua vera professione, nel quale dispensava consigli riguardo i problemi di coppia e altra roba, diventando così la prima psicologa televisiva della storia.
I invented media psychology. I was the first. The founding mother.
Oltre a continuare a fare questa cosa per tv, radio e giornali per tutti i successivi cinquant'anni, la Brothers ha partecipato, quasi sempre nei panni di sé stessa, in decine di film e serie tv: ad esempio era uno dei commentatori della partita di baseball ne Una pallottola spuntata, era il coroner in Palle in canna, si preoccupò di dare il cambio a Hulk Hogan nel merdoso Spia e lascia spiare, elargiva perle di psicologia canina in Happy Days (il video è un celebre blooper nel quale la Brothers dà erroneamente del ricchione al cane in questione), stava ne I Simpson (al primo che indovinerà la puntata da cui è tratto questo fotogramma vince la bambola Mortina), ne La tata, in Re per una notte, Mignolo e Prof. e mille altri, diventando la prima donna ad avere più camei as herself della storia (beh, questo me lo sono inventato, ma potrebbe essere vero).

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Jens Elmegård Rasmussen (1944-2013)

COPENHAGEN, DANIMARCA - Le lingue uraliche e quelle indoeuropee hanno origni in comune? Sarebbe un'ipotesi troppo azzardata immaginarle come un'unica famiglia linguistica? A queste domande rispondeva positivamente l'appena defunto professor Jens Elmegård Rasmussen, che sull'ipotesi Indouralica aveva scommesso tutto, creandosi non pochi nemici tra gli uomini in nero, uomini che tramano alle nostre spalle affinché i grandi segreti del mondo non vengano rivelati.

Non è un caso che l'apparente banale scomparsa di uno dei più scomodi professori della linguistica mondiale non abbia sollevato nessun dubbio nella stampa. Rimaniamo solo noi de iMdM a dare voce ai sognatori che non si arrendono all'oscurantismo che ci opprime, neanche quando, come vuole la tradizione danese, il loro corpo viene bruciato su una pira per poi saccheggiare e stuprare un paese limitrofo.

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giovedì 16 maggio 2013

Luciano Lutring (1937-2013)

VERBANIA, ITALIA -
Un giorno mia zia mi chiese di andare a pagare una bolletta alle poste. Io andai. Ma l’impiegato era lento e detti un pugno sul bancone. Nel movimento si vide la finta pistola che portavo sotto la cintura. L’impiegato credette che fosse una rapina e mi consegnò i soldi. Io pensai: “È così facile?”. E me ne andai col bottino.
Così Luciano Lutring ha iniziato la sua carriera di rapinatore, o almeno questo è quello che racconta lui, Lutring, il ladro gentiluomo, l'incorreggibile Lutring, l'inafferrabile Lutring, ineguagliabile sempre all'avventura tu vai (sei furbo Lutring!). Eh già, bei tempi quelli: niente intercettazioni telefoniche, niente telecamere, niente facebook, niente DNA, niente foto satellitari... aveva senso fare il latitante, potevi davvero farla franca; ora per sfuggire alla cattura ti devi nascondere sottoterra per sempre, non importa quanto sei mafioso (prendete a esempio il boss Pesce, che si è appena costituito perché "stanco di fuggire", ma quando mai?). Così è stato per Lutring, soprannominato Il solista del mitra per la sua abitudine di nascondere le armi in una custodia per violini: una latitanza fatta di un sacco di soldi, popolarità, donne veloci e macchine bone. Negli anni '60 portò a compimento un macello di rapine fra Italia e Francia, guadagnandosi in entrambi i Paesi la fama di "nemico pubblico numero uno" (eh la madonna, che esagerazione), finché non fu beccato dagli sbirri francesi e sbattuto in carcere, dove iniziò a dipingere (non era neanche male) e a scrivere. Fu in seguito graziato dal Presidente Pompidou e nel '77 anche da Leone, così tornò definitivamente in libertà.

Sulla vita e le "opere" di Lutring hanno girato ben due film, che tosto andremo a scaricarci: l'italiano Svegliati e uccidi e il francese Lo zingaro, con Alain Delon nella parte del protagonista.
Se gioielli e denari e tesori non ho a Lutriiiiiiiing il mio cuore daroooooooò
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mercoledì 15 maggio 2013

Dan Adkins (1937-2013)

READING, PENCILVANIA, STATI UNITI D'AMERICA - Diciamo addio al figaccione nella foto nonché disegnatore della silver age Dan Adkins. Molti di voi spesso si lamentano, tra le tante cose, del nostro cuore di burro quando abbiamo a che fare con i disegnatori di fumetti. Ebbene l'ignorantità nei confronti di questo figuro questa volta non smuoverà neanche una lacrima, ma piuttosto il classico sorrisino idiota che accompagna sempre il nostro viso quando scopriamo che è morto un disegnatore in Pencilvania. Un sorrisino breve, inopportuno, già passato.

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P.S.: Mentre cercavo sue foto ho capito che Dan Adkins era il disegnatore di tante storie di Zio Tibia che da giovinetti amavamo, quindi mi rimangio quanto detto sopra e inizio a dispiacermi: ciao Dan, eri un grande! Ci mancherai! Che la terra ti sia lieve!

martedì 14 maggio 2013

Mario Machado (1935-2013)

WEST HILLS, CALIFORNIA, USA - Edizione straordinaria: è crepato Mario Jose de Souza Machado, primo anchorman sino-americano della storia degli USA. Nato a Shangai da padre portoghese e madre sino-portoghese, Machado divenne col tempo estremamente celebre, non solo per la sue peculiari origini cinesi e latinos: vinse ben 8 Emmy, fu il commentatore ufficiale dei Mondiali di Calcio per il Nord America dal '70 all'82 e partecipò a diversi film, quasi sempre nel ruolo del giornalista o del presentatore televisivo. Francamente non rimembro le sue comparsate in Scarface e Rocky III, ma di certo lo ricordo nei panni di Casey Wong, il tizio che presenta i telegiornali nei tre film su Robocop.

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lunedì 13 maggio 2013

Ray Harryhausen (1920-2013)

LONDON, UK - Dopo Gerry Anderson ci lascia un'altra leggenda dell'animazione, il grandissimo Ray Harryhausen. Certo, la maggior parte di voi non l'avrà mai sentito nominare, ma se avete visto qualche kolossal di cinquant'anni fa sicuramente avete avuto la possibilità di ammirare la sua opera: Harryhausen era infatti il padre della tecnica di stop-motion nota come "Dynamation", attraverso la quale diede vita a numerose creature sul grande schermo, come in La Terra contro i dischi volanti, Il risveglio del dinosauro (tratto da un racconto di Bradbury, suo amico d'infanzia), Il 7º viaggio di Sinbad (e seguiti), L'isola misteriosa, Giasone e gli Argonauti (la scena del combattimento degli scheletri è forse la più celebre) e Scontro di Titani. I suoi lavori hanno ispirato decine di registi, come George Lucas ("Without Ray Harryhausen, there would likely have been no Star Wars"), James Cameron, Peter Jackson, i tizi della Pixar e, ovviamente, Tim Burton, che omaggiò palesemente La Terra contro i dischi volanti nel suo Mars Attacks!, oltre che ne La Sposa Cadavere (il nome della marca del piano).

Harryhausen ha anche occasionalmente partecipato a qualche film: ad esempio, era uno dei dottori nel film con più cameo della storia, Spie come noi.

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sabato 11 maggio 2013

Zia Fariduddin Dagar (1932-2013)

PANVEL, NAVI MUMBAI, MAHARASHTRA, INDIA - Diciamo addio al maestro Zia Fariduddin Dagar, uno dei più grandi musicisti che l'India abbia mai avuto; maestro dei microtoni e del canto dhupra, aveva girato il mondo guadagnando onore e gloria. Il sempre disponibile Dagar non era però solo un maestro, gli volevamo bene, era come una Zia per noi.

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venerdì 10 maggio 2013

Andrew Simpson (1976-2013)

PER LE ACQUE DI SAN FRANCISCO, CALIFORNIA, STATI UNITI D'AMERICA - Come tutti voi saprete già se ne andato Andrew Simpson, campione di gare di catamarani e oro alle olimpiadi di Pechino. Si stava allenando nella baia di San Francisco con la squadra svedese Artemis, quando il catamarano si è catapultato intrappolandolo per i dieci minuti necessari ad ucciderlo.

Questa la notizia, poi guardando i TG ho appreso che questi catamarani sono progettati per andare a 45 chilometri all'ora, mentre nelle gare li spingono fino ai 70. Sembrano velocità irrilevanti a voi amanti della Formula 1, ma sempre la signorina del TG ha detto poi che l'impatto con l'acqua è paragonabile a quello di una caduta da un palazzo di una non ben identificata quantità di piani. Ad accrescere la precisione scentifica della mia cultura catamaranica si sono susseguiti video di catamarani ribaltati che hanno chiuso il servizio; proprio per questo ora tocca a noi inserire ben quattro video di catamarani che si cappottano e poi un video a caso di un motorino: 1,2,3,4,5.

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