domenica 15 gennaio 2017

Novembre 2016 - And the winner is...

FIDEL CASTRO
Antiamericanò
Condannatemi, non importa, la storia mi assolverà.
-da una deposizione a un qualche suo processo

Que cazzo, Fidel! Ancora non ti abbiamo incoronato, ma si può? Ormai questo sito è diventato una barzelletta: non scriviamo più di ogni morto che ci passa davanti, siamo diventati pigri, non necrologiamo manco più i candidati al concorso mensile. E' un vero peccato, Fidel, che la tua vittoria giunga in un momento così triste per gli amici della morte. D'altronde è vero: siamo ormai diventati grandi e responsabili, c'abbiamo (così si dice) un casino di impegni e di storie che non vi stiamo a ddì, ma soprattutto scrivere recensioni di defunti famosi non è più così divertente come una volta. Non fa a tempo a morire il filosofo Pinco Pallino che tutti su facebook si professano suoi estimatori, tutti hanno letto ogni suo libro, perfino l'ultimo degli stronzi fa copia/incolla di sue citazioni, chi difende i suoi lavori, chi li denigra, insomma, basta! Cosa vuol dire questo? Che moriremo di nuovo come abbiamo già fatto una volta? No, non è stato piacevole per nessuno (cioè... se ben ricordate, nacque anche un sito clonato pregno di umorismo di bassa lega). Che i morti di oggi valgono meno di quelli di ieri? Certo che no! Che siamo stufi della morte? Questo, mai! Forse tutto questo vuol semplicemente dire che continueremo a fare i nostri porci comodi con tutti quei cadaveri di cui ce ne sbatte qualcosa e che degli altri continuerà a non fregarcene un beneamato. Comunque sia, restate sintonizzati: qualcuno morirà.

venerdì 13 gennaio 2017

William Salice (1933-2016)

PAVIA, ITALIA - Bene, quale migliore giorno di un Venerdì 13 per iniziare questo 2017? E quale migliore necrologio per iniziare il 2017, se non un necrologio del 2016? Eh sì, siamo pigri, ancora un po' e inizierò a farmi scrivere i necrologi da mia madre. Bando alle stronzate, certo non potevamo lasciare da parte William Salice, l'uomo trapassato alla storia come l'inventore dell'Uovo Kinder (nonché dei Pocket Coffee e dei Ferrero Rocher), non dopo tutti i nostri trascorsi con la famiglia Ferrero. Soprattutto perché Salice non era l'inventore del suddetto uovo, come ben pochi mezzi d'informazione hanno sottolineato (senza per fortuna raggiungere questi livelli).

Quindi, come avevamo già detto al tempo, è Ferrero l'inventore dei uovikinder, dei pochetcoffi, dei ferreroroscé, non Salice; quest'ultimo era il braccio destro di Ferrero, quindi sicuramente non era l'ultimo degli stronzi, ma semplicemente "l'esecutore materiale", come egli stesso si definì.
No, fu lui. Volevamo proporre un piccolo pensiero per i bimbi che non avevano i giochi di oggi. era l'inizio degli anni '70, non esistevano neanche i negozi di giocattoli. Si cercava un piccolo sorriso che i genitori potessero donare, ogni volta che avessero voluto al proprio figlio. Questa era l'idea, il brief. Trasferire il sorriso pasquale tutto l'anno. Un mandato che voleva dire non sbagliare. Un errore sarebbe stato deludere i ragazzi. Un giorno di luglio, con un gesso su una lavagna nera Michele descrivendo le esigenze del prodotto ha dato vita all'Ovetto e alle sorprese da montare. Al tempo nelle uova c'era solo bigiotteria di plastica.
Amen. Chissà, forse si vergognava di quello che l'Ovetto Kinder è diventato negli anni... ne avete comprato uno di recente? Le sorprese fanno cacare e sono composte al massimo da tre pezzi giganti (altrimenti i bambini rischiano di soffocare mangiandoseli); inoltre, orrore degli orrori, già da un po' hanno cambiato il guscio della sorpresa, che non è più così, ma così (sempre per non far soffocare i bambini). Ma dico, ora i fanciulli non possono più neanche sparare l'ovetto in faccia ai compagni, che palle! Sembra che i bambini di oggi esplodano quando li tocchi, valeva la pena soffocarne qualcuno per mantenere intaccato il divertimento di quelli che sanno distinguere il cibo da una Tartallegra.

Tra l'altro, l'ovetto Kinder è tuttora bandito negli USA (l'immagine è fuorviante, la risposta alla domanda nella foto è "il bambino cinese"): una legge del '38 impedisce infatti di commercializzare roba commestibile con dentro giocattoli, così è impossibile persino importarlo, pena una multa di 300$ e la distruzione del corpo del reato (cioè, che fa il poliziotto, se lo mangia? Lo fa brillare? Lo schiaccia col piede ghignando in faccia alla bambino a cui l'ha appena sequestrato?).

Beh, basta parlare dell'Uovo Kinder, l'ultima volta che lo abbiamo fatto non è andata bene.

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sabato 31 dicembre 2016

Debbie Reynolds (1932-2016)

LOS ANGELES, CA, USA -
I want to be with Carrie.
Detto, fatto. A un giorno dalla morte della figlia, avuta con il cantante Eddie Fisher (che la lasciò per Liz Taylor), è passata a miglior vita anche Debbie Reynolds, grandissima (altro che la figlia, destinata però a diventare più famosa di lei) attrice e cantante americana. Bellissima ragazza, da sogno, la ricordiamo nell'immortale Cantando sotto la pioggia e poi in... ehm... in millemila altri bellissimi film che però non ho visto (a parte, vabbè, In & Out).

Beh, il mio l'ho fatto, vado che devo preparare il cotechino. Nella speranza che nelle prossime ore non muoia nessuno, ma proprio nessuno nessuno, noi de iMdM vi auguriamo un anno merdoso almeno quanto il precedente, altrettanto ripieno di defunti più o meno illustri.

Quanto a Debbie Reynolds, non ti diciamo addio, ma...
Good mornin', good mornin'
We've danced the whole night through
Good mornin', good mornin' to you!
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martedì 27 dicembre 2016

Carrie Fisher (1956-2016)

LOS ANGELES, CA, USA -
Sei un luridissimo porco. Io sono rimasta casta e pura per te. Sono rimasta davanti all'altare, in trepida e virginale attesa di te, con 350 invitati tra parenti e amici. Mio zio aveva ingaggiato i migliori cuochi rumeni dell'Illinois. Per procurarsi le sette limousine per il corteo nuziale, mio padre ha versato una tangente al racket delle pompe funebri. E quindi per me, per mia madre, per mia nonna, mio padre, mio zio, e per l'onore della famiglia, ora devo uccidere te e tuo fratello.
E che cazzo! Questo 2016 maledetto s'è portato via pure lei, la Principessa dei nostri sogni (nostri nel senso di noi nerd). È vero anche che, tolti i Guerre Stellari (e il memorabile cameo nel succitato Blues Brothers), la Fisher non ha combinato nulla per trent'anni, se non qualche comparsata più o meno inutile (tipo Donne amazzoni sulla Luna, Scream 3, Jay and Silent Bob Strike Back, Harry ti presento Sally, Austin Powers, etc), complice la discesa negli abissi della droga e dell'alcool che le ha procurato non pochi problemi sul lavoro e nella vita. Come se non bastasse, recentemente s'era pure trasformata in Jabba the Hutt.

La morte di Carrie Fisher avrà sicuramente lasciato sgomenti i tizi della Disney, a meno che non abbiano putacaso previsto di far morire il personaggio nell'Episodio VIII (che hanno già finito di girare). Mal che vada, per Episodio IX potranno farla recitare lo stesso (ne Il Risveglio della Forza aveva giustappunto l'espressività di un cadavere) oppure ricorrere a vagonate di CGI come in Rogue One.

Addio Principessa. Ti amo. Lo so.

Forse a nessuno frega un cazzo che...
Intervistata su come ebbe la parte in Guerre Stellari, la Fisher rispose:
I slept with some nerd. I hope it was George. I took too many drugs to remember.
Tra l'altro, lei e Lucas si accoppiarono per un micro-cameo in Hook. Ha inoltre ammesso di essersi scopata Harrison Ford, Chewbacca, D-3BO, Boba Fett, Nien Nunb, un paio di tauntaun e, ovviamente, suo fratello.

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lunedì 26 dicembre 2016

George Michael (1963-2016)

GORING-ON-THAMES, OXFORDSHIRE - "Last Christmas, i gave you my heart": in questi ultimi giorni l'abbiamo ascoltata un gilione di volte mentre eravamo fuori per compere. Stamattina, però, quel "last" assume nuovi inquietanti significati: a partire da ora, infatti, lo tradurremo in "ultimo", non più in "scorso". Scaviamo la fossa per George Michael (a proposito: ma non era già morto?), noto ai più per aver scritto una frocissima canzone di Natale e per essere morto proprio il giorno di Natale. Ora in tantissimi lo includeranno nel novero dei musicisti morti nel cosiddetto anus horribilis, al fianco di grandi artisti quali Bowie, Cohen e Prince... che tristezza: il massimo tributo a cui potrebbe aspirare è un sospiro spensierato. Abbiate comunque fede per il 2017: altrettante icone dello spettacolo si troveranno al cospetto della nera signora. Preghiamo.

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giovedì 22 dicembre 2016

Miss Morto 2015/2016

KATIE MAY
Mi raccomando, non levatevelo il vizio (e non pensate a male, porci): continuate pure a dare voti fasulli come se non ci fosse un domani, a regalare prime posizioni a transessuali e sirenette, a fare finta che il sommo Ovini Bokini (ah, a proposito, ci ha scritto la nipote) non li controllerà. E invece il nostro vate il controllo lo fa (quando je gira) e questa volta le irregolarità erano davvero tante e facilmente sgamabili. Ma posiamo senza indugio la corona di Miss Morto dell'annata in corso sul capo della selfista di professione Katie May e approfittiamone per postare qualche immaginetta cara ai nostri seguaci di sesso maschile. Considerate, però, che la bella e culacchiona Katie è già ridotta ad ossa, quindi fermi con le mani la mano. Amen e condividi.

Ottobre 2016 - And the winner is...

DARIO FO
Premio Nobel
Un popolo senza satira e senza senso dell'ironia è un popolo morto.
-da TV talk, Raitre, 2014

Siamo a Natale e ancora dobbiamo proclamare il Morto del Mese di Ottobre (tra l'altro siamo anche indietrissimo nel dare lo scettro a Miss Morto, ndMdM): rendetevi conto che schifo facciamo! Dunque... Dario Fo. Che dire di lui? Nel necrologio a lui dedicato abbiamo fatto un omaggio al grammelot e non ci pare il caso di ripeterci. Anche se... scribdpk, l'ttll' makestaddì? Semmai: felafél! Va beh, dai, accogliamo tra i vincitori Dario Fo e sgnik sgnik, PLOF!

lunedì 19 dicembre 2016

Zsa Zsa Gabor (1917-2016)

LOS ANGELES, CA, USA -
I am a marvellous housekeeper. Every time I leave a man, I keep his house.
Era il 2010 quando iniziai questo necrologio: Zsa Zsa Gabor era caduta dal letto frantumandosi diverse ossa, dopo essere sopravvissuta a un incidente d'auto disastroso e a due ictus; pensavo quindi fosse giunta la sua ora... macché, è invece campata (inutilmente, visto che era paralizzata e nel pieno della demenza senile) fino ad oggi. Beh, meglio tardi che mai!

Più che per i suoi film (ha recitato in molte pellicole ma per lo più in ruoli minori, come ne L'infernale Quinlain, che è l'unico in cui io la ricordi) verrà rimembrata per il notevole numero di mariti (ben nove) e liaison assortite, nonché per i suoi bizzarri guai giudiziari: nell'85 si fece tre giorni di carcere per aver schiaffeggiato un agente della stradale che l'aveva fermata per multarla (l'episodio fu poi ripreso nella sigla iniziale de Una pallottola spuntata 2½). Ricordiamo anche le sue comparsate nella vecchia serie di Batman e in Nightmare 3.

Forse a nessuno frega un cazzo che...
Le hanno dedicato un asteroide, lo 166614 Zsazsa.

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giovedì 15 dicembre 2016

Alan Thicke (1947-2016)

BURBANK, CA, US -
As long as we got each other
We got the world spinnin' right in our hands
Baby, you and me
We gotta be
The luckiest dreamers who never quit dreamin'
Quest'anno neanche l'attore canadese Alan Thicke mangerà il panettone (o l'equivalente cacata che si mangiano gli americani a Natale); se eravate senzienti nei primi anni '90 sicuramente vi ricorderete di lui in Genitori in blue jeans, che in origine si chiamava Growing pains (ma infatti che cazzo c'entrano i jeans, non li indossavano quasi mai). Thicke è stato anche un conduttore televisivo, uno scrittore e ha partecipato a diversi film (tra cui questo capolavoro) e numerose serie TV; fra queste segnaliamo le svariate comparsate in How I met you mother, in particolare compare nel video della mia popstar canadese preferita, Robin Sparkle (altro che Alanis Morissette), Sandcastle in the sand.

Forse a nessuno frega un cazzo che...
Ora che ci faccio caso, negli anni '90 avevo il suo stesso taglio di capelli. Rabbrividiamo.

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martedì 13 dicembre 2016

Joe Dever (1956-2016)

HOLMGARD, SOMMERLUND - Brindiamo con una pozione di Vigorilla per dare l'estremo saluto a Joe Dever, che ha recentemente fatto 1 sulla sua Tabella del Destino.

Come il suo quasi omonimo americano Dever iniziò come musicista (era un bassista) e fece da ingegnere del suono per Frank Zappa e i Sex Pistols (fece anche da tour manager ai P.I.L.). Ma la vera vocazione di Dever era la nerdaggine: nel 1982 fu il primo inglese a vincere un campionato americano di D&D (per favore, qualcuno mi spieghi come funziona un "campionato di D&D"); decise quindi di unire l'utile al dilettevole e iniziò a lavorare a un proprio gioco di ruolo, ma non riuscendo a trovare qualcuno che glielo pubblicasse sfruttò l'ambientazione creata per farne dei librigame: nacque così la serie più nota e apprezzata in assoluto, Lupo Solitario. Premio speciale della critica ai traduttori italiani, che si presero delle libertà notevoli, manco stessero traducendo Lewis Carroll: ad esempio, le normali pozioni di guarigione (nell'originale pozioni di Laumspur) erano le mitiche "pozioni di Vigorilla", che francamente sembra più il nome di un medicinale per contrastare la disfunzione erettile (+3 Punti Resistenza, del pene).

Se non fate parte almeno delle prime cucciolate della Generazione Y probabilmente non sapete neanche di che cazzo stiamo parlando, dato che i librigame conobbero il loro irreversebile declino verso la fine degli anni '90: facendola breve, erano dei romanzi a bivi (sì, come quelle di Topolino) con componenti GDR più o meno marcate, a seconda della collana (alcune erano mere storie interattive, altri prevedevano la scheda del personaggio el'inventario, mentre in altri dovevi addirittura disegnare la mappa a esagoni). I combattimenti erano gestiti tramite i dadi che erano stampati in alto sulle pagine, in modo che potessero essere "lanciati" prendendo una pagina a caso; in Lupo Solitario c'era invece la mitica Tabella del Destino (in originale "Random number table", che tristezza!), che prevedeva che il lettore chiudesse gli occhi e puntasse la matita dentro una griglia contenente numeri da 0 a 9 (simulando quindi il lancio un d10). Ora, sono passati tanti anni, possiamo dirlo: chi di voi non ha mai barato davanti alla Tabella del Destino o equivalenti? Tanto chi ti vede che stai barando, ti pare... metti caso che becco un 1 contro un goblin zoppocieco e Lupo Solitario muore, che faccio, ricomincio il libro dall'inizio? Non scherziamo. Nella mia Tabella del Destino ci sono solo 0. E qualche 9.
I believe role-playing games are here to stay, if only for the fact that they offer us a way to tap into our boundless imaginations. And, after all, it is our imagination more than anything else that has propelled us to the top of the food chain on this little planet we call Earth. So I say: "Keep on role-playing! The future of Mankind depends on it!"
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