venerdì 13 ottobre 2017

Barry Dennen (1938-2017)

BURBANK, CA, USA -
You're a fool Jesus Christ.
How can I help you?
Cazzo, solo ora mi sono accorto che è venuto a mancare il grandissimo (probabilmente solo per me) Barry Dennen, e se non scrivo un necrologio a lui non lo scriverò più a nessuno: trattasi infatti dell'attore/cantante che interpretò il mio personaggio preferito nel mio musical preferito (Jesus Christ Superstar), ovvero Ponzio Pilato in versione leggermente gaya, riprendendo lo stesso ruolo che aveva nel musical originale a Broadway.
I dreamed I met a Galilean;
A most amazing man.
He had that look you very rarely find:
The haunting, hunted kind.
Fra le cose che non sapevo c'è la sua relazione con Barbra Streisand: pare che i due siano stati insieme per tre anni durante i primi '60, prima che lei diventasse famosa e prima che lui scoprisse la propria omosessualità (d'altronde quale etero starebbe mai con Barbra Streisand?). A differenza della Streisand, però, la carriera di Dennen non decollò manco per sbaglio: fra i ruoli minuscoli che ha ricoperto in seguito segnaliamo solo Una poltrona per due (era il cameriere sulla spiaggia nella scena finale), Ridere per ridere (era Claude LeMont, il tizio francese che si becca il microfono in testa) e il personaggio meno memorabile di Shining, Bill Watson, la cui presenza trova giustificazione solo nei soliti giochetti prospettici del cazzo di Kubrick
Don't let me stop your great self-destruction.
Die if you want to, you misguided martyr.
I wash my hands of your demolition.
DIEEEEEEEEEEE if you want to you innocent puppet!
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venerdì 22 settembre 2017

Luglio 2017 - And the winner is...

PAOLO VILLAGGIO
Fantozzi, Fracchia, etc.
Sono inviperito per questa tendenza che esiste soprattutto in Italia, forse per le sue radici cattoliche, di riconoscere i meriti degli artisti solo dopo la morte. Come se la morte nobilitasse.
-da un'intervista

Una citazione d'apertura più che adatta al nostro umile sito per il post di vittoria dedicato al Morto di Luglio Anno Domini MMXVII: Paolo Villaggio! Certo, negli ultimi tempi doveva essersi rincoglionito non poco, al punto da dare ragione in più di un'occasione a Salvini (ma dico io: a Salvini, Cristo d'un Dio!), in ogni caso Villaggio resta (da morto, come già era da vivo) una grandissima icona popolare italiana, capace di farci ridere con un rutto alla Perrier e allo stesso tempo di farci deprimere ogni qual volta ci ricordava che Fantozzi, in fondo, siamo noi italioti del cazzo. Ora va', Paolo: non ti resta che prenderti la soddisfazione di vincere il titolo di Morto del 2017. Forza! Alla bersagliera!

Giugno 2017 - And the winner is...

ADAM WEST
Il Batman più kitsch di tutti
Be very careful about your care. Don't use it for sexual high jinks. It can get ugly - trust me. Also be careful when flushing.
-???

Con un ritardo a dir poco spaventoso accogliamo Adam West nell'esclusivo club dei Morti del Mese, ma non tutti i mali vengono per nuocere: infatti, a mente fredda, ci rendiamo conto che davvero (ma davvero, davvero!) non abbiamo un cazzo da dire in merito alla cosa. A parte, forse: bei mutandoni!

Holger Czukay (1938-2017)

WEILERSWIST, GERMANIA - ... per non parlare, poi, del terribile lutto che ci ha colpiti oltre due settimane fa! Holger Czukay, bassista, sperimentatore (è stato tra i primi a utilizzare i campionamenti, tecnica della quale era maestro in un'epoca in cui gli stessi si facevano tagliando e ricostruendo nastri magnetici) e membro fondatore dei mitologici Can (forse il gruppo più importante della scena krautrock) non cammina più tra noi morti viventi. La cosa più giusta da fare in suo onore è ascoltare ripetutamente Mushroom, dissolvendosi nella linea di quel basso vagamente scordato, finché morte non sopraggiunga. Amen.

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Grant Hart (1961-2017)

MINNEAPOLIS, MINNESOTA - Grant Hart è morto da più di una settimana ma io non so cosa fare ora che il rosa è diventato blu.

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lunedì 18 settembre 2017

Harry Dean Stanton (1926-2017)

PARIS, TEXAS -
I play myself all the time... on camera and off. What else can I do?
Se ne è andato via uno dei più grandi caratteristi americani, Harry Dean Stanton, la dimostrazione (ormai non più) vivente che si può arrivare a novant'anni fumando novanta sigarette al giorno. Benché abbia sempre ricoperto ruoli più o meno minuscoli (se si esclude il quasi unico ruolo da protagonista in Paris, Texas), lo ha fatto in tanti film che ci piacciono tanto, tipo il primo Alien, 1997: Fuga da New York (era Mente), Repo Man, il recuperatore, Christine, L'ultima tentazione di Cristo, Paura e delirio a Las Vegas e 7 psicopatici, oltre ad aver partecipato a qualche film di Lynch (Cuore selvaggio, Fuoco cammina con me, Una storia vera, Inland Empire) e alla terza stagione di Twin Peaks (chissà se, a differenza di Catherine Coulson e Miguel Ferrer, almeno lui è riuscito a vederla).

Forse a nessuno frega un cazzo che...
Il suo ultimo film, del quale era protagonista, è stato Lucky, che non abbiamo visto ma sembra promettente. Il regista è John Carroll Lynch (altro caratterista prolifico) e c'è David Lynch nel cast (i due non sono parenti).

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lunedì 11 settembre 2017

Margot (1941-2017)

VENEZIA, ITALIA -
E nell'alba in vecchio treno
mi sparisce la tua mano
ed un figlio, un quinto piano
ogni alba in vecchio treno.
Nella sera un vecchio treno
mi riporta la tua mano
ed un figlio, un quinto piano
ogni sera un vecchio treno.
Cantiamo una canzone triste per Margot, al secolo Margherita Galante Garrone, grandissima artista italiana nota per essere stata pioniera, insieme agli altrettanto dimenticati Cantacronache, del cantautorato italiano. Beh, "nota" si fa per dire, quasi da sempre nessuno se li caca, adombrati dai quei Guccini e De André che proprio da loro (e, di rimando, da Brassens) presero ispirazione. Vista la triste occasione, ascoltiamo insieme un po' di loro canzoni, che male non può fare: Il Gallo, Il ratto della chitarra, Valzer della credulità, Canzone di viaggio, Il trionfo dello zero, Le cose vietate, Ero un consumatore, Il censore, Il tarlo, Cantata della donna nubile, La ruota, etc etc etc.
Possiamo dire che ha due anime: quella barricadera, che l'ha portata, dal suoi esordi col gruppo di “Cantacronache”, a riprendere la tradizione dei “canti di protesta” di tutti i tempi e di tutti i paesi; e quella intimista, attenta a tutte le sfaccettature e gli spigoli della quotidiana psicologia coniugale.
Questo diceva di lei Italo Calvino, autore di svariati pezzi del gruppo come Dove vola l'avvoltoio?, Il padrone del mondo, Oltre il ponte, la succitata Canzone triste e Il sentiero (purtroppo ho trovato solo questa versione). Oltre a Calvino, altri intellettualoidi sinistroidi finti buonisti amici della Boldrina scrissero pezzi per loro, gentaglia come Rodari (Girotondo Di Tutto Il Mondo) e Umberto Eco (purtroppo la sua produzione è andata perduta).

Buon viaggio, Margot.
E ad una lapide lei pensa spesso:
"Fu troppo brava per aver successo"...
La biografia è comunque un sigillo:
O meglio ancora: un bel coccodrillo.
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venerdì 8 settembre 2017

Gero Caldarelli (1942-2017)

ROMA, ITALIA -
Besugo, ti spacco la faccia!
Belandi, è morto il Gabibbo! Altro che Jerry Lewis, lui sì che è stato uno dei pilastri della comicità mondiale, ma che dico mondiale, nazionale! Ovviamente scherziamo, come potete immaginare non siamo propriamente dei fan di quella trasmissione fatta di risate finte e puttanoni che è Striscia la notizia, ma il Gabibbo è il Gabibbo, non si può odiarlo (beh, in realtà si può).
Gero è riuscito a dare a un pupazzo, che nasceva arrogante, grazia e poesia.
Come i più furbi fra voi avranno intuito, il Gabibbo non era un strana creatura rossa, ma un pupazzo con dentro un cristiano in carne e ossa, l'attore Gero Caldarelli, già compare di Nichetti e caratterista in diversi suoi film (Ratataplan, Ho fatto splash, etc). Se volete saperne di più sul personaggio, vi auguriamo di poter leggere il suo libro: Una vita da ripieno - Cronache dall'interno del Gabibbo.

Negli anni '90 Caldarelli partecipò a un corto, Il perfezionista, nel quale interpretava un tizio che commissionava a un killer l'omicidio proprio del Gabibbo, ovviamente interpretato da lui.

Forse a nessuno frega un cazzo che...
Qualche tempo fa una università americana denunciò Mediaset per 250 milioni di dollari (eh la madonna!) perché convinti che il Gabibbo fosse stato copiato dalla loro mascotte, Big Red, ma dopo anni la giustizia italiana diede infine torto ai querelanti. Ricci ebbe a commentare:
Il Gabibbo rappresenta il populismo, la pancia, non parla: rutta. Vuol significare che in TV qualunque banale pupazzo, se bercia o arringa moraleggiando, può ottenere il massimo della credibilità e popolarità. Condannarlo per la voluta banalità delle sue forme, che lo rendono simile a decine e decine di altri pupazzi infantili dalla bocca larga, sarebbe stata una vera e propria assurdità.
Sostituite nel testo precedente "Il Gabibbo" con "Beppe Grillo" e capirete perché volevamo proporlo come successore del ciccione genovese alla guida del M5S.

Forse a nessuno frega un cazzo che... bis
Il nome "Gabibbo" deriva, fidandomi di Wikipedia, dal dialetto genovese: il termine, nato originariamente per indicare i negri, era (o è?) utilizzato per indicare i terroni.

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giovedì 7 settembre 2017

Gastone Moschin (1929-2017)

TERNI, ITALIA -
Tu, uno come Ugo Piazza non lo uccidi a tradimento!
Tu, uno come Ugo Piazza non lo devi neanche toccare!
Tu, uno come Ugo Piazza non lo devi neanche sfiorare!
Tu, quando vedi uno come Ugo Piazza il cappello ti devi levare! Il cappello ti devi levare! Il cappello ti devi levare! Il cappello ti devi levare! Il cappello ti devi levare! Il cappello...
Sì, ho capito, il cappello... mo me lo levo. Finalmente vedrà letteralmente la Madonna Gastone Moschin, l'ultimo superstite della combriccola di zingaracci protagonista di Amici miei, uno di quei film scribai con cofandina che dovrebbero proiettare sennò posterdati per due anche un pochino antani nelle scuole, come antifurto, per esempio. Benché venga ricordato quasi esclusivamente per aver incarnato il Melandri (l'unico fra i suoi personaggi che aveva i capelli), Moschin ne ha fatti di film che vale la pena citare: oltre al fichissimo Milano calibro 9, da cui è tratta la citazione d'apertura, segnaliamo Gli anni ruggenti, L'harem, 7 uomini d'oro, Signore & signori, Il conformista, Il padrino - Parte II, Com'è dura l'avventura, Fiorina la vacca e soprattutto Sei forte, Maestro.
Ragazzi, come si sta bene tra noi, tra uomini! Ma perché non siamo nati tutti finocchi?
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venerdì 21 luglio 2017

Martin Landau (1928-2017)

LOS ANGELES, CA, USA - E purtroppo se n'è andato pure lui, il grandissimo Martin Landau. Forse vi ricorderete di lui nella mitica serie Mission: Impossible, oppure nel successivo Spazio 1999, sempre insieme a sua moglie, la divina Barbara Bain (i due recitarono ancora insieme in un film che puzza di capolavoro, The Harlem Globetrotters on Gilligan's Island). Tolte queste due serie (segnaliamo anche l'episodio di TZ Mr. Denton on Doomsday), delle quali era il protagonista, per il resto Landau partecipò ad altre produzioni in ruoli secondari o minori, riuscendo sempre a distinguersi positivamente; dopo il suo primo film, Intrigo Internazionale (dove interpretava uno degli sgherri del cattivone, il ricchioncello Leonard), lo ritroviamo in Tucker - Un uomo e il suo sogno, Crimini e misfatti e soprattutto Ed Wood, nel quale ci ha regalato una clamorosa interpretazione di Bela Lugosi che gli valse un meritatissimo Oscar per il miglior attore non protagonista.
- Mr. Lugosi, why are you buying a coffin?
- I'm planning on dying soon.
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