IL MORTO DEL MESE

venerdì 7 agosto 2026

Francesco Guccini (1940-2026)

PAVANA, ITALIA -
Non lo sapevi che c'era la morte
quel giorno che ti aspettava
quel giorno che ti aspettava
Il mio poeta è morto e l'alba non vedrà. Ed eccomi qua, a scrivere il necrologio a Guccini. Che palle. Ci sarebbero tante cose da dire su questo strano tipo di essere umano, ma non vorrei ripetere la roba detta da altri in questi giorni... sì, ha scritto versi profondi, canzoni bellissime, anche se spesso inintelligibili per via della sua terribile erre moscia (per dirne una, in Autogrill il verso "la vagazza dietvo il banco mescolava bivva chiava e Seven Up" ho pensato per anni che dicesse "birra chiara e serenate"... ora che lo racconto a Marco Pisellonio!), bla bla bla, ma io preferisco ricordarlo per la sua cazzonaggine. Perché sì, sotto la scorza del poeta tormentato c'era questo biasanòt che realmente potevi incontrare in osteria mentre aspettava l'alba bevendo vino e giocando a tarocchino, quell'antidivo che, fanculo la privacy, aveva chiamato un album con il suo indirizzo di casa (in questi giorni meta di pellegrinaggio) e se gli citofonavi ti faceva pure salire. Durante i concerti, fra una canzone e l'altra, fra un bicchiere di vino e l'altro, sparava stronzate a raffica, battute da osteria della peggior specie. Tipo: commentando questa uscita di Berlusconi, che Iddio lo abbia sempre in gloria, disse:
Ho una proposta per il nome di questa nuova utilitaria della Ferrari: la Ferrari Socc'mel! Che quando la parcheggi fai "Socc'mel che parcheggio!"
Scoprii che era soprannominato il Maestrone quand'ero in fila per comprare il biglietto per il summenzionato concerto: di fronte a me c'era un omone con la barba, che ricordava Guccini da giovane, che arrivato il suo turno disse, con voce bassa e decisa: "Due biglietti per il Maestrun!". Il tizio della tabaccheria strabuzzò gli occhi e gli rispose confuso: "Il minestrone?".

Alla fine è spirato nella sua casa di Pavana, il paesino dell'appennino dov'aveva passato l'infanzia. Giacché abbiamo aperto il necrologio con Canzone per un'amica, dovremmo chiuderlo con la Locomotiva, ma invece sticazzi, lo chiuderemo con Radici, dedicata al suddetto paesello.
Ma che senso esiste in ciò che è nato dentro ai muri tuoi
Tutto è morto e nessuno ha mai saputo
O solamente non ha senso chiedersi
Io più mi chiedo e meno ho conosciuto
Ed io, l'ultimo, ti chiedo se così sarà
Per un altro dopo che vorrà capire
E se l'altro dopo qui troverà
Il solito silenzio senza fine
Il solito silenzio senza fine
Forse a nessuno frega un cazzo che...
Diversamente da quello che si pensa, non era comunista, ma socialista. E con socialista intendo che ha votato pure il PSI di Craxi.

Nel 2006 partecipò al Campionato italiano della bugia, che si tiene ogni anno in una paese del pistoiese; fu insignito del premio di Bugiardo ad honorem per essere salito sul palco dicendo "Salve, sono Lucio Dalla!".

In suo onore sono stati nomati un asteroide, il 39748 Guccini, e una farfalla, la Parnassius mnemosyne guccinii, nome che poi utilizzò per l'omonimo album.

Senza barba era così.

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Morirono così