IL MORTO DEL MESE

lunedì 30 marzo 2026

Cirino Pomicino (1939-2026)

ROMA, PRIMA REPUBBLICA -
La corruzione è sempre stata compagna di strada dell'uomo. D'altronde, la stessa cultura cattolica ci insegna: senza soldi non si cantano messe. Pensiamo all'obolo di San Pietro. Il problema per noi politici, ma in generale per tutti coloro che amministrano la cosa pubblica, è gestire il proprio percorso verso Dio cercando una mediazione.
Eh? Bah, salutiamo per l'ultima uno dei pochi supereroi DC ancora in vita: questa volta è toccata a Paolo Cirino Pomicino, detto 'O Ministro, 'O Ricuttaro 'nnammurato, O' Camionista e 'O tiempo se ne va, dominus per un quarantennio della politica nazionale, e campana in particolare, ed esponente di spicco della mefistofelica corrente andreottiana. Campione di clientelismo singolo e a squadre, fu coinvolto in ben 42 processi, ma fu condannato "solo" due volte, una volta per finanziamento illecito e l'altra per corruzione.

Non stupisce che Pomicino fosse il mentore, anzi il padrino, politico della neo-ex-ministra Santanché, che lui descriveva come il suo fallimento, nonché "una donna senza vergogna" (e questo è sempre stato evidente): a supporto di queste tesi Pomicino riferisce che una volta lei organizzò un concorso di cucina, vi partecipò e lo vinse. Lui sedeva fra i giurati:
Assaggiai un piatto e dissi: ‘Che schifezza’. Daniela mi diede un cazzotto dietro la schiena sussurrandomi di stare zitto perché il piatto era il suo
Addio Pomicino, da piccolo mi faceva sempre ridere il tuo nome.
La migliore furbizia è dire la verità, tanto nessuno ci crede
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Morirono così