lunedì 11 luglio 2016

Michael Cimino (1939-2016)

LOS ANGELES, AMERICA - Eh già, alla fine Michael Cimino ha raggiunto i cancelli del cielo. Iniziò come sceneggiatore e regista di pubblicità, poi come per miracolo riuscì a farsi produrre da Clint Eastwood il suo Un calibro 20 per lo specialista, pregevole road-heist-movie del '74, seguito a stretto giro da Il cacciatore (didi mau!), che ottenne un successo clamoroso e ben 5 Oscar, fra cui miglior film e migliore regia. Questo permise alla novella star di portare avanti il suo ambiziosissimo progetto, I cancelli del cielo: la pellicola ebbe una produzione lunga e travagliata e costò ben 44 milioni di dollari (a fronte di un budget iniziale di 11), ma ne guadagnò appena 3 e mezzo. Il più grande box office bomb della storia fece addirittura fallire la United Artists, casa di produzione che campava più che dignitosamente dagli anni '20, e distrusse la carriera di Cimino (recentemente I cancelli del cielo è stato rivalutato, nella sua versione integrale, come un capolavoro bla bla bla).

(Piccolo aneddoto personale: vidi I cancelli del cielo una dozzina di anni fa nella versione Director's Cut, un macigno di non mi ricordo quante ore (non vi so dire se è bello o brutto, anche perché onestamente qualche quarto d'ora me lo sono sonnecchiato). Alla fine del film, come se non bastasse, c'era pure l'incontro col regista. Mi aspettavo di veder arrivare questo flemmatico e imbarazzato ciccione (2:34 e 9:06), invece è arrivato lui. Lei. Quello che è. Già, pare che negli anni il Cimino c'abbia dato dentro col bisturi, modellando il suo fisico verso una versione decisamente meno mascolina.)

Dopo il disastro Cimino fece comprensibilmente fatica a lavorare: l'ultimo film decente fu L'anno del dragone, dopodiché piazzò una bomba dietro l'altra con Ore Disperate, Il Siciliano e Verso il sole, che prima o poi saranno rivalutati come capolavori.

Forse a nessuno frega un cazzo che...
When I'm kidding, I'm serious, and when I'm serious, I'm kidding. I am not who I am, and I am who I am not.
Cimino era noto, oltre che per essere un folle megalomane, per la sua abitudine di raccontare fatti mai accaduti o largamente esagerati: tra le varie puttanate, ha spesso fornito date di nascita diverse (tanto che non siamo neanche sicuri sia nato nel '39) e sostenne che la sceneggiatura de Il cacciatore era in parte basata sulla sua esperienza nei Berretti Verdi in Vietnam (il massimo della carriera militare furono sei mesi da riservista mentre studiava a Yale, il fighetto).

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Morirono così


3 commenti :

  1. Magari al posto dei cancelli del cielo si è trovato davanti al portone dell'inferno...chissà...
    -zepe-

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  2. Noi in italia coi registi che ci ritroviamo facimm schifo e pigliano pure gli oscar sti napulitani

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  3. Mi era venuta la curiosità di vedere il video del flemmatico e imbarazzante ciccione alla premiazione degli Oscar e ho potuto notare che Francis Ford Coppola ne annuncia la vittoria chiamandolo "My collegue and paisan".
    Ci tengono questi italiani tarocchi a ribadire le loro origini.

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