mercoledì 23 luglio 2014

Paul MacLeod (1943-2014)

GRACELAND TOO, MISSISSIPPI - Per Paul MacLeod, Elvis non era soltanto il re del rock, era una vera e propria divinità. Pensate, ne era talmente ossessionato che si era letteralmente riempito la casa (fin sul soffitto) di cimeli a lui dedicati. L'aveva costruita basandosi vagamente sulla famosa Graceland, battezzata Graceland Too e trasformata in casa-museo aperta 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Qualche giorno fa, un tale bussava alla sua porta in cerca di spiccioli, MacLeod ha provato a scacciarlo ma, vedendo che non demordeva (anzi, tentava di spaccare le finestre), ha tirato fuori il suo fucile e l'ha fatto secco, sul colpo. Ma non era sempre aperta, 'sta Graceland Too? Va beh... la cosa strana è che, a distanza di soli due giorni dal fattaccio, MacLeod viene trovato cadavere. Paura, eh? Il suo avvocato afferma che non si tratta di suicidio ma che è soltanto una sfortunata coincidenza dovuta allo stress di ciò che era accaduto due giorni prima (madò, ho ammazzato a uno... che stress!). Probabilmente è morto canticchiando I'm all shook up, woo-oo-ooh woo-ooh, yeah yeah yeah.

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Morirono così


3 commenti :

  1. "Too" morons less

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    1. la traduzione della tua frase dice che ti rammarichi che troppi "morons" muoiono.

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  2. Io cercherei un parente dello sparato. MA I MECLAUD NON ERANO IMMORTALI ?

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