mercoledì 14 maggio 2014

Jacinto Convit (1913-2014)

CARACAS, VENEZUELA - Una buona serata a tutti voi da Luciano Onder, quest'oggi parliamo di un argomento che ci sta davvero a cuore: la lebbra. Consci della vostra ignoranza in materia, ci permetteremo di fare un breve ripasso: chiamata anche Hanseniasi (dal nome di colui che, nel 1873, ne identificò il batterio, Gerhard Armauer Hansen), la lebbra è una delle più antiche patologie di cui si abbia traccia. Ma non crediate che sia roba dei tempi di Gesù: tuttora, infatti, si contano circa 200.000 nuovi casi ogni anno.

Anche se molti lo ignorano, esiste una terapia adatta a curare la lebbra (una combinazione di dapsone, rifampicina e clofazimina), ma fino a pochi anni fa la lebbra era incurabile ed è qui entra in gioco il vecchierrimo Convit: fu proprio lui a sviluppare, nei coloratissimi anni '80, il vaccino contro la lebbra.

Nonostante, però, i passi da gigante che sono stati fatti in materia negli ultimi tempi, il termine "lebbroso" mantiene quella valenza di stigma che ha acquisito nel corso dei secoli, anche se, bisogna ammetterlo, è da ormai decinaia d'anni che quei vecchi, cari lebbrosari creati apposta apposta per evitare ogni tipo di contatto tra gli ammalati ed il resto della popolazione non esistono più (tranne che in Giappone, ma questa è un'altra storia).

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Morirono così


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