martedì 8 aprile 2014

Jason McCash (1975-2014)

INDIANAPOLIS, FORSE - E' una lentissima marcia funebre quella che accompagna inesorabilmente Jason McCash nell'oltretomba. Ex-bassista dei dommosissimi The Gates of Slumber (i cancelli del sonno), band che aveva mollato nel settembre dello scorso anno senza spiegarne il motivo (probabilmente si preparava con mooooolta calma a morire... sapete come sono fissati questi con la lentezza), non abbiamo molto da dire su di lui perciò, più che altro, ci permetteremo di spendere due parole sul gruppo. Nati nel '98 per contrastare con dell'old-school doom il dilagante fenomeno del cosiddetto "stoner", ed ispirandosi a campioni di massicciaggine come Black Sabbath, Pentagram, Saint Vitus e Celtic Frost, i The Gates of Slumber ci hanno propinato, per una quindicina d'anni, brani senza alcuna possibilità di accelerazione, cosa della quale noi, che di lentezza ne sappiamo qualcosa visto quanto ci mettiamo ogni cazzo di volta che muore qualcuno a dedicargli due righi, non possiamo che goderne. Karl Simon, suo spelacchiato compagno di band, oggi dichiara:
My best friend died last night. There will be no reunion - no more of TGoS. It's dead beyond dead. And I've lost a brother. Please be respectful or silent. It's a small world and I'm still alive. Remember that shit.
Ora, senza porsi alcun dubbio sulla frase finale ("ricordate quella merda") che, siamo certi non sia indirizzata al buon McCash, non resta che farvi sapere che Jason lascia per sempre la moglie e i suoi tre bambini. Indi per cui, se volete fare una donazione alla famiglia, potete farlo. Se invece, pur dopo aver ascoltato i brani da noi linkati, non ve ne fotte un cazzo del doom metal, allora non potete che farci sorridere nel pensare quanto ancor meno ve ne potrà fottere del prossimo cadavere. A pra foco!

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Morirono così


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