sabato 17 agosto 2013

Emile Griffith (1938-2013)

HEMPSTEAD, NY, USA - Con leggerissssimo ritardo salutiamo la dipartita di Emile Griffith, uno dei più grandi pugili della storia. Più volte campione dei pesi medi e welter, lo ricordiamo per la storica tripletta d'incontri contro Nino Benvenuti (contro il quale perse, vinse e riperse il titolo dei medi) e per aver ucciso il pugile Benny "the Kid" Paret: pare che prima di uno scontro del 1962, durante il weigh in, Paret abbia toccato il culo a Griffith dandogli contemporaneamente del frocio (maricón in slang spagnolo), facendolo infuriare (voleva addirittura menarlo sul posto). Griffith si vendicò sul ring: durante il dodicesimo round, mise all'angolo il tapino, in evidente difficoltà, e gli scatenò addosso una tempesta di mazzate tale da mandare all'ospedale, e quindi al Creatore, il povero avversario.

Vi aggraderà sapere che Griffith non era solo molto permaloso, era anche molto maricón:
I like men and women both. But I don't like that word: homosexual, gay or faggot. I don't know what I am. I love men and women the same, but if you ask me which is better... I like women.
Se, vabbè. Benvenuti lo venne a sapere dopo gli incontri che disputò con lui:
Stavo spesso a New York, diventammo amici. Sentivo tante chiacchiere. Lui frequentava gente di un certo tipo, educata, elegante. Aveva lavorato in una fabbrica di cappelli, e adorava i cappellini da donna, li disegnava, li regalava alla madre adoratissima, Emenda.
Ihihih, i cappellini! Nel 1992, il poverino fu picchiato quasi a morte davanti l'entrata di un gay bar da cinque ragazzini, che figuriamoci se sapevano chi avevano davanti: vigliacchi, se c'aveste provato trent'anni prima, di certo vi avrebbe fatto il culo a tutti (nel senso... vabbè, avete capito).

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Morirono così


2 commenti :

  1. Quindi era un bisex, antigay, killer, travestito, e negro..bel tipino.

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  2. una vita tra cappellone e cappellini

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