venerdì 8 febbraio 2013

Donald Byrd (1932-2013)

TEANECK, NEW JERSEY - Osservate questa foto e capirete tutto dell'appena defunto Donald Byrd, che ovviamente non è quel Bird e nemmeno quei Byrds. Risulta lampante agli occhi come sia un nero, un suonatore di tromba e che si trovi in una metropolitana. Non essendo vestito in maniera buffa e dato lo sguardo un po' malinconico, possiamo inferire che sia un musicista jazz, forti anche di una lunga tradizione iconografica di foto in bianco e nero che parlano di jazzisti che girano per le città con i mezzi pubblici e non con grossi Hummer.

Ora distogliamo lo sguardo dalla figura del musicista e osserviamo gli astanti: io ne conto sei, quattro seduti e due in piedi. Notiamo subito come siano tutti in maniche corte, fatta eccezione per l'uomo in piedi vestito elegante. Ora, pure essendo in un vagone della metro, possiamo intuire come questo sia uno scatto notturno fatto in una stagione calda, altrimenti non saprei spiegare il look del signore in giacca e cravatta se non immaginandolo andare al lavoro o ad una cena elegante. Escluderei però l'ipotesi del lavoro dato che il look formale sottintende un lavoro in orari classici da ufficio e la presenza di pochi passeggeri sul mezzo portano a pensare che il viaggio avvenga lontano dai consueti orari di punta.

Ricapitoliamo: è sera, fa caldo e un musicista dall'aria un po' triste suona la tromba, ma non è lì per chiedere soldi, dunque è qualcuno che guadagna già di suo (dai concerti o dalla vendita di album), insomma è un professionista e dalla naturalezza con la quale si approccia allo strumento diciamo pure che è uno che sa suonare.

Il signore col cappello subito dietro di lui sembra essere l'unico richiamato dalla musica del trombettista, girato incuriosito in una posa tutt'altro che comoda; il suo cappello, l'età e la camicia a maniche corte ci parlano direttamente di un newyorkese vecchio stampo, amante del baseball e ascoltatore di jazz. Il suo interesse non è esagerato e forse riconosce nella musica o nel volto del trombettista qualcosa di interessante, ma che non lo convince del tutto. Chissà magari sta riconoscendo Donald Byrd come uno di quei ragazzi che suonavano accanto a giganti come John Coltrane.

Quello che però ci illumina più di tutti è il volto della signora sulla sinistra, guardatela bene, è semplicemente terrorizzata, con la mano sinistra in posizione rigida, si tiene al sedile e guarda in alto, forse verso l'elenco delle fermate, sperando che in questo modo l'ora di scendere arrivi prima di subito. Cosa terrorizza così tanto quella signora, con quel gusto così 50s nel modo di vestire?

Ebbene, forse il fatto che nel resto della carriera Byrd era dedito a un jazz funky talmente noioso da averci costretto a fare un necrologio così lungo e con pochissimi link solo per poter rimandare il più possibile il momento in cui ve lo facciamo ascoltare.

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Morirono così


9 commenti :

  1. Il jazz è come le scorregge: piace solo a chi lo fa. (Checco Zalone cit.)

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    1. EVVAI!! 92.000 minuti di applausi!

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  2. Mi sembra molto più ritmato di qualsiasi canzone di Biagio Antonacci.

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  3. La signora e' terrorizzata perche' vede arrivare un poliziotto (che si nota nel riflesso sul vetro a destra) intenzionato a rompere il culo al negro seduto in un vagone della metro perr bianchi.

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    1. Secondo me sta solo scoreggiando.

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  4. vi vedo di nuovo in formissima! uno dietro l'altro! questo, la negra bianca, l'attore giapponese e lo scacchista sono scritti uno meglio dell'altro

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  5. Bellissimo post. Complimentos.

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