martedì 29 gennaio 2013

Toyo Shibata (1911-2013)

UTSUNOMIYA, GIAPPONE - Ragazzi, oggi parliamo di... poesia! Oddio, la nostra ignoranza in materia dovrebbe suggerisci di farci i cazzi nostri, ma ormai siamo abituati a parlare di argomenti che non ci competono. Oggi parliamo della recentemente trapassata Toyo Shibata, la cui storia è a dir poco curiosa: non conosciamo nessun dettaglio della sua vita prima del 2001, quando la vecchiaccia fu costretta ad abbandonare il suo hobby, la danza tradizionale giapponese, a causa di problemi alla schiena (beh, era pure ora); non sapendo come passare le giornate accettò il consiglio di suo figlio, all'epoca un ragazzetto di cinquant'anni, e iniziò a scrivere. La sua prima raccolta di poesie (dopo anni di autoproduzione) fu pubblicata nel 2009 col titolo Kujikenaide (Non perdete la speranza, pubblicato in Italia come Se sei triste guarda il cielo) ed ebbe un incredibile successo; vendette più di un milione e mezzo di copie e fu tradotto e pubblicato anche all'estero. Hai capito la vecchietta giapponese? In occasione del suo centesimo compleanno pubblicò la sua seconda raccolta, La tua bellezza intatta anche dopo l'autopsia Hyakusai (significa "cento anni"), ancora inedita in Europa. Beh, la vecchia ha infine tirato le cuoia, leggiamoci qualche sua poesia:
IO
Da quando ho superato i novant'anni
e ho iniziato a scrivere poesie,
ogni giorno
è degno di essere vissuto.
Per quanto sia ridotta
a pelle e ossa,
sono ancora in grado
di leggere nel cuore delle persone,
di percepire con chiarezza
il mormorio del vento
e di conversare con scioltezza.
"E' davvero in forma!"
mi dicono tutti
per farmi un complimento,
e questo mi rende felice
e mi permette
di andare avanti.
Questa mi piace di più:
Il vento e il raggio di sole
Quando mi siedo
sulla veranda
e chiudo gli occhi
il vento e i raggi sole
mi sussurrano
"Come stai?
Perché non fai quattro passi
in giardino?"
"Avanti!"
rispondo io
tra me e me.
e oplà
mi alzo.
... e chissà come si dice "oplà" in giapponese...

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Morirono così


8 commenti :

  1. si dice オエーッと吐く

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  2. E si pronuncia akatatizeobufegesiuchi

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  3. da quel che leggo, non è poesia, è banalissima prosa

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  4. porcaputt.. robe del genere le scrivo anche io, dai!

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  5. Allora è così
    che si fa una poesia:
    Prendi un normale temino
    e lo smonti in tanti
    "a capo"
    e akatatizeobufegesiuchi,
    il gioco
    è fatto.

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  6. E' l' apoteosi dell' ovvio

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  7. Quindi secondo voi anche Ungaretti faceva prosa...

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  8. minkia questa supervekkiaccia aveva lo stesso talento di sandro bondi...

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