lunedì 14 maggio 2012

Rashidi Yekini (1963-2012)

IBADAN, NIGERIA - Beh, visto così sembra solo un negro in pigiama impigliato in una rete che cerca disperatamente la libertà, mentre si tratta di Rashidi Yekini, neo-defunto centravanti nigeriano che durante i Mondiali di USA '94 segnò il primo gol in Coppa del Mondo nella storia della sua nazionale, il primo dei tre che si buscò la Bulgaria (oddio, dopo tutto questo tempo ho riconosciuto il mitico Trifon Ivanov) in quel di Dallas. In realtà sia per i nigeriani che per i bulgari fu un mondiale storico: entrambe riuscirono incredibilmente a qualificarsi (arrivarono agli ottavi e in semifinale, rispettivamente), per essere poi battute in successione proprio dall'Italia. Rashidi Yekini, che l'anno prima aveva vinto il Pallone d'Oro per negri, la Coppa d'Africa e il titolo di capocannoniere in Portogallo, dopo quel gol a porta vuota non segnò più e neanche nel suo ultimo mondiale, Francia '98, riuscì a infilare la palla in rete.

Conclusa la carriera in patria, negli ultimi anni è caduto vittima di svariati problemi di salute, depressione, disturbo bipolare e quant'altro; testimoni riferiscono di averlo beccato in giro per la città in evidente stato confusionale, stile Peter Falk.

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Morirono così


5 commenti :

  1. Si vede che di calcio non ne capite.
    La bulgaria fu eliminata in semifinale, dall'Italia.
    E personalmente riconosco (senza cercare su Wikipedia il nome corretto) Lechkov, ovvero Pelatinov, come lo chiamava la Gialappas.

    Però di Yekini mi ricordavo (non l'avrei riconosciuto, eh)

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    1. beh, non è un errore che c'entra con il "capire di calcio", ma con il "saper leggere".

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    2. Si,non sai leggere mi sa. è scritto sopra che la bulgaria arrivò in semifinale eliminata dall'italia...mah :-/

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    3. no no, ha ragione lui, ho già corretto il necrologio, sono io quello che non sa leggere.

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  2. Per la precisione, la Bulgaria l'Italia la batté in semifinale. Ai quarti ad essere eliminata fu la Spagna (si ricordi a tal proposito, lo straordinario gesto di affetto di Tassotti nei confronti di Luis Enrique).

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