giovedì 17 novembre 2011

Joe Holck (1926-2011)

TUCSON, ARIZONA - 1947. Oahu. Hawaii. Adriano Emperado, Peter Young Yil Choo, Joe Holck, Frank Ordonez e George Chang si riuniscono insieme e si danno l'altisonante nome di Black Belt Society per creare l'arte marziale definitiva, quella che li potesse rendere invincibili nei combattimenti da strada che, a quei tempi, capitavano spessissimo nelle Hawaii: il kajukenbo. Ci saranno riusciti? Di sicuro non sono riusciti a sconfiggere la morte, visto che il qui presente Joe Holck s'è da poco trasformato in cibo per vermi.

Il termine kajukenbo ha un duplice significato: "ka" (lunga vita), "ju" (felicità), "ken" (pugno), "bo" (stile) oppure "ka" (karate), "ju" (jūdō/jūjutsu), "ken" (kenpō), "bo" (boxe, sia essa americana o cinese). Non ci resta che recitare, a suffragio dell'Holck, la preghiera del kajukenbo:
Dio onnipotente ed eterno, protettore di tutti coloro che ripongono la loro fiducia in te, accetta l'umile omaggio della nostra fede e l'amore in te, l'unico vero Dio. Benedici i nostri sforzi per preservare l'integrità dei nostri Stati Uniti, una nazione fondata su principi cristiani. Illumina le nostre regole, guida i nostri legislatori, proteggi la santità delle nostre case. E benedici i nostri sforzi in questi esercizi, il cui unico scopo è sviluppare i nostri corpi, per tenere gli altri memori dei tuoi comandamenti. Dacci la perseveranza nelle nostre azioni, affinché possiamo usare questo come un mezzo per essere più vicini a te, l'unico vero Dio. In nome del tuo Figlio diletto, Gesù Cristo Nostro Signore, Amen.
E que-que-que-que-questo è tutto, gente.

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Morirono così


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