giovedì 18 agosto 2011

Frank Bender (1941-2011)

PHILADELPHIA, PENNSYLVANIA -
Essere, o non essere, questo è il problema [...] morire, dormire... dormire, forse sognare.
E no, la risposta è proprio "morire" ed oggi (beh, venti giorni fa, a dirla tutta) "morire" Frank Bender, ricostruttore di facce di morti; avete capito bene: ricostruttore di facce di morti o, come diceva lui stesso "the recomposer of the decomposed".

Che poi non era solo con le facce dei morti che si divertiva: ricostruiva, invecchiandole, anche le fattezze dei più pericolosi fuggiaschi che circolavano a piede libero per il mondo e, a volte, è stato perfino di grande aiuto per far arrestare qualche fetentone, come nel caso di John Emil List, che fu inculato nel 1989 proprio dal nostro Bender, il quale ricostruì quella che sarebbe dovuta essere la faccia di List venti anni dopo il quintuplo omicidio da lui commesso (per la cronaca: uccise moglie, madre ed i tre figli).

Nel 1990, poi, fu tra i fondatori della Vidocq Society, organizzazione i cui membri si incontravano ogni mese per tentare di sciogliere la matassa dei più grandi misteri irrisolti dei nostri tempi. Ce la faranno i nostri eroi a farcela anche senza di lui?

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P.S. Come ultimo saluto al grandissimo Bender, apponiamo una sua frase così perfetta come epitaffio:
You can't say no to dying.

Amen.

Morirono così


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