martedì 3 maggio 2011

Ernesto Sábato (1911-2011)

SANTOS LUGARES, ARGENTINA, DON'T CRY FOR ME - Ok, lo so: dici "letteratura latino-americana" e subito ti viene in mente un guazzabuglio di parole come Marquez, realismo magico, Coelho, Shakira (???), insomma, tutto uno sfracanamento di coglioni, per intenderci.

Invece Ernesto Sàbato, scrittore argentino, comunista pentito dalle origini calabre e dall'espressione da bonobo, disattende i luoghi comuni e ci spinge ad una serie di considerazioni:
- per un pelo non raggiunge i 100 anni, mancando così la conseguente scalata al titolo di supervecchiaccio;
- muore di sabato, con coerenza di ferro;
- butta nel cesso una prestigiosa carriera accademica da fisico dopo aver fatto comunella, a Parigi, con una manica di surrealisti drogati e debosciati per poi dichiarare:
At the Curie Institute, one of the highest goals for a physicist, I found myself empty. Beaten up by disbelief, I kept going because of inertia, which my soul rejected.
Ci lascia, per fortuna, soltanto tre opere, di cui ho letto solo una, Sopra eroi e tombe (adesso sotto, caro Ernesto), che però ne contiene un'altra, e quindi fanno quattro. Il libro parla di un tizio che impazzisce per una tizia già pazza di suo che però non gliela dà.

Diceva nel 2002 in un'intervista a l'Unità:
Comincia un nuovo viaggio assieme a coloro che hanno letto le mie pagine e mi aiuteranno a morire.
Io la mia parte l'ho fatta.

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Morirono così


2 commenti :

  1. sabato sopra eroi e tombe. E il resto della settimana?

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  2. il resto della settimana si debosciava invece di fare lo studioso di fisica!

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