venerdì 20 novembre 2009

Lino Lacedelli (1925-2009)

CORTINA D'AMPEZZO, ITALIA - Con tutti gli alpinisti che muoiono sul lavoro è un miracolo che sia arrivato alla vecchiaia. Stiamo parlando di Lino Lacedelli, vero mito dell'alpinismo italiano: è stato infatti uno dei due valorosi a raggiugnere la cima del K2 durante la famosa spedizione del 1954. Un'impresa mica da ridere, non so se avete presente il K2. Non perdeva il suo spirito giocondo e mattacchione neanche a migliaia di km di altezza o dopo che gli avevano amputato un pollice; questo è il ricordo del suo compagno Walter Bonatti:
Un mattino Lacedelli entra nella mia tenda per svegliarmi e scherzando mi afferra tra le sue braccia, me e il sacco-piumino in cui sono avvolto e addormentato. L'imprudente mi trascina sulla soglia e comincia a dondolarmi, ma ad un tratto sguscio via dalla sua presa, fuori dal sacco, e finisco giù a rotoloni per la prospiciente china ghiacciata, nudo com'ero nel piumino. Fu quello che si può definire uno 'scherzo pesante', dal quale riportai tali ammaccature e ferite che mi invalidarono per una decina di giorni. Quando rinvenni disteso sul tavolo, Lacedelli stava lì come un cane bastonato, tuttavia, per evitargli complicazioni da parte del rigido capospedizione fui d'accordo con i miei compagni di giustificare come 'mal di pancia' la mia forzata convalescenza
Eh beh. Auguri per la scalata del monte Olimpo.
Apri le tue mani rotola la vita
fai conto che tutto adesso marcerà a rovescio
salgo cento piani ed arrivo fino al K2
e vi vedo giù come le piccole formiche
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Morirono così


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