IL MORTO DEL MESE

venerdì 31 maggio 2013

Malcolm Latif Shabazz (1984-2013)

CITTA' DEL MESSICO, MESSICO - Mio nonno di lavoro ferrava i cavalli, il suo lavoro è durato fino a quando il mezzo di locomozione principe era il cavallo, poi sono arrivate le macchine e lui non ci capiva molto di questi meccanici mezzi di locomozione. Non ho sentito alcun tipo di responsabilità quindi nell'avviare la mia fulminante carriera di necrologizzatore. Non è stato lo stesso per Malcolm Latif Shabazz, che già portava lo stesso nome del papà di sua madre, il difensore dei diritti neri Malcolm X; in più per una strana coincidenza cromosomica era anche lui nero.

Vivere all'ombra di un tale uomo non può che spingere verso terribili conseguenze tipo:
  • dare fuoco alle proprie scarpe
  • portare coltelli a scuola
  • vedere la propria madre coinvolta nel tentato omicidio di un agente FBI che Malcolm chiamava "papà"
  • picchiare la madre, dopo che lei aveva lasciato il nuovo patrigno
  • ustionare a morte sua nonna, nonché moglie del già defunto nonno X
  • dispiacersi della cosa, senza nascondere però che la nonna poteva pure evitare di correre verso il fuoco
  • dichiarare di sentire delle voci, e poi negarlo
  • andare in giro per il Messico a chiedere più diritti per i lavoratori locali e morire sotto i colpi di una barra di metallo
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Françoise Blanchard (1954-2013)

MARCIAPIEDI DI BANGKOK, FRANCIA - Giorni tristi per gli amanti dell'horror più bello: salutiamo infatti per l'ultima volta la bella Françoise Blanchard, che tutti ricordiamo diretta dal già defunto Jean Rollin in La Morte Vivante. D'altra parte la morte era una componente importante nella vita della bella francese, che proprio dopo la scomparsa del fratello smise di fare la modella e si buttò nel cinema per trovare una valvola di sfogo.

La sua carriera allo stesso modo si tinse di rosso più e più volte nei tanti b-movie che la videro coinvolta e di cui lei era una vera fan, tanto che pianse di gioia il giorno che riuscì a lavorare con Jesus Franco in Revenge in the House of Husher. Negli ultimi anni era diventata una maga del doppiaggio grazie alla sua capacità di modificare la voce nei modi più disparati, ma parlava in francese e ora non posso accendere l'audio del mio calcolatore, quindi sulla sua versatilità vocale non posso che affidarmi alla stampa francofona senza poter fare alcun tipo di verifica.

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Nino Bibbia (1922-2013)

SAINT MORITZ, SVIZZERA - Così accoglie la notizia il caro vecchio Skeletor all'annuncio della scomparsa del novantenne Nino, che di skeleton fu campione italiano, ma anche tre volte campione mondiale e vinse un oro durante le Olimpiadi Invernali del 1948.

Nino, che era solito giurare su se stesso, nella vita faceva il fruttivendolo e di sport invernali si dilettava nel tempo libero. Il suo successo durante le olimpiadi del '48 fece incazzare tutti gli altri concorrenti che invece non facevano altro che allenarsi dalla mattina alla sera. La rabbia era tanta, ma così tanta che eliminarono addirittura lo skeleton dalle competizioni olimpiche, preferendogli il bob, convinti di mantenere l'egemonia del titolo tra i soliti nomi. Sarebbe poi toccato a John Candy e la squadra giamaicana distruggere l'oligopolio olimpico, ma questa è un'altra storia.

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Eddie Romero (1924-2013)

DUMUAGUETE CITY, FILIPPINE - Diciamo addio al grande regista Eddie Romero, che con i suoi film horror ci ha atterriti e divertiti; dei veri e propri capolavori del genere, il cui più famoso ha una fase solare nel titolo.

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giovedì 30 maggio 2013

Aleksei Balabanov (1959-2013)

SAN PIETROBURGO, RUSSIA - Questo mese è andato a far visita al creatore anche Aleksej Oktjabrinovič Balabanov, per gli amici Babbalov. Non gli avrei certo scritto un necrologio, se non fosse stato che, mesi fa, un mio amico mi aveva consigliato un film, a suo dire B-E-L-L-I-S-S-I-M-O, chiamato Cargo 200; mi ero ripromesso di vederlo, ma ovviamente prima di riuscire nell'intento, toh, è morto il regista. Sì, proprio lui, Babbalov. Pensate, è crepato proprio mentre stava girando un film su Stalin, ritratto come una specie di boss malavitoso.

E vabbè, ora non ho scuse, me lo devo vedere per forza. Già che ci sono vedrò anche qualcos'altro di suo, magari Brother (Brat) o Morphine (Morfij), che sembrano fighi.

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Franca Rame (1929-2013)

MILANO, ITALIA - Pare non conoscere fine la sete di anime VIP della Nera Signora questo mese: ieri s'è portata via quella di Franca Rame, arcinota attrice di teatro e moglie di quel maschio prepotente di Dario Fo, con il quale aveva avuto alcuni drammi coniugali (eh, per fortuna che c'è Agipgas!). Insieme al marito (al quale l'accomuna una candidatura a Presidente della Repubblica) è stata sempre considerata una "intellettuale di sinistra" (o, per dirla con le parole de Il Giornale, "attrice-agitatrice che portò il fanatismo in scena"), oltre che una determinata femminista: a causa del suo impegno politico, e in particolare per il suo attivismo in Soccorso Rosso e la sua esposizione nella faccenda di Pinelli (se avesse saputo la brutta fine che avrebbe fatto la sinistra italiana, probabilmente si sarebbe fatta i cazzi suoi), guadagnò le antipatie degli ambienti reazionari dell'epoca, tanto che nel 1973 fu rapita, pare dietro iniziativa dei carabinieri, da cinque fascistoni e violentata a turno.
Tengo con la mano destra la giacca chiusa sui seni scoperti. È quasi scuro. Dove sono? Al parco. Mi sento male... nel senso che mi sento svenire... non solo per il dolore fisico in tutto il corpo, ma per lo schifo... per l’umiliazione... per le mille sputate che ho ricevuto nel cervello... per lo sperma che mi sento uscire. Appoggio la testa a un albero... mi fanno male anche i capelli... me li tiravano per tenermi ferma la testa. Mi passo la mano sulla faccia... è sporca di sangue. Alzo il collo della giacca. Cammino... cammino non so per quanto tempo. Senza accorgermi, mi trovo davanti alla Questura. Appoggiata al muro del palazzo di fronte, la sto a guardare per un bel pezzo. Penso a quello che dovrei affrontare se entrassi ora... Sento le loro domande. Vedo le loro facce... i loro mezzi sorrisi... Penso e ci ripenso... Poi mi decido... Torno a casa... torno a casa... Li denuncerò domani.
Inutile dire che per quest'azione nessuno ha fatto neanche un minuto di carcere, visto che il processo s'è concluso venticinque anni dopo con la prescrizione del reato. A questa esperienza reagì a modo suo: dopo due anni portò in teatro il monologo Lo stupro (testo completo), dal quale è tratto il pezzo riportato sopra.
Ma quello che vorrei continuare a dire alle donne, anche dopo la mia morte, è di non perdere mai il rispetto di se stesse, di avere dignità. Sempre. Ripensando alla mia vita non ho mai permesso che mi si mancasse di rispetto.
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martedì 28 maggio 2013

John Goddard (1924-2013)

LOS ANGELES, CALIFORNIA, USA -
One rainy afternoon an inspired 15-year old boy named John Goddard sat down at his kitchen table in Los Angeles and wrote three words at the top of a yellow pad, "My Life List." Under that heading he wrote down 127 goals.
Finisce qui l'avventurosa esistenza di John Goddard. Quando aveva circa 15 anni stilò una lista di 127 cose che avrebbe dovuto fare prima di schiattare, roba tipo "scalare il Vesuvio", "nuotare nel lago Titikaka", "imparare il jujitsu", "assistere a una cerimonia di cremazione in Bali", "guidare un sottomarino", "sposarsi e avere dei figli", "finire sul Morto del Mese", etc. Bah, che imprese demmerda™, l'avessi fatta io una bucket list (espressione che deriva da "kick the bucket", equivalente al nostro "saltare il secchio"), l'avrei riempita di cazzate tipo "fare un bukkake alla Regina d'Inghilterra", "interrompere un matrimonio fingendo di essere l'amante dello sposo", "presentarsi a un funerale vestito da Chewbacca", "scrivere un necrologio a Berlusconi e Andreotti" (ci sono quasi), "andare a visitare la tomba di Ovini Bokini" (ehi, chissà se alla fine l'hanno sepolto come Cristo comanda), etc

Fra le altre cose è riuscito a "svelenare" un serpente velenoso, accendere un fiammifero con un fucile calibro .22, cavalcare un elefante, uno struzzo, un cammello e un bronco, imparare il francese, l'arabo e lo spagnolo, leggere tutta l'Enciclopedia Britannica e vivere abbastanza da vedere il 21° secolo. Ora che è crepato, non potrà portare a compimento le 17 imprese che ancora aspettavano la spunta (a meno che...): a quanto pare non è riuscito a scalare l'Everest, andare sulla Luna, partecipare a un film su Tarzan e visitare tutti i Paesi del mondo (ne mancavano appena trenta).

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lunedì 27 maggio 2013

Little Tony (1941-2013)

ROMA, ITALIA, TENNESSEE - Little Tony ci ha provato tempo fa a scampare alla morte, ha adottato un ritmo di vita sano e ha letto le istruzioni sulla confezione ed infatti il colesterolo non l'ha toccato. D'altra parte non ha mai bevuto yogurt che proteggessero dal tumore ai polmoni ed eccoci qui a parlare dell'Elvis italiano, come piace definirlo ai miei amici qui in bocciofila.

È quasi inutile stare qui ad elencare i milioni di pezzi famosi interpretati dal piccolo Tonio e che per lo più avevano a che fare con il cuore (proprio una fissazione la sua), mi sembra anche inutile parlare dei tanti film bellissimi tipo Riderà, in cui il suo ciuffo riusciva a nascondere anche i più giganteschi buchi nella sceneggiatura.

Mi sembra invece utile parlare un po' del fatto che targasse le sue bellissime macchine d'epoca "San Marino" allo scopo di portare il Rock nella repubblica più antica del mondo, a cui i suoi parenti più stretti (tipo lo Zio Nullo) appartenevano. Addio Tony, Bobby Solo al tuo confronto non valeva un'unghia di Elvis.
Ciao ragazzi, come sapete io amo sempre guardare avanti per questo ho voluto rinnovare il mio sito che troverete più ricco e dinamico. Seguitemi a bordo della cadillac per scoprire tutte le novità e non dimenticate l'appuntamento con il forum perché risponderò personalmente. Vi aspetto. E allora? Occhio agli aggiornamenti! Siete Fantastici.
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sabato 25 maggio 2013

Georges Moustaki (1934-2013)

NIZZA, FRANCIA - Sembrava quasi che non ce ne fossimo accorti, ma invece eccoci qui a parlarvi di Georges Moustaki nome d'arte di Giuseppe Mustacchi, che con la sua faccia da straniero è soltanto un uomo vero anche se a voi non sembrerà.

Metà pirata e metà artista, nacque ad Alessandria d'Egitto, da genitori greci che però parlavano solo italiano  con lo scopo dichiarato di creare scompensi nella crescita del giovane Giuseppe. A Georges però non sembrò sufficiente vivere in Grecia senza parlare una parola di greco e allora decise di complicare l'intreccio linguistico trasferendosi in Francia dove inziò a lavorare come giornalista.

A quel punto però ecco che incontra Edith Piaf e per lei scrive il testo di Milord ottenendo subito un successone: tutti lo vogliono come autore di testi Dalida, Milva, Joan Baez e pure Bruno Lauzi che con la sua "Lo straniero" ottiene un successo incredibile. La carriera di giornalista a quel punto se ne va a quel paese e Georges si dedica a mettere le parole sulla musica, salvo quando riadatta il Conte di Montecristo per la tv o quando, ancora più arditamente si lancia nella carriera di cantante e scrive la sigla del Rischiatutto.

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Andrea Gallo (1928-2013)

GENOVA PER NOI, VATICALIA -
Ho avuto dei tentativi di violenze omosessuali, diciamo delle insidie, che ho respinto, sono sempre stato un ribelle. Ero un giovane prete, e fu un vescovo a farmi delle avances. L'ho mandato a fare in culo.
Ecco, vedi, se all'epoca gli avessi dato il culo, chissà che carriera avresti fatto! E invece... Come ormai saprete tutti, è in procinto di ritornare polvere Don Gallo, sì, quello lì, il prete comunista (come dire un negro leghista), l'amico degli ultimi, dei drogati, degli emarginati etc. Sicuramente era un tipo originale: tralasciando il credo politico, il tabagismo e lo sproloquio facile, Don Gallo aveva dei valori molto diversi da quelli "ufficiali" della Chiesa (che sono, lo ricordiamo, l'avidità, la pedofilia, la sussidiaretà, l'ingerenza nella politica di qualsiasi Stato e il riciclaggio di denaro sporco): sosteneva con forza la liberalizzazione delle droghe leggere, la legalizzazione della prostituzione, l'uso di anticoncezionali, l'aborto, il matrimonio per i preti e il sacerdozio per le donne, le unioni omosessuali e auspicava addirittura l'elezione di un Papa gay.
Puttana miseria, ragazzi! (che canzone demmerda, Ndr)
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venerdì 24 maggio 2013

Henri Dutilleux (1916-2013)

PARIGI, FRANCIA - Salutiamo il compositore francese Henri Dutilleux, che tutti hanno sempre definito l'erede di Debussy, ma che dal maestro dell'impressionismo musicale non ha mai ricevuto un franco.

A lui, d'altra parte non è importato molto: vittima di un terribile perfezionismo, ignorava i soldi e passava giorni e giorni ad ascoltare le registrazioni delle sue composizioni alla ricerca di un errore, un eco non gradito, un schioppo di saliva, che lo facessero ricredere sul permesso concesso alla casa discografica di stampare. Era solito inatti negare i propri nastri e rimaneggiare quelli vecchi fino a rasentare la perfezione, che nella testa di Henri suonava più o meno così.

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giovedì 23 maggio 2013

Trevor Bolder (1950-2013)

KINGSTON UPON HULL, INGHILTERRA, REGNO UNITO DI GRAN BRETAGNA E IRLANDA DEL NORD - Non più giovani musicisti muoiono: sembra irrefrenabile la corsa delle rock star di lungo corso a decedere. Inspiegabili, se non a patto di abbracciare folli teorie complottistiche sulla misteriosa "oncologia", le cause della morte di Trevor "ho un tumore al pancreas" Bolder.

Ricordiamo Trevor per i tanti successi e per un'onorata carriera, lungo la quale lo abbiamo visto portare queste basette, ma anche suonare negli Spiders from Mars, che erano la band di David Bowie quando impersonava Ziggy Stardust, personaggio ispirato al molto più leggendario Legendary Stardust Cowboy. Oltre a suonare col Duca sostituendo Visconti, Trevor si buttò anima e cuore suonando negli Uriah Heep con cui è rimasto fino alla morte.
[INSERIRE CITAZIONE ROCK]
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mercoledì 22 maggio 2013

Aubrey Woods (1928-2013)

BARROW-IN-FURNESS, CUMBRIA, REGNO UNITO -
Who can take tomorrow
Dip it in a deam
Seperate the sorrow
And collect up all the cream?
The candyman (ehi, avevate mai notato che nel video il tizio per poco non stacca la testa a una bambina?)! Eh già, solo lui può. O almeno, poteva: è passato a miglior vita Aubrey Woods, l'attore che interpretò il caramellaio in Willy Wonka e la Fabbrica di Cioccolato (quello bello, chiaramente non la cacata imperdonabile che ha fatto Tim Burton). Quel pezzo in particolare acquisì col tempo maggior notorietà del film stesso, soprattutto in seguito alla cover del mitico Sammy Davis Jr., e fu oggetto di omaggi e parodie che non si contano (segnaliamo quelle di Malcolm, Simpson e Fringe).
The candyman can cause he mixes it with love
And makes the world taste good.
And the world tastes good cause the candyman thinks it should.
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martedì 21 maggio 2013

Ray Manzarek (1939-2013)

ROSENHEIM, GERMANIA - Come tutti avete letto oggi è morto uno dei Doors, tranquilli non è Jim Morrison, che di sicuro gira ancora per il mondo confindando i segreti della propria vita a gente qualsiasi. Il cadavere de "le porte" in questione è Ray Manzarek, quello che in pratica scriveva quasi tutta la musica, suonava le parti ritmiche, gli assoli e, quando Morrison era troppo pieno di droghe e alcool per poter cantare, portava a casa i concerti.

Se avete visto il film "The Doors" di Oliver Stone probabilmente vi ricorderete di un tipo con gli occhialini e un organo che ogni tanto appare, ma come tutti sanno quella pellicola poteva pure essere chiamata "la Porta" e quindi se non ve lo ricordate nessuno ve ne farà una colpa. Ora sarebbe facile citare uno dei tanti testi dei Doors che parlano di morte, ma quelli, come saprete voi ex-ragazzine che li scrivevate un po' dappertutto in gioventù, erano di Jim dai pantaloni di pelle su cui si è già parlato troppo. A questo punto non ci resta che salutarvi con il pezzo più memorabile dei Doors coverizzato tra l'altro da una delle più grandi band italiche. Buona serata.

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P.S.: Negli anni '80 Manzarek produsse gli X, guadagnandosi un sacco della nostra riconoscenza.

lunedì 20 maggio 2013

Christine White (1932-2013)

WASHINGTON, D.C., USA - Le due persone in foto stanno guardando fuori dal finestrino di un aereo: lui ha appena visto un gremlin (beh, sembra più questo che questo), lei invece non ha visto una mazza e teme che lui sia pazzo. Se non sapete di che sto parlando vuol dire che non avete mai visto (e se avete paura di volare, continuate pure a non vederlo) Incubo a 20.000 piedi, storico episodio della serie Ai confini della realtà, scritto dal grandissimo Richard Matheson, diretto dal grandissimo Richard Donner e interpretato dal grandissimo Richard William Shatner (esiste anche un remake del '83 con protagonista John Lithgow). Beh sì, poi c'era pure questa... Christine White, la cui partecipazione a questo episodio nel ruolo della moglie del tizio segna il punto più alto della sua carriera d'attrice. Meglio di niente.

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Carlo Monni (1943-2013)

FIRENZE LO SAI NON È SERVITA A CAMBIARLA, ITALIA -
-Come è morto? Come Ludovico?
-No Ludovico qui, come Filippo!
-Qui?
-EH COME FILIPPO! Comunque mamma, ci penso io, non ti preoccupare, bisogna reagire!
-E tu come finirai? Come Ludovico o come Remigio?
-Ho detto basta mamma, bisogna reagire! Se finirò, finirò come i'babbo!
-Qui?
-EH COME I'BABBO!
Non esiste più Carlo Monni, comico toscano (esatto, uno di quelli che hanno devastato questo paese). Oltre alla miriade di film ambientati in Toscana con i soliti comici toscani, sempre li stessi, lo ricordiamo per la sua partecipazione in Non ci resta che piangere e per quella del fondamentale Bozzone in Berlinguer ti voglio bene di Bertolucci.
Io ora vo' a casa, mi lavo, e me lo sciacquo bene.
Uscirò gaudioso, per l'atto matriale, che vado a sperimentare.
Non pretendo, vero, per quattromilalire, un fisso connubio con quest'ultima;
la quale, non voglio rinvivere in te persona, il ricordo del tuo babbo, morto schiantato,
ma rinvivere in lei femmina, per una notte, il brivido blu di una trombata di trent'anni fa.
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sabato 18 maggio 2013

Joe Farman (1930-2013)

CAMBRIDGE, INGHILTERRA, REGNO UNITO DI GRAN BRETAGNA E IRLANDA DEL NORD -

- Ei ragazzi guardate lì.
- Lì dove?
- Là in direzione del mio dito.
- Non vedo niente.
- Dai guarda meglio, proprio sopra il Polo Sud.
- Mio Dio! C'è un buco!
- Sì, sembra proprio un buco.
- Ma anche quell'odore di aglio è scomparso.
- Mmmh vuoi vedere che si è bucato l'ozono, ci toccherà smetterla con la lacca per capelli.
- No, l'ozono no! Ho scelto il giorno sbagliato per smettere di annusare cocaina.

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venerdì 17 maggio 2013

Jeorge Rafael Videla (1925-2013)

CAMPO DE MAYO, BUENOS AIRES, ARGENTINA - Disappare per sempre l'ex dittatore argentino Jeorge Rafael Videla, tornato recentemente sulle pagine della cronaca con l'elezione del nuovo papa. Tutti infatti si chiedevano se Papa Francesco oltre ad avere una faccia simpatica avesse o meno appoggiato il regime di Videla. Tra accuse e smentite, molti avevano individuato in questa dubbia foto, la prova che lo avrebbe inchiodato per sempre, ma anche se fosse stata davvero una prova schiacciante, quando mai una foto ha avuto il potere di bloccare una santificazione?

Ma parliamo un po' del defunto: quello che possiamo dire di Rafael Videla è che era un visionario e come tutti i visionari non è stato compreso dai posteri, mentre i suoi contemporanei l'hanno capito e apprezzato moltissimo. D'altra parte chi non lo apprezzava (circa 30mila persone) veniva torturato, ammazzato o spariva nel nulla senza che di lui fosse mai fatta menzione in alcun documento. Se questo non bastasse a fare di Videla il vostro cattivo preferito, immaginate che i figli degli scomparsi venivano affidati a famiglie amiche del regime in modo che potessero essere cresciuti nella maniera adeguata. In qualche caso i genitori adottivi erano addirittura tra quelli che avevano ucciso i genitori naturali dei bambini.

Tutto questo era per Videla la chiara soluzione ad un periodo di tensione in Argentina, che Jeorge risolse con un colpo di stato, il processo di riorganizzazione nazionale, l'eliminazione di un bel po' di diritti umani, ma anche l'organizzazione dei mondiali di calcio con la vittoria da parte dell'Argentina e l'immagine di un paese fresco, tranquillo e aperto a finanziamenti esteri.

Il regime di Videla è anche particolarmente famoso per i metodi di tortura applicati, che fecero scuola per tutti i torturatori a venire; oltre alle cose più prevedibili come: scariche elettriche su genitali, gengive etc., ustioni con sigarette e lanciafiamme, rottura di mani e piedi, spille ficcate qui e lì nei corpi dei torturati, pestaggi con sacchi di sabbia, affogamento nella merda e nel piscio, stupri davani ai parenti; Videla lasciava i prigionieri bendati e legati per giorni e organizzava workshop di approfondimento con ex nazisti e specialisti della tortura internazionali.

Ad un certo punto però anche gli altri militari volevano comandare e così con un colpetto di stato lo tolsero dal potere. Qualche anno più tardi arrivò la democrazia e tutti i dittatori argentini di colpo vennero processati. Nonostante una condanna all'ergastolo, Videla rimase in carcere solo cinque anni, poi arrivò l'indulto del presidente Menem che spiegò di averlo fatto "per poter ricostruire il paese nella pace, libertà e giustizia". Passano 8 anni e un giudice testardo decide di processarlo per il rapimento dei bambini di tutti i desaparecidos ed ecco che arriva una bella condanna a 38 giorni di carcere e poi subito gli arresti domiciliari. Bisognerà aspettare il 2007 perché gli argentini si accorgano che l'indulto di Menem era incostituzionale e che quello non era l'unico ergastolo che Videla avrebbe dovuto scontare, anche perché il defunto Jeorge non ha mai smentito nulla, ha ammesso le stragi, non si è mai pentito con la coerenza che alcuni potrebbero definire propria di un vero visionario, altri, con un filo di precisione in più, di una merda di uomo.

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Joyce Brothers (1927-2013)

NEW YORK, NEW YORK, USA - Ci ha lasciato la dottoressa Joyce Brothers, psicologa americana. Prima di diventare famosa per il suo programma televisivo, la Brothers si fece notare quando vinse un quiz chiamato The $64,000 Question (praticamente il nostro Lascia o raddoppia?), rispondendo correttamente a tutte le domande sull'argomento "pugilato". Inizialmente non ne sapeva una mazza, furono gli autori del programma a proporglielo: lei accettò e sì erudì a tal punto da vincere la puntata. In seguito le fu addirittura offerta la possibilità di commentare lo storico match fra Carmen Basilio e Sugar Ray Robinson, diventando la prima donna-commentatrice-di-boxe della storia.

In seguito le fu assegnato un programma televisivo più coerente con la sua vera professione, nel quale dispensava consigli riguardo i problemi di coppia e altra roba, diventando così la prima psicologa televisiva della storia.
I invented media psychology. I was the first. The founding mother.
Oltre a continuare a fare questa cosa per tv, radio e giornali per tutti i successivi cinquant'anni, la Brothers ha partecipato, quasi sempre nei panni di sé stessa, in decine di film e serie tv: ad esempio era uno dei commentatori della partita di baseball ne Una pallottola spuntata, era il coroner in Palle in canna, si preoccupò di dare il cambio a Hulk Hogan nel merdoso Spia e lascia spiare, elargiva perle di psicologia canina in Happy Days (il video è un celebre blooper nel quale la Brothers dà erroneamente del ricchione al cane in questione), stava ne I Simpson (al primo che indovinerà la puntata da cui è tratto questo fotogramma vince la bambola Mortina), ne La tata, in Re per una notte, Mignolo e Prof. e mille altri, diventando la prima donna ad avere più camei as herself della storia (beh, questo me lo sono inventato, ma potrebbe essere vero).

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Jens Elmegård Rasmussen (1944-2013)

COPENHAGEN, DANIMARCA - Le lingue uraliche e quelle indoeuropee hanno origni in comune? Sarebbe un'ipotesi troppo azzardata immaginarle come un'unica famiglia linguistica? A queste domande rispondeva positivamente l'appena defunto professor Jens Elmegård Rasmussen, che sull'ipotesi Indouralica aveva scommesso tutto, creandosi non pochi nemici tra gli uomini in nero, uomini che tramano alle nostre spalle affinché i grandi segreti del mondo non vengano rivelati.

Non è un caso che l'apparente banale scomparsa di uno dei più scomodi professori della linguistica mondiale non abbia sollevato nessun dubbio nella stampa. Rimaniamo solo noi de iMdM a dare voce ai sognatori che non si arrendono all'oscurantismo che ci opprime, neanche quando, come vuole la tradizione danese, il loro corpo viene bruciato su una pira per poi saccheggiare e stuprare un paese limitrofo.

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giovedì 16 maggio 2013

Luciano Lutring (1937-2013)

VERBANIA, ITALIA -
Un giorno mia zia mi chiese di andare a pagare una bolletta alle poste. Io andai. Ma l’impiegato era lento e detti un pugno sul bancone. Nel movimento si vide la finta pistola che portavo sotto la cintura. L’impiegato credette che fosse una rapina e mi consegnò i soldi. Io pensai: “È così facile?”. E me ne andai col bottino.
Così Luciano Lutring ha iniziato la sua carriera di rapinatore, o almeno questo è quello che racconta lui, Lutring, il ladro gentiluomo, l'incorreggibile Lutring, l'inafferrabile Lutring, ineguagliabile sempre all'avventura tu vai (sei furbo Lutring!). Eh già, bei tempi quelli: niente intercettazioni telefoniche, niente telecamere, niente facebook, niente DNA, niente foto satellitari... aveva senso fare il latitante, potevi davvero farla franca; ora per sfuggire alla cattura ti devi nascondere sottoterra per sempre, non importa quanto sei mafioso (prendete a esempio il boss Pesce, che si è appena costituito perché "stanco di fuggire", ma quando mai?). Così è stato per Lutring, soprannominato Il solista del mitra per la sua abitudine di nascondere le armi in una custodia per violini: una latitanza fatta di un sacco di soldi, popolarità, donne veloci e macchine bone. Negli anni '60 portò a compimento un macello di rapine fra Italia e Francia, guadagnandosi in entrambi i Paesi la fama di "nemico pubblico numero uno" (eh la madonna, che esagerazione), finché non fu beccato dagli sbirri francesi e sbattuto in carcere, dove iniziò a dipingere (non era neanche male) e a scrivere. Fu in seguito graziato dal Presidente Pompidou e nel '77 anche da Leone, così tornò definitivamente in libertà.

Sulla vita e le "opere" di Lutring hanno girato ben due film, che tosto andremo a scaricarci: l'italiano Svegliati e uccidi e il francese Lo zingaro, con Alain Delon nella parte del protagonista.
Se gioielli e denari e tesori non ho a Lutriiiiiiiing il mio cuore daroooooooò
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mercoledì 15 maggio 2013

Dan Adkins (1937-2013)

READING, PENCILVANIA, STATI UNITI D'AMERICA - Diciamo addio al figaccione nella foto nonché disegnatore della silver age Dan Adkins. Molti di voi spesso si lamentano, tra le tante cose, del nostro cuore di burro quando abbiamo a che fare con i disegnatori di fumetti. Ebbene l'ignorantità nei confronti di questo figuro questa volta non smuoverà neanche una lacrima, ma piuttosto il classico sorrisino idiota che accompagna sempre il nostro viso quando scopriamo che è morto un disegnatore in Pencilvania. Un sorrisino breve, inopportuno, già passato.

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P.S.: Mentre cercavo sue foto ho capito che Dan Adkins era il disegnatore di tante storie di Zio Tibia che da giovinetti amavamo, quindi mi rimangio quanto detto sopra e inizio a dispiacermi: ciao Dan, eri un grande! Ci mancherai! Che la terra ti sia lieve!

martedì 14 maggio 2013

Mario Machado (1935-2013)

WEST HILLS, CALIFORNIA, USA - Edizione straordinaria: è crepato Mario Jose de Souza Machado, primo anchorman sino-americano della storia degli USA. Nato a Shangai da padre portoghese e madre sino-portoghese, Machado divenne col tempo estremamente celebre, non solo per la sue peculiari origini cinesi e latinos: vinse ben 8 Emmy, fu il commentatore ufficiale dei Mondiali di Calcio per il Nord America dal '70 all'82 e partecipò a diversi film, quasi sempre nel ruolo del giornalista o del presentatore televisivo. Francamente non rimembro le sue comparsate in Scarface e Rocky III, ma di certo lo ricordo nei panni di Casey Wong, il tizio che presenta i telegiornali nei tre film su Robocop.

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lunedì 13 maggio 2013

Ray Harryhausen (1920-2013)

LONDON, UK - Dopo Gerry Anderson ci lascia un'altra leggenda dell'animazione, il grandissimo Ray Harryhausen. Certo, la maggior parte di voi non l'avrà mai sentito nominare, ma se avete visto qualche kolossal di cinquant'anni fa sicuramente avete avuto la possibilità di ammirare la sua opera: Harryhausen era infatti il padre della tecnica di stop-motion nota come "Dynamation", attraverso la quale diede vita a numerose creature sul grande schermo, come in La Terra contro i dischi volanti, Il risveglio del dinosauro (tratto da un racconto di Bradbury, suo amico d'infanzia), Il 7º viaggio di Sinbad (e seguiti), L'isola misteriosa, Giasone e gli Argonauti (la scena del combattimento degli scheletri è forse la più celebre) e Scontro di Titani. I suoi lavori hanno ispirato decine di registi, come George Lucas ("Without Ray Harryhausen, there would likely have been no Star Wars"), James Cameron, Peter Jackson, i tizi della Pixar e, ovviamente, Tim Burton, che omaggiò palesemente La Terra contro i dischi volanti nel suo Mars Attacks!, oltre che ne La Sposa Cadavere (il nome della marca del piano).

Harryhausen ha anche occasionalmente partecipato a qualche film: ad esempio, era uno dei dottori nel film con più cameo della storia, Spie come noi.

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sabato 11 maggio 2013

Zia Fariduddin Dagar (1932-2013)

PANVEL, NAVI MUMBAI, MAHARASHTRA, INDIA - Diciamo addio al maestro Zia Fariduddin Dagar, uno dei più grandi musicisti che l'India abbia mai avuto; maestro dei microtoni e del canto dhupra, aveva girato il mondo guadagnando onore e gloria. Il sempre disponibile Dagar non era però solo un maestro, gli volevamo bene, era come una Zia per noi.

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venerdì 10 maggio 2013

Andrew Simpson (1976-2013)

PER LE ACQUE DI SAN FRANCISCO, CALIFORNIA, STATI UNITI D'AMERICA - Come tutti voi saprete già se ne andato Andrew Simpson, campione di gare di catamarani e oro alle olimpiadi di Pechino. Si stava allenando nella baia di San Francisco con la squadra svedese Artemis, quando il catamarano si è catapultato intrappolandolo per i dieci minuti necessari ad ucciderlo.

Questa la notizia, poi guardando i TG ho appreso che questi catamarani sono progettati per andare a 45 chilometri all'ora, mentre nelle gare li spingono fino ai 70. Sembrano velocità irrilevanti a voi amanti della Formula 1, ma sempre la signorina del TG ha detto poi che l'impatto con l'acqua è paragonabile a quello di una caduta da un palazzo di una non ben identificata quantità di piani. Ad accrescere la precisione scentifica della mia cultura catamaranica si sono susseguiti video di catamarani ribaltati che hanno chiuso il servizio; proprio per questo ora tocca a noi inserire ben quattro video di catamarani che si cappottano e poi un video a caso di un motorino: 1,2,3,4,5.

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giovedì 9 maggio 2013

John Williamson (1933-2013)

RENO, NEVADA, STATI UNITI D'AMERICA - Fare sesso non è una cura contro il cancro, lo apprendiamo oggi con la morte di John Williamson, pioniere del sesso libero e fondatore di Topanga Canyon's Sandstone Retreat, un posto dove si facevano orge e si viveva nudi.

Lui e sua moglie, oltre a raccattare felini abbandonati (gatti, tigri, leoni, etc.), tenevano lezioni sulla sessualità, la vita di coppia e dove infilare il pene durante un'orgia. Cinquecento persone ogni weekend andavano a vedere le lezioni dei due sempre nudi individui; le celebrità, ovviamente, con le loro voglie sessuali ai minimi storici spesso sono ricorse ai loro servigi tanto che John "Messia del Sesso" Williamson era arrivato a dichiarare "Ho visto più star di Hollywood nude che altre donne".

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Ottavio Missoni (1921-2013)

SUMIRAGO, VARESE, ITALIA - Se ne va l'otto volte campione nazionale e una volta vincitore del campionato mondiale studentesco dei 400 metri ostacoli. Sopravissuto ad El Alamein dopo quattro anni di prigionia in Egitto, torna in Italia e si sposa con la figlia di un imprenditore del tessile. Inizia quindi a divertirsi e fare maglioni leggeri e colorati tanto da guadagnarsi il soprannome di "Il Signore dei Colori", proprio come un fumetto che ho letto qualche tempo fa, che però non parlava di lui, ma di pedofilia.

Su di lui hanno girato un documentario che non ho visto e che sarà sicuramente interessantissimo viste le dichiarazioni che era solito rilasciare.
per vestirsi male non serve seguire la moda, ma aiuta
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martedì 7 maggio 2013

Jacqueline Brookes (1930-2013)

DA QUALCHE PARTE NEGLI STATES - Secondo voi, è giusto che la neo-defunta Jacqueline "Jackie" Brookes, prolifica attrice e insegnante di teatro, venga da noi ricordata solo per questo film?

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Brad Lesley (1958-2013)

MARINA DEL REY, LOS ANGELES, CALIFORNIA, STATI UNITI - Torniamo a parlare del gioco più bello del mondo: il baseball! Stavolta è schioppato Brad "the Animal" Lesley, corpulento rilievo dei Cincinnati Reds nel periodo 82'-'84. Non fortissimo, ma nemmeno scarsissimo (aveva un media PGL di 3,86), ma altissimo (era quasi due metri), era famoso per la sua estrema cazzonaggine in campo, per le sue esultanze scomposte e per le mazzate che ogni tanto elargiva agli avversari. Lasciati i Reds, dopo un anno nei Milwaukee Brewers sbarcò in Giappone, dove si fece un paio di stagioni con gli Hankyu Braves (ora Orix Buffalo). Ovviamente in quel paese divenne presto un personaggione, più noto col nome di Animal-san: faceva le pubblicità, cantava, scriveva libri e finì pure nell'allegro cast di Takeshi's Castle, il programma di Takeshi Kitano che da noi è arrivato attraverso il mitico Mai Dire Banzai. Animalsan era uno degli sgherri che pestavano i concorrenti (avete sicuramente presente) e aveva addirittura un gioco tutto suo: Home Run.

Fece pure l'attore: Kitano se lo portò a fare un giro in Brother (a chi hai detto fottuto giapponese?) e Michael Jordan in Space Jam (così dicono in giro, non appare neanche nei crediti su IMDB) e ha partecipato a Un lavoro da grande e Campione per forza.

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lunedì 6 maggio 2013

Giulio Andreotti (1919-2013)

ROMA, ITALIA - Finalmente, cazzo!

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Marzo 2013 - And the winner is...

ENZO JANNACCI
Altro che Califano!
"Che verrà il giorno che spariranno tutti i rompicoglioni, sì io sarò pronto lì a parlare con i limoni"
-dal testo di Parlare con i limoni

Con un elegante bras d'honneur il defunto Jannacci saluta gli altri concorrenti di questa edizione del nostro concorso mensile. Noi autori possiamo dirci molto soddisfatti dei risultati: le proiezioni lasciavano qualche dubbio di rimonta al meno dotato Califano, mentre il vincitore preannunciato Chavez ha ottenuto un risultato sotto le aspettative, guadagnando una posizione sul podio solo grazie al mancato recupero nel finale di Mennea. D'altra parte, ormai vi abbiamo addestrato bene e fate quasi tutto quello che vogliamo: a proposito, a Paul Bearer qualche posizione in più gliela potevate far raggiungere, vi puniremmo se non fosse che Jannacci ci mette di buon umore, un buon umore condito da lacrime e tristezza cosmica. Addio Enzo, ci rivediamo al concorsone finale.

Rossella Falk (1926-2013)

ROMA, ITALIA - Attrice di chiara fama nel mondo del teatro, ottenne ottime votazioni anche quando tentò il cinema. Di lei vorremmo ricordarvi la dura battaglia legale durata anni che la portò a spendere tutti i propri soldi pur di essere riconosciuta come l'unica erede di Peter Falk, ma potremmo essere tacciati di diffamazione, visto che dovremmo inventarci tutto di sana pianta.

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sabato 4 maggio 2013

Sailendra Nath Roy (1957-2013)

FIUME TEESTA, INDIA - Sailendra Nath Roy, stuntman indiano famoso per le sue prove estreme, l'altro giorno è crepato proprio nel bel mezzo della sua ultima cazzata: il tapino stava cercando di superare il record che egli stesso aveva precedentemente stabilito nel 2011 (82,5 metri), ovvero la distanza più lunga percorsa tenendosi appeso a una fune con la coda dei capelli, quando all'improvviso, mentre era a metà percorso, gli è venuto un infarto ed è morto lì, appeso per la chioma a 20 metri dal suolo, con centinaia di persone che assistevano impotenti all'evento.

Roy, che lo scorso settembre riuscì a trainare coi capelli una locomotiva, aveva promesso alla moglie che quello sarebbe stato il suo ultimo stunt. Beh, quantomeno non si può dire che non fosse un uomo di parola.

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Chris Kelly (1978-2013)

ATLANTA, GEORGIA, STATI UNITI D'AMERICA - Scriviamo solo ora della scomparsa di Chris "Mac Daddy" Kelly, dopo una disperata ricerca di immagini del suo cadavere. Quello che ci chiedevamo è se il becchino, o chi per lui, gli avesse fatto indossare al contrario anche il suo ultimo paio di calzoni.

D'altra parte l'unica utilità di questo rapper del duo Kriss Kross è stata proprio il lancio di questa balzana moda; un altro motivo per ricordarlo potrebbe essere il Rugrats Rap, mentre è dannatamente difficile rimuovere Jump.

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venerdì 3 maggio 2013

Massimo Catalano (1936-2013)

ROMA, ITALIA - Siamo tristi perché è morto Massimo Catalano, lo abbiamo sempre citato segretamente e sembra stupido farlo anche per il suo necrologio.

Siamo tanto dispiaciuti per la sua scomparsa, dicevamo: le sue riflessioni presentate con dovizia di particolari a Quelli della Notte hanno smosso i nostri cervelli, mentre il cha cha cha che importò in Italia come trombettista dei Flippers (non questi) smosse i nostri culi e ci permise di ballare con signorine affascinanti, tra una sigaretta e un campari.

Meglio scrivere necrologi di pazzi dalla vita assurda, di cui però non ci frega niente, che di gente che abbiamo ammirato e della cui dipartita non vorremo mai sapere.

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Jeff Hanneman (1964-2013)

INLAND EMPIRE, CALIFORNIA, STATI UNITI D'AMERICA - E alla fine è arrivato l'angelo della morte per Jeff Hanneman degli Slayer, il gruppo che ha una proprio spazio nel calendario e che anche Dio apprezza.

Difficile parlarne in poche battute: con la sua chitarra piena di adesivi punk, il suo stile d'assalto, i suoi riffoni e i parastinchi era il contraltare di King, che invece era sempre coinvolto in qualche lite o comparsata. Inutile dire che ci ha regalato alcune delle più belle canzoni del gruppo tipo questa, questa e questa.

Era un super appassionato della Seconda Guerra Mondiale e dell'immaginario del Terzo Reich, collezionava medaglie, leggeva libri e non dimentichiamo la già citata Angel of Death che aveva scritto pensando all'allegro medico Josef Mengele. Il nostro fan Robertino a questo proposito ci tiene a ricordarci come il pezzo più prezioso della collezione nazi di Jeff non fosse la Ritterkreuz des Eisernen Kreuzes come indicato da Wikipedia, ma un paio di bretelle utilizzate da Goebbels in persona; come sempre non possiamo che ringraziarlo per la sua celerità nel fornirci nozioni insignificanti come queste.

Ad ogni modo, a parte le critiche, Jeff non era un nazista, ma un conservatore fan di Bush Jr e un tifoso degli Oakland Raiders. Un malefico ragno nel 2011 morse il braccio del nostro beniamino che acquistò degli incredibili poteri: riusciva ad arrampicarsi alle pareti, saltava da grattacielo in grattacielo, aveva la superforza, un leggero pizzicorio che lo avvertiva dei pericoli ed un forte senso di responsabilità.

Questa piccola parentesi supereroistica durò però all'incirca un'ora, dopodiché Jeff torno ad essere un semplice essere umano con una fascite necrotizzante al braccio. Iniziarono a girare voci strane che parlavano della possibile amputazione del braccio, dopodiché gli aggiornamenti sul suo stato di salute si resero sempre più radi. Gli Slayer andarono in tour senza di lui, con Gary Holt degli Exodus prima e Pat O'Brien dei sempre delicati Cannibal Corpse poi.

Oggi arriva invece la notizia che il braccio è ancora attaccato al corpo di Jeff, ma la fascite gli ha distrutto il fegato, molto più di quanto aveva fatto in gioventù la sua breve passione per cocaina e pillole varie. Ciao Jeff, ci mancherai, buon viaggio nell'aldilà, l'inferno ti aspetta.

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mercoledì 1 maggio 2013

Splish (1977-2013)

BROCKWORTH, GLOUCESTERSHIRE, UK - Può un pesce rosso campare per trentacinque anni? Ma soprattutto, perché?

Ebbene sì, neanche io pensavo fosse possibile, ma a quanto pare ce la possono fare (il record del mondo appartiene a Tish, crepato nel 2005 alla veneranda età di quarantatre anni). La prova vivente, fino a poco fa, era proprio il piccolo Splish. Il simpatico signor Richard Wright, che potete ammirare in foto in tutta la sua mattacchioneria (e no, non è il tastierista dei Pink Floyd, quello è morto), lo comprò nel 1977 ai figli di sei e nove anni in una fiera di paese, una specie di San Qualcosa nostrano, insieme a un altro pesciolino rosso, Splash, che tra le altre cose è ancora in vita. Già, perché i due piccoli Splish e Splash hanno condiviso lo stesso acquario per tutti questi anni, mentre i bambini di Wright crescevano e diventavano grandi. Alla fine i ragazzi sono andati per la loro strada e lui è rimasto con i pesci, intenti a trascorrere la loro inutile vita avanti e indietro nella loro vasca del cazzo, scambiandosi al massimo qualche buongiorno.

Sapevate che un pesce rosso riesce a tenere a mente delle cose per massimo tre secondi? Pensate, il suo compagno di una vita, Splish, a un certo punto ha iniziato a galleggiare innaturalmente, il signor Wright lo ha tolto dall'acquario e ora Splash vaga da solo, senza neanche il ricordo del suo compagno di una vita.
I found Splish floating dead in the bowl. Splash looks as if he is coping fine and he's just swimming around as normal.
Capite? Come se nulla fosse (magari gli stava sulle palle, ed erano trentacinque anni che aspettava questo momento). Bene, il nostro tempo è terminato. Ciao ragazzi. Splash, con te ci vediamo presto.

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