IL MORTO DEL MESE

domenica 17 marzo 2013

Paul Rose (1943-2013)

MONTREAL, QUEBEC, DOMINION DEL CANADA - Sembra assurdo, ma c'è qualcuno che pur avendo una casina in Canadà si è scocciato da tempo del succo d'acero e vorrebbe pasteggiare con foie gras e per farlo è disposto a tutto.

Proprio questa è la storia di Paul Rose: il suo sogno era vedere un Quebec indipendente e socialista e per questo si unì al FLQ, col quale bombardò qui e lì la nazione nordamericana. A quanto pare Paul Rose prese parte al rapimento del vice premier canadese Pierre Laporte nel 1970, forte del successo che aveva avuto il Fronte con il rapimento del commisario inglese James Cross.

Questa volta però i canadesi non acconsentirono a nessuna delle richieste degli indipendetisti e si scatenarono dando la caccia ai terroristi, che di tutta risposta fecero una telefonata annunciando che Laporte, "Ministro della Disoccupazione e Assimilizzazione", era stato ucciso e che il suo cadavere si trovava in una macchina vicino all'aeroporto.

I canadesi si incazzarono da morire e approvarono il War Measures Act, con il quale potevano fermare chiunque per strada anche senza un valido motivo. I rapitori di James Cross se la cavarono scambiando il commisario inglese con un volo per Cuba, mentre per Paul Rose, suo fratello Jaques e Francis Simard non ci fu scampo e finirono in carcere. Nel 1982 però uscì di prigione, essendo riuscito a dimostrare che non era stato presente al momento dell'uccisione. Ciò gli permise di rifarsi una nuova vita come giornalista, ma soprattutto come politico, sempre nazionalista.
A liberation nationalism; it’s a people being denied its existence that is trying to find its place in the sun, in the same way as Palestine and Ireland
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Morirono così